Non chiamateli turisti. Meglio ospiti, per coloro che soggiornano in un albergo diffuso, perchè qui ci si sente quasi come a casa propria. Di che si tratta? Immaginate un albergo in cui i corridoi sono le strade di un luogo e le camere per dormire sono delle abitazioni storiche. Nasce così l’albergo diffuso, una struttura ricettiva che si sviluppa trasversalmente e non in un unico edificio.

La location è fondamentale: siamo infatti nei borghi antichi d’Italia, paesi caratterizzati da centri storici di grande valore artistico o architettonico, ma troppo spesso non valorizzati come si dovrebbe. Dimore di grande pregio – per essere definiti alberghi diffusi le strutture devono essere ricavate da abitazioni già esistenti e non essere costruite- diventano così il fulcro degli alberghi diffusi, dove il soggiorno regala agli ospiti una vacanza con atmosfere d’altri tempi e all’insegna della tranquillità.

Le varie componenti dell’albergo sono così diffuse all’interno dello stesso nucleo urbano. Ci saranno la reception, il bar e alcuni servizi (quali spa, ristorante) in una struttura centrale, mentre le varie camere saranno localizzate in altre dimore. La distanza tra le residenze/camere e la struttura centrale è al massimo di 200/300 metri.

Una forma di turismo responsabile made in Italy, che negli ultimi anni sta prendendo piede nel nostro Paese, dimostrandosi una valida alternativa al turismo tradizionale. I numeri sono già significativi: circa 80 le strutture coinvolte e un’associazione nazionale (alberghidiffusi.it) che, dal 2006, promuove e sostiene lo sviluppo di questo modello turistico.
Per quanto riguarda gli arrivi, il 2013 ha segnato un incremento del 15/20% e, anche quest’anno, la maggior parte delle realtà associate già evidenzia un segno positivo.

Albergo diffuso, quando il turismo è di casa

Come nasce l’idea di albergo diffuso?

Il primo modello di albergo diffuso si sviluppa in Carnia, Friuli Venezia Giulia dopo il terremoto del 1976. Alcune case furono ristrutturate a fini turistici con i fondi del post terremoto. Nasce così un primo progetto pilota volto a recuperare quelle abitazioni in un’unica rete ricettiva. Il modello comincia poi a diffondersi negli anni ’80 in altre zone: dall’Emilia Romagna alla Campania, la parola d’ordine era riutilizzare edifici vuoti, case abbandonate per un turismo che facesse provare la vita autentica di quei luoghi.

Dobbiamo attendere il 1998 per la prima normativa che permetta agli alberghi diffusi di essere riconosciuti, con la possibilità di operare a tutti gli effetti. È la Sardegna ad agire in tal senso, realizzando presso la Comunità Montana Marghine Planargia (Nuoro, 1995) e a Bosa un concreto progetto di albergo diffuso, destinato a diventare un punto di riferimento per quelli che verranno dopo.

Gli alberghi diffusi in giro per l’Italia

Il più noto si trova a Santo Stefano di Sessanio, paese medioevale nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, in Abruzzo, recuperato grazie all’utilizzo di materiali tipici, come pietra e legno, e arredi tradizionali del posto. Alcuni anni fa un imprenditore italo-svedese acquisì alcuni edifici nel borgo, abitato da poco più di 70 persone. L’albergo ospita oggi eventi culturali molto seguiti.

Santo Stefano di Sessanio Credits photo repubblica.it
Santo Stefano di Sessanio
Credits photo repubblica.it

Aquae Sinis è il nome dell’albergo diffuso di Cabras, antico villaggio sardo di pescatori, attrezzato per chi ama andare in bicicletta. Siamo sempre in Sardegna nel borgo Omu Axiu, a Orroli (Cagliari) dove i laboratori per imparare a cucinare attirano turisti da tutto il mondo.

Omo Axiu Credits photo alberghidiffusi.it
Omo Axiu
Credits photo alberghidiffusi.it

Da ricordare anche l’albergo diffuso in provincia di Belluno, a Costauta, dove sono state recuperate case antiche in legno. E ancora: gli alberghi diffusi del Molise, quelli siciliani. Caratteristico è quello di Sant’Angelo Muxaro, in provincia di Agrigento, dove c’è la possibilità di assaggiare prodotti tipicità nelle case dei vicini.

Costauta
Costauta

Dal nord al sud, ogni albergo diffuso ha una storia da raccontare.

[Fonte Photo Cover: romeoandromeo.com]