A 32 anni di distanza dai primi disegni di Akira Toriyama, Italia 1 è pronta a trasmettere Dragon Ball Super, nuova serie ispirata a uno dei manga più popolari di sempre



Se oggi avete meno di 25 anni, e rientrate per questo in maniera ufficiale nella categoria giovani, farete forse un po’ di fatica a ricordarvi, o perlomeno ad aver mai sentito parlare, di Junior TV. Una syndication, nel gergo delle telecomunicazioni, trasmessa dal 1985 su scala nazionale da emittenti regionali, che ha avuto diversi meriti, come quello di lanciare una Giorgia Surina praticamente in fasce, ma soprattutto quello di trasmettere in Italia varie serie animate di produzione giapponese, gli anime, che per diverso tempo ancora verranno chiamate comunque cartoni animati. In un giorno del 1989, fa la sua prima apparizione nei palinsesti di Junior TV un cartone animato basato su un manga del nipponico Akira Toriyama, pubblicato originariamente dalla rivista Weekly Shōnen Jump nel 1984 con il titolo (traslitterato dal giapponese) di Doragon Bōru. La sigla, pensate un po’, la cantava una certa Cristina D’Avena, all’epoca onnipresente. Ma in quei giorni, davvero in pochi avrebbero immaginato che ventisette anni dopo, in ogni angolo del mondo, figuriamoci in Italia, saremmo stati ancora tutti pazzi di Dragon Ball.

Dragon Ball che è ritornato l’anno scorso a diciotto di distanza dall’apparizione di Dragon Ball GT, con una nuova serie animata che si appresta anche ad arrivare in Italia: Dragon Ball Super, impreziosita dal grande ritorno di papà Toriyama. Sì, perché dopo i primi due capitoli, Dragon Ball e Dragon Ball Z, Dragon Ball GT si era presentato come un progetto parallelo a quello originario, a partire dall’autore, non Toriyama ma Izumi Tōdō, con la produzione della Toei Animation. La differenza tra GT (che stava per Grand Touring) e le precedenti serie era palese, dalla fluidità e dalla luce dell’animazione alle scelte di sceneggiatura, alcune delle quali non avevano soddisfatto appieno le aspettative dei fan di vecchia data. Con Dragon Ball Super, invece, Toriyama riprende in mano la sua storia e cancella di fatto gli avvenimenti di GT, ripristinando dunque lo status quo con cui si era chiuso Dragon Ball Z, ovvero la battaglia contro l’ultimo stadio di Majin Bu.

Dimenticate perciò il Goku rimpicciolito che va all’avventura con la nipotina Pan, scordatevi soprattutto dei Super Saiyan di quarto livello dal capello nerissimo e dai tratti scimmieschi: qui l’apice è rappresentato dal Super Saiyan God. Alla ricerca di tale ineguagliabile tipologia di guerriero si getta con ferocia e determinazione Beerus, il primo cattivo della serie. Un Ssj God può costituirsi grazie all’energia messa insieme da cinque saiyan dal cuore puro. Beerus sarà tuttavia solo il precursore di altre terribili minacce, tra le quali spicca un inaspettato ritorno, quello di Freezer, primo vero grande villain presente in Dragon Ball Z, antesignano di Cell e Majin Bu: il ritorno del formidabile alieno è perno del lungometraggio Dragon Ball – La resurrezione di F, giunto anche nelle sale italiane nel 2013, distribuito da Lucky Red.

È davvero miracolosa la capacità dell’universo creato da Akira Toriyama 32 anni fa di attirarci ancora oggi in maniera pressoché irresistibile: dai quarantenni ai millennials, fino ai bambini, la notizia dell’approdo di Dragon Ball Super su Italia Uno è stata accolta con unanime giubilo, accompagnato inevitabilmente da una spruzzata di dolcissima nostalgia.