In un’epoca in cui le aziende fanno sempre più fatica ad acquisire la liquidità necessaria al regolare svolgimento delle proprie attività, c’è anche chi si è letteralmente inventato un modo per aggirare gli ostacoli dell’intermediazione bancaria e riuscire a reperire autonomamente le risorse per garantirsi un futuro solido. È in questo contesto che si inserisce perfettamente l’arrivo, sui mercati finanziari, del primo minibond garantito da forme di Parmigiano Reggiano. Si tratta dell’innovativa idea con cui 4 Madonne Caseificio dell’Emilia, una cooperativa agricola con sede a Lesignana di Modena, ha deciso di acquisire liquidità sul mercato per finanziare le proprie attività. Il valore nominale è di 6 milioni di euro, da restituire in rate annuali sino a gennaio 2022. In parole più semplici, i minibond sono obbligazioni, quindi titoli di credito emessi da una società in cambio di un prestito da parte di investitori qualificati. Come tutte le obbligazioni, hanno un tasso di interesse riconosciuto sotto forma di cedola semestrale o annuale, una data di scadenza e possono essere emessi da piccole e medie imprese senza ricorrere necessariamente all’intermediazione bancaria o finanziaria. Finanza creativa? Non proprio, visto che in passato proprio in Emilia Romagna la Banca Credem, istituto molto radicato nel territorio, ha concesso finanziamenti e aperture di credito accettando in garanzia il Prosciutto di Parma. E ancora più recentemente, l’azienda agricola Tenute SalvaTerra, con la consulenza di Banca Akros del gruppo Banca Popolare di Milano, ha sottoscritto un finanziamento a medio termine, del valore di 9 milioni di euro, con l’inedita garanzia del privilegio sul vino in cantina. Questo nuovo modello di credito, con il privilegio sui prodotti enogastronomici, consente di liberare risorse altrimenti bloccate per un lungo periodo e di sostenere in prospettiva futura progetti legati alla crescita sui mercati, ma senza mettere a rischio la qualità. Ne abbiamo parlato con Andrea Nascimbeni, presidente di 4 Madonne Caseificio dell’Emilia e tra gli artefici di questa innovativa forma di finanziamento.

Credits: 4 Madonne Caseificio dell'Emilia
Credits: 4 Madonne Caseificio dell’Emilia

Come nasce l’idea del minibond?

Fondamentalmente dalla necessità di volerci svincolare un po’ dal sistema bancario, che nel corso degli anni ci ha assistito tantissimo ma, nell’ultimo periodo in particolare, ci ha creato non poche difficoltà quando ci si ritrovava a dover rinnovare gli affidamenti in scadenza.

Intuizione originale o ispirata ad altre realtà aziendali?

No, è la prima volta che un’operazione di finanziamento del genere viene realizzata con un prodotto così. Abbiamo provato, sostanzialmente, a mettere in garanzia le forme di Parmigiano Reggiano all’interno dei nostri magazzini per cercare di fornire una tranquillità maggiore agli investitori. Il tasso di interesse, inoltre, è abbastanza alto (rendimento fisso annuo del 5% con cedola semestrale), e l’ulteriore garanzia offerta ha agevolato la conclusione positiva di questa innovativa operazione finanziaria.

È vero che l’emissione di questo minibond consentirà di aumentare la stagionatura delle forme?

Sì, questo ci potrà permettere di portare una parte della nostra produzione a stagionatura completa, cioè 24 mesi, cosa che non riuscivamo a fare prima perché la liquidità che ci veniva concessa dalle banche ci costringeva a conservare la produzione in magazzino non oltre i 13-14 mesi, e poi successivamente a vendere il prodotto. La restante parte della liquidità ottenuta con i minibond è stata utilizzata, inoltre, per chiudere le linee di pegno che avevamo presso altri magazzini.

Credits: 4 Madonne Caseificio dell'Emilia
Credits: 4 Madonne Caseificio dell’Emilia

Dal latte ai mercati finanziari, ne ha fatta di strada 4 Madonne Caseificio dell’Emilia.

Direi proprio di sì. Costruito quasi 50 anni fa da un nucleo di allevatori, non ha mai smesso di crescere aumentando la base sociale e la quantità di latte conferita dai soci. Adesso abbiamo una capacità produttiva di 240 forme al giorno, ne produciamo in media 55mila all’anno e, se consideriamo che la produzione totale si aggira sui 3 milioni di forme, le dico con grandissimo orgoglio che circa il 2% della produzione mondiale di Parmigiano Reggiano proviene da noi.

Con un occhio di riguardo alla salvaguardia dell’ambiente.

Le nostre strutture funzionano 365 giorni all’anno, per cui abbiamo deciso di installare un impianto fotovoltaico da 130 kw che permette di utilizzare energia pulita per almeno l’80% del nostro fabbisogno riducendo così le emissioni di cO2. Inoltre, siccome l’utilizzo della caldaie per riscaldare il latte durante la cottura del Parmigiano Reggiano avviene tramite il vapore, cerchiamo di recuperare la condensa. Per intenderci, circa 150 quintali di acqua che non vengono smaltiti nell’ambiente ma riutilizzati. Una decisa differenziazione rispetto ad altri caseifici.

Non vi ha fermato neanche il terribile terremoto del 2012.

Da un punto di vista meramente economico, il danno complessivo è stato di circa sette milioni e mezzo di euro. In parte coperti dalle assicurazioni, in parte da fondi pubblici. Sono cadute 18mila forme, a Medolla abbiamo subito anche danni strutturali perché si trovava proprio nell’epicentro del sisma. Ci sono stati danni ingenti anche alle scalere ma le abbiamo ricostruite, ampliando e ristrutturando la sala lavorazione. Oggi, grazie alla liquidità ottenuta con il minibond, possiamo guardare al futuro con maggiore tranquillità.

Credits:  4 Madonne Caseificio dell'Emilia
Credits: 4 Madonne Caseificio dell’Emilia

Avete persino creato degli spacci aziendali.

La grande ondata di solidarietà che si è scatenata dopo il terremoto ha permesso la nascita spontanea di gruppi di acquisto che hanno continuato, anche successivamente, a richiedere i nostri prodotti. Abbiamo costruito uno spaccio dove tagliamo e confezioniamo internamente il nostro Parmigiano Reggiano, riuscendo così a servire una quota davvero importante dei nostri clienti.

Pare che il caseificio sia diventato anche una meta ambita dal turismo enogastromico. Che tipo di servizi offrite?

Abbiamo deciso di organizzare delle autentiche visite guidate e destinare uno spazio dedicato esclusivamente ai turisti, che possono vedere come nasce il Parmigiano Reggiano, osservare lo stoccaggio nei magazzini, capire come avviene la stagionatura e, dulcis in fundo, degustare i nostri prodotti. Il punto di forza e di maggior fascino è sicuramente la visita al nostro magazzino di stagionatura, contenente circa 33570 forme di Parmigiano Reggiano posizionate su scalere certificate antisismiche. Un modo per rievocare ed esorcizzare i momenti drammatici vissuti nel 2012. Il riscontro, in termini di presenze e gradimento, è davvero ottimo.