Sembrano lontani i tempi della laurea alla Bocconi. Sara Tommasi stringeva tra le mani un mazzo di fiori avvolti in un velo tradizionalmente rosso e sorrideva orgogliosa con il suo 105/110. Il caso Cirio Parmalat, funzionamento dei mercati, tutela del risparmio: una tesi impegnativa in Finanza Aziendale, la stretta di mano del Prof. Maurizio Dallocchio, relatore e mentore della Tommasi, e una dichiarazione lasciata ai tempi al Corriere della Sera che la lanciava nel mondo dello spettacolo con l’apparente arroganza di chi ambisce a sfondare in un mondo troppo imponente per essere percorso a testa bassa. “Dopo quattro anni di studi ho imparato a essere la brava manager di una grande azienda di prodotti industriali. In questo caso, sono io il prodotto“: così dichiarava nel 2006 la neolaureata protagonista dei dodici mesi del bollente 2007 firmato Max. Così parlava colei che oggi quei tempi li ha archiviati in una memoria che lei stessa – Sara – forse fatica a rispolverare.

L’Isola dei Famosi l’aveva resa la “ragazza acqua e sapone” per milioni di telespettatori italiani. Lei, ragazza di periferia che dall’Umbria – che rappresentò a Miss Italia nel 1998 – è partita per studiare recitazione all’Actor’s Studio di New York, non ha saputo gestire il successo piovutole addosso grazie all’ondata mediatica post reality. Intervistata nel 2012 a Cielo che Gol! da Simona Ventura – un po’ chioccia della Tommasi, prima a Quelli che il calcio e poi al reality di Raidue – dopo essersi ripresa dal primo crollo e il baratro fisico, mentale e reputazionale che l’ha travolta con lo scandalo dei festini ad Arcore per Berlusconi e le marchette fatte una volta entrata nel giro di Lele Mora, Sara si definiva “Una ragazza vincente. Ho messo da parte un bel gruzzolo. Ho sempre lavorato, nonostante le dicerie“. Forse sognava di esserlo in cuor suo Sara mentre lo diceva, ma non era consapevole del valore di quella parola, tradito dalle sue stesse ambizioni e dai fatti che si era solo temporaneamente lasciata alle spalle.

A saperlo non avrei rifiutato la proposta di Tinto Brass ai tempi in cui facevo la schedina a Quelli che il calcio” – con questo commento Sara tentava di sdrammatizzare la scelta di darsi all’hard seduta di fronte ad una commossa Simona Ventura e continuava – “Non ero ancora in terapia psichiatrica. Ho fatto delle scelte non essendo capace di intendere e di volere“. Si riferiva al film Confessioni pericolose e ai successivi filmati hard con Nando Colelli, l’ex gieffino lanciatosi nel mondo dell’hard dopo la parentesi televisiva in casa Mediaset.

Sara Tommasi ai tempi d'oro
Sara Tommasi ai tempi d’oro

10 milioni di euro di risarcimento danni chiesti alla produzione del primo film girato, una denuncia per abusi sessuali compiuti nei confronti della Tommasi sotto effetto di sostanze stupefacenti e “con un microchip impiantato“, dichiarava la showgirl ai tempi dell’accaduto. Una macchina legale al lavoro per contenere l’esplosione mediatica causata dalle pellicole hard e tutelare una ragazza dai sogni infranti e l’immagine irrimediabilmente macchiata. Indagini e sentenze hanno fatto negli anni il loro corso. Una condanna per il produttore del film Confessioni pericolose girato dalla Tommasi per “violenza sessuale di gruppo per induzione e in concorso”, si è letto nella sentenza del giudice Renata Sessa depositata presso il Tribunale di Salerno in conclusione del processo con rito abbreviato che ha coinvolto anche regista, manager e attori.

Sara Tommasi dopo il primo recupero
Sara Tommasi dopo il primo recupero

Sembrava una parentesi chiusa. Le cure psichiatriche. Il centro di recupero. La chiacchierata con Don Mazzi ripresa dalle telecamere. E invece Sara Tommasi è tornata a far scalpore, ad esagerare, e a preoccupare. L’annuncio del matrimonio del 24 Maggio a Las Vegas tra la Tommasi e Andrea Diprè, il discutibile avvocato e critico d’arte noto per i suoi eccessi social a sfondo altamente erotico, ha risvegliato i social e scosso Selvaggia Lucarelli, insospettita dal clamore sollevato – quasi magistralmente architettato per fare rumore in rete – e preoccupata dal nuovo palese degrado psicofisico della showgirl umbra. “Lo sposo e sto bene“, ha commentato la Tommasi quando punzecchiata circa la criticabile scelta di unirsi a Diprè con tanta corsa all’annuncio e tanta ostentazione della loro intimità, scabrosamente condivisa sui social network, ormai casa abituale per i due Renzo e Lucia.

Promessi Sposi #saratommasi #futuramoglie #dipre #andreadipre #dipreism

Posted by Andrea Diprè on Venerdì 20 marzo 2015

Disappunto e compatimento, una combo immancabile nell’ascoltare le dichiarazioni imbarazzanti di Sara Tommasi raggiunta telefonicamente da Selvaggia Lucarelli per il canale radio M2O. La showgirl è assente, psicologicamente compromessa. Palesemente bipolare nel dichiarare tutto e il suo contrario, in quei 5 minuti di chiacchierata sconnessa si ascolta ora la sua degenerazione ora l’ostentata saccenza nel sentirsi padrona di un mondo – il porno – che l’ha tristemente e (forse) inconsapevolmente riconsacrata al grande pubblico. L’annuncio di un libro per aspiranti pornoattrici. L’annuncio di un nuovo film hard con il futuro sposo. Ed è di nuovo disperazione per la Tommasi.

Sara Tommasi, consapevole autolesionista o vittima di un gioco perverso? Amicizie sbagliate. Le difficoltà familiari e la malattia della madre, il Parkinson. Il successo ingestibile. Il padre separato e distante. Un nucleo assente e un peso troppo grande per una ragazza troppo fragile e preda facile per manipolatori navigati. Un elenco di problemi da lei stessa elencati come causa scatenante la sua degenerazione comportamentale e professionale. Una ragazza sofferente. I sogni rubati. La voglia di vivere soffocata dai fumi della perdizione. Un quadro dai colori cupi che sembrerebbe scagionare Sara Tommasi, vittima (consapevole?) di un giro guasto che l’ha inghiottita quando era più vulnerabile.

Sara Tommasi in una scena del film Confessioni Pericolose
Sara Tommasi in una scena del film Confessioni Pericolose

Gli italiani non sono tutti d’accordo nell’assolverla e sulle pagine Facebook si leggono insulti e infelici epiteti rivolti alla showgirl. “Ninfomane”, “Pu******la”, “Z*****a”, sono solo alcune delle parole che pseudo fan o frustrati commentatori seriali lasciano sulle pagine della Tommasi o tra i commenti ai post di Selvaggia Lucarelli, colei che sembra quasi condurre una crociata in difesa di una ragazza vulnerabile e sottoposta – anche deliberatamente – al pubblico ludibrio. “Chi si approfitta di lei è una m***a umana“, ha scritto la Lucarelli in un post pubblicato sulla pagina Facebook personale, e ha continuato: “Ricordo che il produttore e il distributore del film porno si sono fatti la galera per abusi sessuali. Si tratta di abusare di una persona in condizioni psichiche infelici, per cui caro Diprè, fai pure il film porno con Sara, ma sappi che rischi la galera pure tu. E te la auguro vivamente“.

Diprè nuovo carnefice della Tommasi? I fatti parleranno da soli. Sposa o meno di Diprè, la Tommasi chiede aiuto e lo fa con un muto appello, quello che sembra lanciare dallo sguardo ancora infantile che si cela dietro la maschera adulta e sfrontata indossata con ostinazione. Brava la Lucarelli, se creare disturbo con articoli, telefonate e denunce social può svegliare chi intorpidito ha lasciato sola una donna ancora bambina.