A gennaio uscirà l'ultima opera del maestro italoamericano, basata su un romanzo del 1966 del giapponese Shūsaku Endō



Silenzio, ritorna il Maestro. Con una pessima battuta si potrebbe sintetizzare così il ritorno dietro la macchina da presa di colui che è considerato da molti il più grande regista vivente nonché fiero baluardo della New Hollywood degli anni ’70, Martin Scorsese: Silence, il suo nuovo film, verrà presentato negli Stati Uniti il 23 dicembre in distribuzione limitata (al fine di poter concorrere agli Oscar 2017) per poi essere globalmente rilasciato a gennaio, negli USA come in Italia. Il film si basa su un romanzo del 1966 del giapponese Shūsaku Endō, Silenzio: nel Giappone del periodo Tokugawa si recano due giovani padri gesuiti, Sebastião Rodrigues (Andrew Garfield) e Francisco Garrpe (Adam Driver). Il loro intento è capire quale fine abbia fatto il loro mentore, Padre Cristóvão Ferreira (Liam Neeson), in odore di abiura. In Oriente, i due gesuiti saranno testimoni delle torture perpetrate ai danni dei convertiti al cristianesimo.

In principio erano Daniel Day-Lewis, Gael García Bernal e Benicio Del Toro: nel ruolo dei tre protagonisti avrebbero dovuto esserci loro. Poi, si sa, la vita delle star di Hollywood è un gioco di incastri e Scorsese ha rimandato di anno in anno l’inizio delle riprese, a cui pensa addirittura dalla metà degli anni ’90. Tra le altre cose, Neeson e Day-Lewis hanno compiuto nel tempo sostanzialmente uno scambio di ruoli, dal momento che se l’attore nordirlandese ha rimpiazzato Day-Lewis in Silence, quest’ultimo ha invece preso il posto di Neeson nel Lincoln di Spielberg, prova che gli era valsa il terzo premio Oscar. Adam Driver ha invece occupato la casella lasciata libera da Del Toro e sfrutterà un’altra occasione per rivelarsi uno tra gli interpreti più in ascesa di Hollywood: già apprezzato volto di Kylo Ren in Star Wars – Il risveglio della forza, lo vedremo presto protagonista anche del promettente Paterson di Jim Jarmusch. Anche per Andrew Garfield si tratta di una grande chance: svestiti ormai da due anni i panni dell’amazing Spiderman, oltre a Silence ha girato un’altra attesissima opera, La battaglia di Hacksaw Ridge, di Mel Gibson. Nel cast del nuovo film di Scorsese anche una capatina del talentuosissimo regista nipponico Shinya Tsukamoto, autore tra le altre cose di Tetsuo – L’uomo di acciaio e A snake of June.

Silence è il terzo film che possiamo considerare religioso girato da Martin Scorsese, dopo Kundun (1997), biografia del quattordicesimo Dalai Lama, e il discusso e straordinario L’ultima tentazione di Cristo (1988), reinterpretazione del binomio divino/umano a proposito della figura di Cristo. Scorsese e lo sceneggiatore Jay Cocks, come già accennato, avevano composto la sceneggiatura basata sul romanzo di Endō circa vent’anni fa, tra il 2003 e il 2004 pareva il momento buono ma in assenza dei giusti finanziamenti, il maestro italoamericano ripiegò su The Aviator.

Tuttavia, il romanzo dell’autore giapponese ha già avuto un adattamento cinematografico, datato 1971: Chinmoku, a firma del nipponico Masahiro Shinoda, che vide lo stesso Endō occuparsi anche della sceneggiatura insieme a Shinoda. Quasi mezzo secolo dopo, riuscirà Scorsese a fare meglio?

[Photo Credits: Rodrigo Prieto]