Bologna è una delle città in cui si mangia meglio al mondo. Molte le classifiche internazionali che lo hanno certificato sulla carta (Forbes, Thrillist) e lo testimoniano giorno per giorno da un lato le tante attività nel campo food che aprono in città e dall’altro l’interesse che questo suscita nei foodies bolognesi, italiani e internazionali. Portabandiera della cucina petroniana è, tra gli altri, la pasta fresca e in particolare alcune specialità che al palato di un buon intenditore non possono che far venire l’acquolina in bocca al sol pensiero: tortellini, tortelloni, tagliatelle, lasagne.

Lo sviluppo creativo e imprenditoriale del settore food, la capacità di osservare ciò che di meglio c’è nel mondo e farlo girare, contaminando culture e aree geografiche anche tra di loro in origine molto distanti, hanno fatto sì che si possa parlare, e gustare da qualche anno un fast street food di qualità. A portarlo sotto le Due Torri, con quest’ottica, You Can Group,  società fondata nel 2003 da Sara Roversi e Andrea Magelli – attiva nei settori food, design, social-innovation, emotional marketing e start-up incubator – che ha rilevato e trasformato Tortellino Bologna, rendendolo “gourmet pasta to go”, già presente in città da qualche anno. Mission You Can Group, ambasciatore a livello internazionale di Bologna City of Food, quella di accelerare Tortellino e valorizzare l’idea del fondatore e la sua volontà di internazionalizzare.

Grazie al network instaurato si sono create a inizio novembre le condizioni positive necessarie per l’apertura di un temporary restaurant Tortellino Bologna – gourmet pasta to go a San Francisco. Per questa nuova apertura, fondamentale il supporto di partner locali, food influencer e amici come Cameron Tomkins-Bergh, Ian Nieves e Tim West, cuoco diplomato alla Culinary Institute of America –  diventato ambassador di Tortellino Bologna e particolarmente legato alla storia della città per le sue origini e per i ricordi di quando bambino faceva tortellini e passatelli insieme alla nonna materna, signora Bulgarelli. È bastato un pomeriggio insieme alle sfogline bolognesi che ogni giorno producono la pasta per Tortellino a fargli tornare alla mente al cuore il piacere e il calore di quei momenti e a convincerlo a farsene ambasciatore internazionale. Abbiamo intervistato Sara Roversi per chiederle come nasce l’idea di esportare il Tortellino in California.

Come avete affrontato la problematica di dover associare allo stesso prodotto l’idea di gourmet, tipicità e fast food?

Il food è la prima e più comprensibile espressione al mondo di cultura ed identità per qualsiasi popolo. Grazie alla grande diffusione dello street food, la democratizzazione del cibo di qualità ma accessibile, ha avuto un forte sviluppo negli ultimi tempi. Abbiamo identificato in “Tortellino” il format ideale per diffondere la tradizione culinaria bolognese nel mondo. “Fresh pasta” gustata in un contesto giovane ed informale e servita in una cup da sporto molto comune in altri contesti.

Credits: You Can Gruop
Credits: You Can Gruop

Perché proprio San Francisco?

Abbiamo scelto San Francisco un po’ per affetto, un po’ per opportunità ed un po’ per strategia. San Francisco è una città che conosciamo bene e con la quale abbiamo stretto molto legami negli ultimi tempi. È una città in costante fermento ed evoluzione, dove le tendenze culturali nascono, si consolidano e si diffondono rapidamente. È una city of food and foodies, dove un’attenzione maniacale al cibo permea a tutti i livelli. È una città con un clima perfetto per un concept di questo genere, perché non è mai troppo caldo.

Parliamo di street food: può essere considerato tale il prodotto Tortellino fuori dai confini nazionali?

Certamente! Tutto sta nel servizio e nel packaging.

Come si affronta il mercato attuale? Differenziando la proposta?

Vince la specializzazione. Il cliente oggi ha a disposizione infinite offerte e credo che avere un’identità è chiara possa essere la strada vincente.

Farete Storytelling per raccontare lo sbarco del Tortellino nella Bay Area?

Every great love starts with a great story” Lo storytelling è fondamentale, ma deve essere vero. Tortellino a San Francisco nasce anche da un’amicizia. Tim West, amico ed ambassador del nostro Future Food Institute, chef e food hacker ogni volta che veniva a trovarci a Bologna si perdeva nelle strade del Quadrilatero a cercare i sapori e gli odori di casa, ricordando quando la nonna “Bulgarelli” a New York gli preparava i tortellini. Così gli abbiamo detto “trova un locale a San Francisco e portiamo Tortellino in California”. Così è stato!

Credits: You Can Group
Credits: You Can Group

Chi saranno gli ambassador di Tortellino in America?

Tutti coloro che passando da Bologna si porteranno nel cuore un pezzetto della nostra tradizione.

L’italia è ancora percepita come un’eccellenza nell’ambito del Food all’estero (sinceramente)

Assolutamente si (per fortuna). Non a caso un progetto come Food Innovation Program (master di secondo livello promosso da Future Food Institute, trust no profit fondato sempre da Sara Roversi e dal marito Andrea Magelli, fondatori di You Can Group ndr) che ha coinvolto partner internazionali di altissimo livello, è nato in Emilia Romagna territorio indiscutibilmente autorevole se si parla di eccellenze nella filiera agroalimentare. Anche Institute For The Future (IFTF), centro di Future Science nato a Palo Alto cinquant’anni fa, è partito proprio dalla nostra regione per analizzare i food hub più rilevanti a livello globale. La nostra terra è radicata nella tradizione, ma le tradizioni di oggi sono in realtà grandi innovazioni di un tempo che si sono consolidate negli anni. La ricerca vuole analizzare quelle innovazioni di prodotto, di modelli, di servizi che oggi a noi non saltano all’occhio ma che, come successo nei secoli trascorsi, potrebbero andare ad impattare il mercato del food mondiale.

Per essere competitivi dobbiamo aprire le porte al mondo. Dobbiamo essere uniti come sistema Regione e Paese. Insieme siamo un concentrato di valore e bellezze. Dobbiamo imparare a raccontarci ed unire le forze per garantire la diffusione dei nostri tesori a livello globale.

Credits: You Can Group
Credits: You Can Group

Che città la Bologna di oggi? È ancora la città della buona cucina? Fa parte della vostra “narrazione”

Bologna è parte del nostro DNA. Negli ultimi anni si è fatto tanto, si percepisce camminando per le strade una nuova energia, un grande fermento. Bologna è già identificata dal mondo come una “City of Food”, nessuno potrà fermare la diffusione della “Bolognese Sauce” o dei “Bolony” la “Bologna Sausage” ispirata dalla Mortadella, ma questa connotazione è data anche dall’intero ecosistema e questa attenzione al tema nasce dal territorio. Un territorio leader nel packaging per il settore alimentare, una città che già nelle stampe del 1700 vede raffigurata l’osteria, luogo di convivio, città dove nascono progetti visionari come Fi.Co. Eataly World che con grande ambizione erediterà da Expo il ruolo di educare le nuove generazioni, mostrare al mondo le eccellenze dei prodotti del Made In Italy e far scoprire i mestieri, l’ingegno e l’arte che sta dietro alla produzione delle nostre eccellenze.

Come sta rispondendo la California e in quali Paesi vi piacerebbe sbarcare in futuro?

La California sta rispondendo molto bene e sicuramente valuteremo un piano di espansione negli Stati Uniti, all’orizzonte vediamo Londra, Copenhagen e l’Asia, partendo da Seoul.