Nelle sale da ieri Genius, pellicola che segna l’esordio cinematografico per il regista teatrale Michael Grandage. Pellicola raffinatissima, e curata nei particolari, vede come protagonisti un cast d’eccezione con Colin Firth, Nicole Kidman e Jude Law, reduce dal successo in “The Young Pope” di Paolo Sorrentino.

La trama, ambientata nella New York della fine degli Anni Venti, racconta di Max Perkins (Firth), responsabile di una casa editrice, e scopritore di astri della scrittura contemporanea come Francis Scott Fitzgerald ed Ernest Hemingway. Nel 1929 un incontro che gli cambia la vita, quello con Thomas Wolfe (Law), e un manoscritto divorato in poche ore dal titolo “O Lost”. La folgorazione è inevitabile e Perkins capisce di avere trovato un fuoriclasse.

Il film che si basa sulla biografia “Max Perkins. Editor of Genius”, non è il classico biopic concentrato esclusivamente sul genio e la sregolatezza del protagonista. Se da un lato, infatti, la personalità di Wolfe è particolare e controversa, il protagonista della pellicola sembra essere più il suo scopritore, Perkins.

L’impronta teatrale di Grandage è evidente, e dietro una regia non invadente e una fotografia raffinata e che ben cattura l’atmosfera dell’epoca, si cela una storia affascinante e per nulla banale che spiega come sia fondamentale nel successo di un capolavoro letterario il ruolo dell’editore. Un aspetto non da poco che va a dare, finalmente, merito, a una categoria spesso in ombra.

Credits Foto: Scena tratta da “Genius”, di Michael Grandage, fotografia di Ben Davis.