martedì, 18 Dicembre 2018
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Isola dei Famosi 13, accuse per Franco Terlizzi

Franco Terlizzi - Isola dei Famosi 13 - Credits: Ufficio Stampa Mediaset

Ennesimo colpo di scena per l’Isola dei Famosi giunta alla sua tredicesima edizione; il programma condotto da Alessia Marcuzzi infatti è stato protagonista nella serata di ieri di un’accesa polemica tra Craig Warwick, concorrente già eliminato, e Franco Terlizzi, ancora in corsa nel reality.

Durante la diretta, infatti, la Marcuzzi ha informato il naufrago delle accuse di omofobia mosse dal suo ex compagno di Isola. L’ex pugile ha reagito duramente e la lite è andata avanti per un po’ con Terlizzi impegnato a difendersi, e pronto, a suo dire, anche a denunciare il sensitivo qualora non ritirasse le pesanti accuse.

Dall’altra parte Warwick descrive il rapporto di convivenza sull’Isola con Terlizzi come per nulla idilliaco, pieno di rancore e litigi. La produzione, nell’intento di chiarire la vicenda, ha però rivisto le immagini in questione, e Terlizzi si sarebbe arrabbiato per un gesto poco corretto del compagno di avventura, senza averlo apostrofato con insulti omofobi.

Oscar 2018: trionfa Guillermo del Toro, un premio per “Chiamami col tuo nome”

Guillermo del Toro poses with the Oscar® for achievement in directing for work on “The Shape of Water” during the live ABC Telecast of The 90th Oscars® at the Dolby® Theatre in Hollywood, CA on Sunday, March 4, 2018.

Pronostici rispettati. A trionfare nella notte degli Oscar 2018 è “La Forma dell’acqua” di Guillermo del Toro che ha portato a casa ben quattro statuette tra le quali quella per il miglior film e per la migliore regia. Un risultato che vede ancora una volta vincente agli Academy un regista messicano negli ultimi 5 anni dopo le affermazioni di Alfonso Cuaron (“Gravity” nel 2014) e Alejandro Gonzales Inarritu (“Birdman” nel 2015 e “Revenant” nel 2016).

«Io sono un immigrato come molti di voi – ha commentato con commozione alzando l’Oscar – e negli ultimi 25 anni ho vissuto in un Paese tutto nostro. La cosa più importante che fa il nostro settore è cancellare le linee di confine, quando il resto del mondo vorrebbe renderle più profonde. Dovremmo continuare a sentirci così invece di costruire muri». «Non pensavo che mai mi sarebbe successo tutto questo – ha proseguito del Toro – ma ci sono persone che sognano e con questi sogni si può parlare anche di cose reali se si ha immaginazione. Quest’ultima è una porta: apritela ed entrate». Il film, già vincitore alla Mostra del cinema di Venezia nel 2017, racconta la storia d’amore impossibile tra una donna, Sally Hawkins (candidata come miglior attrice), e un essere anfibio, in Usa in piena guerra fredda.

Una statuetta la porta a casa anche il film di Luca Guadagnino, “Chiamami col tuo nome”, racconto della nascita di un amore gay che vince per la migliore sceneggiatura non originale firmata da James Ivory. «È una bella sensazione tenere in mano un Oscar – ha esordito il 90enne, il più anziano vincitore della storia – Ho amato l’idea di fare un film in Italia. Per me si trattava di raccontare una storia che aveva una rilevanza anche personale. Con Luca Guadagnino abbiamo avuto poi molti incontri per discutere del copione e lui è stato molto ragionevole. È stato davvero bello lavorare con lui e alcune delle sue idee sono entrate nella sceneggiatura».

Grande traguardo per “Tre manifesti a Ebbing, Missouri” che ha vinto per il migliore attore non protagonista (Sam Rockwell) e la migliore attrice protagonista (Frances McDormand). Miglior attore è Gary Oldman per il suo Winston Churchill in “L’ora più buia”, battendo il recordman Daniel Day-Lewis che di certo avrebbe voluto concludere la sua carriera (ha annunciato l’addio alla scena) con il quarto trionfo. Tre Oscar minori a “Dunkirk” di Christopher Nolan, due per “Blade Runner 2049”. Soddisfazione anche per “Coco”, il film animato della Pixar ambientato in Messico, vincitore di categoria e per la migliore canzone originale. Vince anche l’horror “Scappa – Get Out” come migliore sceneggiatura originale. A mani vuote Steven Spielberg e Maryl Streep, regista e protagonista di “The Post”, film sulla libertà di stampa negli anni ’70.

“Puoi baciare lo sposo”, tutto è possibile al matrimonio dell’anno

Salvatore Esposito, Diana Del Bufalo, Cristiano Caccamo e Dino Abbrescia in "Puoi baciare lo sposo" (Medusa)

«So tutti quanti bravi a fare i gay a Berlino». E già perché per sposare in Italia il proprio amato, Salvatore Esposito dovrà abbattere tutti i pregiudizi nell’esilarante commedia “Puoi baciare lo sposo” di Alessandro Genovesi.

LA TRAMA. Antonio (Cristiano Caccamo) ha finalmente trovato l’amore della sua vita, Paolo (Salvatore Esposito), con il quale convive felicemente a Berlino. Nell’entusiasmo di una tenera dichiarazione d’amore, Antonio chiede a Paolo di sposarlo ma ora viene il momento di affrontare le due famiglie. Decidono quindi di partire insieme per l’Italia, destinazione Civita di Bagnoregio, dove vivono i genitori di Antonio: la madre Anna (Monica Guerritore) e il padre Roberto (Diego Abatantuono), Sindaco progressista del paese che ha fatto dell’accoglienza e dell’integrazione i punti di forza della sua politica. Ai due innamorati si uniscono, per un viaggio pieno di rivelazioni e sorprese, la loro bizzarra amica Benedetta (Diana Del Bufalo) e il nuovo coinquilino Donato (Dino Abbrescia).

IL REGISTA. Milanese classe 1973, Alessandro Genovesi è al suo quinto film, in quasi tutti c’è un tocco napoletano. C’è Alessandro Siani nel suo esordio con “La peggior settimana della mia vita” e nel sequel “Il peggio Natale della mia vita”. “Ma che bella sorpresa”, uscito nel 2015 con Claudio Bisio e Frank Matano, è ambientato interamente a Napoli.

CURIOSITÀ. Il film è stato girato in parte a Civita di Bagnoregio in provincia di Viterbo, nel Lazio, facente parte dei borghi più belli d’Italia e famosa per essere denominata “La città che muore”.

GENERE: Commedia  – USCITA: 1 marzo (Medusa) – DURATA: 90 minuti

ESCONO ANCHE “Red Sparrow”, “Lady Bird”, “La terra buona”, “È arrivato il broncio”, “Dark Night”, “Un figlio a tutti i costi”, “Due gran figli di…” e “Quello che non so di lei”.

“Il filo nascosto”, l’ultimo atto di Daniel Day-Lewis

Daniel Day-Lewis stars as “Reynolds Woodcock” in writer/director Paul Thomas Anderson’s PHANTOM THREAD, a Focus Features release. Credit : Laurie Sparham / Focus Features

Ti prego Daniel, non smettere di recitare. Con “Il filo nascosto” di Paul Thomas Anderson, infatti, il buon Day-Lewis ha annunciato il suo ritiro dalle scene. In attesa di un suo ripensamento, non va persa l’occasione di andare a godersi sul grande schermo uno dei più grandi attori della storia del cinema.

LA TRAMA. Ambientato nella fascinosa Londra del dopo guerra negli anni ’50, il rinomato sarto Reynolds Woodcock (Daniel Day-Lewis) e sua sorella Cyril (Lesley Manville) sono al centro della moda britannica, realizzando i vestiti per la famiglia reale, star del cinema, ereditiere, debuttanti e dame sempre con lo stile distinto della casa di Woodcock. Le donne entrano ed escono nella vita di Woodcock, dando ispirazione e compagnia allo scapolo incallito, fino a quando non incontra una giovane e volitiva donna, Alma (Vicky Krieps), che presto diventa parte della sua vita come musa ed amante. La sua vita attentamente “cucita su misura”, una volta così ben controllata e pianificata, viene ora stravolta dall’amore.

IL REGISTA. Classe 1970, Paul Thomas Anderson, è al suo ottavo film (due su tutti “Magnolia” e “Il Petroliere”), uno che non ha imparato a fare cinema nelle scuole ma guardando migliaia di film in video e che ha una conoscenza enciclopedica della tecnica e della cultura cinematografica.

CURIOSITÀ.  Il film è candidato a sei premi Oscar: miglior film, miglior regista, miglior attore (Daniel Day-Lewis), miglior attrice non protagonista (Lesley Manville), costumi e colonna sonora.

GENERE: Drammatico – USCITA: 22 febbraio (Universal) – DURATA: 130 minuti

ESCONO ANCHE “Figlia mia”, “Sconnessi”, “The disaster artist”, “La vedova Winchester”, “Omicidio al Cairo”, Belle & Sebastien – Amici per sempre”.

Tommy Hilfiger e Uber per la settimana della moda a Milano

Dal 9 al 25 febbraio, Tommy Hilfiger offre spostamenti in auto gratuiti, a bordo di quattro Mercedes-Benz Classe E personalizzate in puro stile TommyXGigi. Basta prenotare tramite l’app Uber all’interno dei confini milanesi selezionando l’icona UBERTOMMY tra le categorie di veicoli disponibili.

Gli occhiali TommyXGigi, in collaborazione con Gigi Hadid, verranno presentati in anteprima durante l’evento esperienziale TOMMYNOW, che si terrà il 25 febbraio alle 20 presso MiCo – Milano Congressi in occasione della Milano Fashion Week. Nel corso dell’evento verrà svelata al pubblico di tutto il mondo l’intera capsule collection TommyXGigi, che si aggiunge alla HILFIGER COLLECTION maschile e femminile.

La collezione TommyXGigi Spring 2018 rende omaggio alla velocità, richiamando la passione di Tommy Hilfiger per gli sport motoristici e lo stile di vita dinamico di Gigi Hadid. Gli occhiali da sole TH GIGIHADID 4 sono caratterizzati da un frontale piatto in Optyl di ispirazione vintage, reso più attuale dalle lenti colorate e dalle aste in metallo. Il logo Gigi Hadid e l’iconico dettaglio TOMMY HILFIGER arricchiscono l’asta sinistra di tutte le varianti cromatiche: frontale nero con aste nere e lenti cosmetiche arancioni; frontale bianco con aste dorate e lenti cosmetiche color ciliegia; frontale nero con aste rutenio e lenti grigie.

Shakhtar-Roma in onda in chiaro su Canale 5

Dopo il pareggio tra Juve e Totthenam negli ottavi di finale di Champions League, spetta alla Roma vedersela contro gli ucraini dello Shakhtar Donetsk. La squadra di Di Francesco, autrice di uno splendido girone, giocherà il prossimo 21 Febbraio all’OSK Metalist Stadion, con la possibilità di affrontare il ritorno all’Olimpico.

Una grande occasione per la Roma di raggiungere di nuovo i quarti che ormai sfuggono da tanto. E Canale 5 per l’occasione manderà in onda in chiaro il match. Anche senza abbonamento a Premium sarà dunque possibile seguire le gesta dei capitolini, attualmente terzi in Campionato.

Ed Sheeran ospite d’onore al matrimonio tra Harry e Meghan

Si avvicinano le nozze principesche tra Harry e la bella Meghan Markle, che si terranno il prossimo maggio a Londra. E la notizia, non ancora ufficiale, sarebbe quella della presenza e dell’esibizione durante il matrimonio della star irlandese Ed Shheran.

Il cantautore, molto amico della principessa Beatrice, cugina di Harry, sarebbe il perfetto interprete per un momento così romantico.

Interrogato sul fatto, Ed Sheeran aveva già risposto con entusiasmo alle domande dei giornalisti. Non resta dunque che attendere l’annuncio ufficiale, per un “mini concerto”, che si dovrebbe tenere durante il ricevimento nella splendida St. George’s Hall.

Stefano Sollima in pole position per dirigere una pellicola su Call of Duty

Le numerosi voci su un adattamento sul grande schermo del videogioco cult Call of Duty sono sempre più insistenti, e stavolta l’Activision Blizzard Studios, divisione della Activision Blizzard, sarebbe davvero al lavoro per portare al cinema il più famoso dei giochi di genere bellico. “Variety” scrive che inoltre il più concreto papabile alla regia sarebbe niente di meno che Stefano Sollima, regista italiano tra i più apprezzati, e famoso all’estero anche per la collaborazione nella serie culto Gomorra.

Se la notizia dovesse essere confermata, Sollima dovrebbe curare oltre alla regia anche la sceneggiatura in collaborazione con Kieran Fitzgerald. Il potenziale della pellicola sarebbe enorme, e potrebbe andare a creare un franchising cinematografico attorno a un titolo il cui interesse non è mai sceso.

Ignoti ancora però trama e possibile cast. Che si tratti solo di avere un po’ di pazienza?

Game of Thrones: l’incontro tra Cersei e Jon Snow

Lo spoiler è probabilmente il più grande nemico di Game of Thrones, ancora più dei temibili Estranei che intaccano la civiltà di Westeros e che saranno i grandi antagonisti di una stagione finale che si preannuncia ricca di sorprese.

E anche stavolta trapelano dettagli dal set, in particolare dalle scene girate a Dubrovnik (apparentemente Approdo del Re), che mostrerebbero un nuovo incontro tra due delle figure cardine della serie, il Re del Nord Jon Snow, e la sovrana del Trono di Spade, Cersei Lannister.

L’ultima volta che i due avevano interagito era stato quando il coraggioso Jon aveva deciso di attraversare i Sette Regni per tentare di trovare un accordo comune per sconfiggere gli Estranei. La risposta, inizialmente favorevole della sovrana, si era poi confermata come il suo ennesimo grande inganno, con le truppe Lannister ferme al Sud e per nulla propense ad aiutare Stark e Bruti nella lotta finale.

Che Jon cerchi risposte? O magari che Cersei visto il reale pericolo si sia ricreduta, magari grazie alla saggezza di un Jamie sempre più “buono”? Non resta che attendere ancora i lunghi mesi che separano dalla risposta.

Motogp, nel 2018 gare più corte

La stagione 2018 del Motomondiale , date le recenti novità tecniche nelle regolazioni e nelle limitazioni dei motori, si apre con una modifica al numero dei giri di sette gran premi. Una decisione presa al fine di garantire che le gare abbiano una durata simile, aiutando le emittenti televisive a strutturare meglio la programmazione delle giornate di gara.

Per la Motogp, le gare di Americhe, Francia, Catalogna, Repubblica Ceca e San Marino saranno ridotte di un giro, Jerez di due e Valencia di tre.

Anche le altri classi subiranno modifiche: Stati Uniti, Spagna, Catalogna, Brno, Aragon, Malesia e Valencia saranno accorciate di un giro mentre a Le Mans la riduzione sarà di due tornate per quanto concerne la Moto3. La classe mediana subirà modifiche di un giro in Texas, Francia, Montmeló, Germania, Repubblica Ceca, San Marino, Motegi e Sepang mente a Jerez e Valencia la corsa sarà di meno due tornate.

Cambia per la Motogp anche il regolamento in caso di bandiera rossa, Red Flag, che farà concludere la gara se la sospensione arriva al 75% o più della distanza totale della corsa. Per le altre classi resta il limite dei due terzi.

Sanremo 2018: il commovente monologo di Favino

Pierfrancesco Favino protagonista di uno dei momenti più commoventi del Festival di Sanremo nella finalissima di Sabato.

Il grande attore, ancora una volta dimostra le sue incredibili abilità artistiche incollando alla poltrona con un monologo scioccante che precede l’entrata in scena di Fiorella Mannoia che duetta con Baglioni.

Momento bellissimo e altissimo. Favino regala quello che il direttore artistico scherzosamente gli chiedeva da tante sere, quell’attimo dedicato alle “parole” che nelle altre occasioni era sfociato nelle risate e che stavolta invece ha scatenato emozioni fortissime, immedesimandosi in un immigrato, calandosi talmente nel ruolo da lacrimare, recitando le bellissime parole di “La notte prima della foresta” di Koltes.

Intenso poi il momento canoro tra la Mannoia e Baglioni con un omaggio al grande Fossati.

Il Festival sembra calato in un’altra realtà fino a quando ritorna la Hunziker, visibilmente commossa a presentare Noemi. Forse la parte più bella di questo Sanremo targato Baglioni.

Sanremo 2018, il backstage degli errori dei tre conduttori

Sanremo si appresta a determinare il suo vincitore ed è tempo di riassumere questa grande “avventura” per i tre conduttori. Michelle Hunziker così si vendica scherzosamente dei suoi colleghi mostrando delle foto del backstage tra le quali quella di un Baglioni addormentato (forse per la troppa stanchezza).

Momento molto simpatico, e video che mostra il backstage e le dure prove che si celano dietro uno spettacolo del genere. Ore sul palco per far sì che non appaia la minima titubanza. Favino prova l’imitazione di Rocco Papaleo, e insieme alla Hunziker progetta i finti battibecchi che tanto hanno divertito in queste sere.

Sanremo 2018, Nando Petrazzi il “sosia” di Baglioni

Simpatico siparietto a Sanremo durante la finalissima del Festival targato Baglioni. E proprio il cantautore è il protagonista, con Favino intento a scovare tra il pubblico un suo sosia.

Trova così tale Nando Petrazzi, presunta copia perfetta di Baglioni, che però si è fatto crescere i baffi per distinguersi dal conduttore, vergognandosi simpaticamente delle azioni compiute durante il Festival. L’ennesima prova dell’autoironia di Baglioni cresciuta col passare delle serate.

Sanremo 2018: salta il segnale video durante la finale

Finalissima di Sanremo 2018 “macchiata” da problemi tecnici al segnale che hanno disturbato parte dell’inizio della serata.

Le immagini, che sono andate via a tratti, hanno impedito la visione dell’entrata di Laura Pausini, col segnale che andava e tornava di continuo.

Non ancora chiari i motivi dell’accaduto, che è stato però subito ripreso dai tantissimi fan del Festival sui social.

Sanremo 2018: il super computer Watson prova a indovinare il vincitore

Non solo i bookmakers a dire la loro sul nome del vincitore del Festival di Sanremo targato Baglioni: a dire la sua è anche Watson, il super computer della IBM, che analizzando i dati raccolti in questi giorni sul web, cerca di indovinare il podio.

A trionfare, almeno per Watson, sarà il duo Meta-Moro, al centro di numerose polemiche per l’accusa di aver proposto un pezzo in parte già pubblicato. A seguire dovrebbe arrivare seconda Annalisa, giovane e raffina interprete che ha conquistato quest’anno la critica, e infine al terzo posto la band dei Lo Stato Sociale, vera e propria ventata di freschezza a Sanremo, autori anche della geniale trovata dell’anziana che balla sul palco.

I nomi in effetti coincidono con quelli che girano tra gli esperti di spettacolo, e Watson tra l’altro generalmente non sbaglia. Ieri, infatti, per la finale dei giovani, aveva beccato in pieno il testa a testa tra Ultimo (poi vincitore) e Mirkoilcane (secondo), e il terzo posto dell’esuberante Mudimbi.