L’industria delle automobili sta andando ad impattarsi sempre di più verso la crisi dei chip. A renderlo noto è Markus Duesmann, CEO di Audi, che di recente ha annunciato che la carenza di semiconduttori ha colpito in maniera pesante sul lavoro del produttore tedesco, ma resta fiducioso perché riusciranno a superare questo intoppo. Si tratta, insomma, di una situazione abbastanza delicata che ha già visto un’altra casa automobilistica tedesca, come la Opel, frenare o perfino interrompere la produzione.

Il marchio Audi, come tante altre case automobilistiche, rientra tra quelle che stanno iniziando un processo di passaggio verso l’elettrico, cui scopo è quello di lasciare un passo alla volta i vari modelli che montano un motore tradizionale in favore delle soluzioni a zero emissioni. Sempre secondo quanto riportato da Deusmann, hanno avuto una prima parte dell’anno molto solida e si aspettano una seconda metà molto più debole. Secondo il CEO di Audi stanno gestendo la situazione in modo molto buono, ma al momento si tratta di risolvere il problema giorno dopo giorno.

Un particolare intervento sull’introduzione dei semiconduttori è stato fatto da Ursula van der Leyer, presidente della Commissione Europea, che un mese fa aveva definito i semiconduttori come quei minuscoli chip che fanno funzionare tutto: smartphone, scooter e monopattini elettrici, treni o intere fabbriche intelligenti. Non esiste digitale senza chip. Intere linee di produzione stanno già lavorando a velocità ridotta, nonostante la domanda crescente, proprio per la carenza di semiconduttori. Ma mentre la domanda mondiale è esplosa, la quota europea dell’intera catena del valore, dalla progettazione alla capacità di produzione, si è assottigliata. Ora dipendiamo dai chip di ultima generazione fabbricati in Asia. Lo scopo è creare insieme un ecosistema europeo dei chip che sia all’avanguardia, inclusa la produzione. Così la sicurezza dell’approvvigionamento è garantita e svilupperanno nuovi mercati per una tecnologia europea innovativa.