GUESS Europe, famosa catena che propone jeans, abbigliamento e accessori per uomo e donna, in collaborazione con Microsoft e Lifestyle-Tech Competence Center (LTCC) hanno annunciato il lancio del Guess Z Lab, ossia un laboratorio creativo pensato per collaborare e co-creare con la generazione Z, ossia coloro nati tra il 1996 e il 2010. Si tratta di un vero e proprio luogo dove è possibile scambiare idee e visioni, e rappresenta inoltre un’opportunità per i giovani di approcciarsi al mondo professionale.

Come ha dichiarato Carlo Terreni, presidente di LTCC, questo tipo di progetto, in partnership con le università ticinesi, offre la possibilità di coinvolgere la Gen Z ed esporla alla realtà di cosa significhi la costruzione e il posizionamento di un marchio. Qualsiasi marchio che intenda rivolgersi ai giovani consumatori deve aprirsi ai ragazzi della Gen Z e coinvolgere loro in maniera attiva, imparare come attirarli e sostenerli nei loro futuri percorsi professionali. La missione del Lifestyle-Tech Competence Center è quella di promuovere queste iniziative in società consolidate attraverso la collaborazione con le Big Tech, i giganti della tecnologia, ed in tal caso, direttamente con i consumatori.

Il primo workshop di Guess Z Lab ha già avuto luogo a Bioggio nel quartier generale di GUESS Europe, ed ha visto la partecipazione di ben 32 studenti delle Università ticinesi USI e SUPSI, mentre un secondo workshop, con studenti provenienti da tutto il mondo, è previsto per il prossimo autunno. Si tratterà di un’imperdibile opportunità per i giovani studenti, che grazie a questo progetto hanno la possibilità di approcciarsi in maniera del tutto innovativa e tramite stage (presso la sede principale di Guess) nel settore della moda.

Come ha spiegato Paul Marciano, Chief Creative Officer di GUESS?, lo scopo è quello di cercare un progetto che li mettesse in contatto con la parte più importante del loro mercato attuale e futuro, ma che lo facesse in modo innovativo, che risultasse naturale per i nativi digitali che stanno cercando di raggiungere. Vogliono che il progetto sia una conversazione, un dialogo che si dirama in due direzioni. Sanno che dalla Gen Z otterranno intuizioni straordinarie, ma vogliamo anche presentare il loro business e mostrare cosa significa costruire, posizionare e far crescere un marchio.