Si tratta di una vera e propria sorpresa, eppure è successo. Per la prima volta il digitale è riuscito a sorpassare il prodotto fisico audio e video causando un netto calo di vendite di DVD e Blu-ray, tutto ciò a causa dello scoppio della pandemia da Covid-19. Un pacchetto completo di film, serie TV, sport, musica ed animazione che ha visto un aumento del tempo a loro dedicato da parte degli utenti.

Secondo i dati riportati da ‘Ansa’ sull’andamento del mercato, l’home entertainment nel 2020 ha sviluppato un volume d’affari di circa 211,7 milioni di euro. Precisamente, il prodotto fisico ha registrato un fatturato di 103,5 milioni di euro ed in calo rispetto al 2019 (154 milioni) a causa del lockdown. Per la prima volta, invece, la svolta del digitale con un incremento del 51,1% ha sorpassato in fatturato la vendita di DVD e Blu-ray (si parla di 108,2 milioni di euro rispetto ai 101,7 milioni del 2020), costringendo i negozi fisici e punti vendita specifici a chiudere.  

Come dichiara Pierluigi Bernasconi, presidente di Univideo, il rapporto Univideo, realizzato in collaborazione con GFK Italia, contiene dati interessanti e significativi su entrambi i fronti dell’offerta e dei consumi di contenuti d’intrattenimento e culturali. Si può sintetizzare nel dire che il settore occupato dai loro associati è in forte trasformazione, e che, al netto della temporanea situazione negativa determinata dalla pandemia, sia l’anima fisica che quella digitale dell’home intrattenimento, con le loro dinamiche differenti, danno impulso al rinnovamento dell’offerta e all’apertura da parte dell’associazione a forme evolute di aggregazione a supporto di una industry importante e di elevato valore per le famiglie, per gli individui e la qualità della loro vita.

Insomma, c’è da dire che la rivoluzione del digitale, il continuo evolversi dell’innovazione tecnologica e lo sviluppo di piattaforme in streaming, stanno nettamente cambiando gli stili di vita delle persone e con essi anche il mercato audio e video italiano.