La ristorazione del futuro farà parte ormai di un sistema ricco di brand digitali, servizi di delivery, app di pagamento semplici e integrate, qualità massima ed innovazione tecnologica avanzata. Insomma, un mondo di servizi virtuali che coinvolgeranno a pieno gli utenti ovunque essi si trovino. In occasione dello scorso ‘Next Generation Restaurant, primo webinar internazionale organizzato da Food Service e Appetite for Disruption (A4D), i principali innovatori del settore food service sia in Europa che negli USA sono intervenuti nell’evento dando il proprio contributo parlando di temi attuali come il dark kitchen, food delivery, brand virtuali, investimenti ed innovazione. Tra questi Augusto Contract, principal general contractor per progetti di foddservice, e l’agenzia di comunicazione Brainpull.

Come ha dichiarato Cris Nulli, fondatore di A4D, think tank specializzato in food tech e food retail, la ristorazione offre molte opportunità ma occorre comprendere quali sono le dinamiche per cogliere quelle giuste per il proprio business. Nei primi quattro mesi del 2021, gli investimenti in food tech nelle top 50 startup europee erano superiori a quelle nell’intero anno 2020, questo picco indica una grande opportunità per chi vuole innovare.

Massimo Noja De Marco, co-fondatore della società californiana Kitchen United e pioniere nel campo delle ghost kitchen negli Stati Uniti, ha spiegato inoltre che lo scenario sorto dal webinar di A4D e Food Service è quello di un’industria in profonda e veloce evoluzione trainata dal digitale. Le stime di crescita vengono aggiornate di continuo, complice anche la spinta data dalla pandemia. Prima del Covid-19 si stimava che nei soli Stati Uniti il settore della ristorazione “off premise” potesse generare 50 miliardi di ricavi entro il 2030. Previsioni più recenti, invece, puntano a raggiungere 300 miliardi di dollari entro il 2025.

La famosa catena francese Big Fernand, che ha lanciato il burger gourmet, oggi è una società che vanta un fatturato di 60 milioni di euro con ben 55 ristoranti aperti soprattutto in Francia. Come ha spiegato Maurizio Biondi, il CEO di Big Fernand, la crisi ha offerto loro la possibilità di ripensare alla loro strategia. Il focus ora è un nuovo mix tra on premise e off premise. Non torneranno più alle precedenti esperienze. Nella ristorazione accadrà quello che è accaduto nell’abbigliamento.