La Latteria Sociale Valtellina, grazie ad un progetto aziendale nato dalla collaborazione con la Regione Lombardia, ha realizzato lo sviluppo della tecnologia blockchain per la sicurezza dati tramite QR code nel settore agro alimentare. La straordinaria applicazione ha riscontrato un eccellente successo su uno dei prodotti più venduti e richiesti della catena alimentare, ovvero il latte fresco pastorizzato riconosciuto con il marchio ministeriale di ‘Prodotto di Montagna’.

Il sito ‘innovami.news’ ha riportato le dichiarazioni di Alberto Villa, responsabile dell’assicurazione qualità aziendale che lavora in latteria da 35 anni, spiega come è nato questo progetto ed in cosa consiste. All’inizio l’idea è stata molto semplice, quasi ai limiti della banalità: unire i dati che Regione Lombardia raccoglie, elabora e gestisce nell’ambito della sua attività istituzionale, relativi ad esempio ai servizi veterinari per i controlli di routine sulle stalle e sugli animali, compresa l’anagrafe zootecnica e la gestione dei farmaci, con quelli che vengono effettuati dall’autorità competente nel corso delle verifiche periodiche e dei controlli gestiti all’interno della struttura della latteria nel corso del processo produttivo. La tecnologia blockchain, ampiamente collaudata ed utilizzata fino ad ora sostanzialmente per la sicurezza di dati nelle contrattazioni economiche, consente di unire questi due flussi informativi in modo incontrovertibile ed a prova di manomissione se non a discapito della corruzione della certificazione del dato originale, quindi con la massima sicurezza.

Ai dati si può accedere tramite il QR code stampato sull’etichetta del latte e che una volta inquadrato, reindirizza il dispositivo utilizzato su una pagina web della Regione Lombardia, che consente di navigare all’interno dei dati inerenti al lotto del latte fresco d’interesse. Così facendo il consumatore finale può risalire ad informazioni relative al litro di latte acquistato in latteria oppure al supermercato. I dati in questione indicano chi è stato l’allevatore che ha prodotto il latte, in quale allevamento e la sua localizzazione, quando e come è stato lavorato e confezionato il prodotto e tante altre informazioni interessanti.

Alberto Villa prosegue nel dire come un rilevamento che ha coinvolto poco meno di 6.200 persone, cittadini e stakeholder effettuato nei punti vendita a seguito di questo progetto, ha evidenziato l’accoglienza positiva da parte dei consumatori che grazie ad applicazioni di questo tipo hanno la percezione di avere un reale controllo sul prodotto che stanno acquistando e percepiscono l’attenzione alla qualità del prodotto aumentandone la visibilità. Insomma grazie alla tecnologia blockchain tramite QR code l’intera filiera produttiva viene certificata tramite i dati ufficiali presenti negli archivi regionali.