Al giorno d’oggi con l’insediarsi della pandemia da Covid-19 gli ideali di business relativi al mondo del cibo e del settore food tech sono stati del tutto modificati. Ed ecco che arriva in supporto alle aziende del futuro First Bite, il primo startup studio in Italia dedicato al settore del foodtech. Il programma è stato ideato per creare nuove idee a favore del pubblico tramite l’analisi dei trend di mercato e per far crescere sempre di più i giovani imprenditori che si affacciano in questo settore. First Bite ha il compito di accompagnare le imprese fino al loro inserimento nel mercato e nell’ecosistema foodtech.

Quattro sono i passaggi fondamentali per realizzare il processo e la nascita delle diverse startup: si parte con il ‘trand scouting’, dove la squadra di analysts di First Bite studierà in maniera costante i trend internazionali del foodtech trovando nuovi business innovativi, modelli di business di successo in Asia oppure negli Stati Uniti, nuove tecnologie inerenti al food e agrifood tech che provengono dai laboratori di ricerca in Europa.

Come ha affermato Simone Ridolfi, CEO della holding Mvnd e di First Bite, nel corso della pandemia hanno assistito a un’importante crescita del settore e, soprattutto, un maggior interesse nella ricerca di idee innovative per poter creare un sistema sempre più al passo con i tempi. Per questo è nato First Bite, il primo startup studio dedicato al mondo del foodtech in Italia. Ha poi aggiunto che ci sono tantissime realtà che hanno voglia di investire in nuovi progetti e, in questo, il loro startup studio ha un ruolo fondamentale: si pensi solamente che l’84% delle startup create sono uscite da programmi del genere. Il loro obiettivo è quello di aiutare i giovani imprenditori del futuro, selezionati tramite università e aziende, a creare il proprio business grazie alla loro esperienza. A loro metteranno a disposizione nozioni, conoscenze e un importante network di potenziali investitori.