Il render gira sui social da settimane: una Fiat Ritmo in chiave moderna, fari rotondi a LED, paraurti in plastica a contrasto, profilo “a cuneo spezzato” come l’originale del 1978. I fan la vogliono. Ma il CEO di Fiat Olivier François ha già messo le mani avanti, pubblicamente, su Instagram: la nuova Ritmo non si farà. Ecco perché — e cosa Stellantis ha invece in cantiere al posto suo.
🚗 Il render che ha riacceso il mito
Il primo a sdoganare l’idea è stato il designer Antonino Barone con un rendering pubblicato su Instagram: una Ritmo elettrica con gruppi ottici circolari incastonati in una fascia scura, fiancata pulita, passaruota marcati. Il post è diventato virale e ha spinto altri creativi a cimentarsi nello stesso esercizio. Più recentemente, il 15 aprile 2026, Matteo Volpe di Passione Auto Italiane ha pubblicato un secondo render della “Ritmo 2028” realizzato con AI Gemini — anche questo, come specifica l’autore stesso, “non rappresenta un prodotto ufficiale Fiat”.
🛑 La risposta del CEO: “Oggi è totalmente irrealistico”
Il 23 febbraio 2026 Quattroruote ha riportato la presa di posizione di François, scesa direttamente sotto il post del render di Barone. Le sue parole, testuali, lasciano poco spazio all’immaginazione:
- Sui regolamenti europei: “Con il tutto elettrico nel 2035 e un percorso molto complesso già verso il 2030, immaginare un progetto nuovo con le motorizzazioni e trasmissioni ‘che piacciono ancora a noi italiani’ è, oggi, totalmente irrealistico”
- Sulle piattaforme tecniche: “Guardando certe proporzioni del render, non sono sicuro che tutto sia facilmente fattibile su quella base tecnica”
- Sul mercato: “Il mercato si è spostato tantissimo verso le SUV. C’è una differenza enorme tra ‘Mi piace guardarla’ e ‘La compro per me, perché risponde alle mie esigenze'”
⚙️ Cosa Fiat ha davvero in mente: la Multipla e la “Giga Panda”
Sempre nello stesso intervento, François ha aperto la porta a un’altra carta heritage: il ritorno della Fiat Multipla. Le sue parole: “La ricerca radicale e intelligente di nuove soluzioni di spazio è qualcosa che rimane attualissimo”. Non un revival nostalgia, ma una monovolume reinterpretata in chiave moderna che — secondo l’analisi di Quattroruote — avrebbe basi industriali e commerciali più solide della Ritmo. In parallelo, Stellantis sta sviluppando un SUV C-segment basato sulla piattaforma Smart Car (la stessa di Grande Panda) attualmente nota internamente come “Giga Panda”.
📖 Cosa fu la Ritmo dal 1978 al 1988
Il mito che fa girare i render ha fondamenta solide. Presentata al Salone di Torino del 1978, prodotta a Cassino e Rivalta e venduta nei Paesi anglofoni con il nome Strada, la Ritmo è stata la C-segment Fiat erede della 128 fino al 1988. Due le serie: la prima del 1978 con la “codina” sul tetto e la seconda del 1982 con scocca riprogettata e 70 kg in meno. Le versioni che hanno fatto la storia:
- Ritmo 105 TC (1979): bialbero 1585 cm³, 105 CV, 0-100 in 10 secondi
- Ritmo 125 TC Abarth (1982): bialbero 1995 cm³ da 125 CV
- Ritmo 130 TC Abarth (1983): 130 CV a 5800 giri con accensione Marelli Digiplex
- Ritmo Cabrio Bertone: derivata dal prototipo del Salone di Francoforte 1979
Tre campionati italiani assoluti vinti, omologazioni in Gruppo 1, 2, A e N. Dalla seconda serie sarebbe poi nata la berlina Fiat Regata, che ne ereditò pianale e meccanica.
🏁 Una Ritmo Abarth resta possibile?
Il marchio Abarth oggi vive elettrificato sulle 500e e 600e. La 130 TC del 1983 resta uno dei legami più forti tra il marchio dello Scorpione e l’heritage Fiat — ed è la ragione per cui i render continuano a immaginare anche una versione sportiva. Ma con la Ritmo bocciata dal vertice e Abarth che ha già il suo posizionamento elettrico nei segmenti A e B, l’idea — per quanto affascinante — resta confinata al territorio dei rendering fan-made.