Lunga vita e prosperità“.
Sono queste le ultime parole pronunciate dall’attore statunitense, Leonard Simon Nimoy, nato a Boston (Massachusetts) il 26 marzo del 1931 e venuto a mancare lo scorso 27 febbraio all’ età di 83 anni dopo una lunga malattia ai polmoni. Noto per aver dedicato gran parte della sua vita alla poesia e alla musica, Nimoy lo ricordiamo soprattutto per aver interpretato il vulcanico Spock nella celeberrima serie televisiva americana Star Trek.

L’esordio nel mondo cinematografico risale al 1961, quando ottenne una piccola parte in un episodio del telefilm Ai confini della realtà. Da allora furono un susseguirsi di successi e conquiste che pian piano lo videro tra i protagonisti di quella che fu la storica serie tv di fantascienza ideata da Gene Roddenberry nel 1964 e prodotta a partire dal 1966, Star Trek. Nimoy vestiva i panni del vulcanico mister Spock, l’ibrido extraterrestre nato da un’umana e un essere appartenente al pianeta vulcano. Non stupirà quindi l’idea di aver scelto l’attore come interprete del cattivo Spok, data la sua tipica aria saturnina.

Addio a Leonard Nimoy, il mister Spock di Star Trek

Seppure trasmessa per tre stagioni televisive, dal 1966 al ’69, Star Trek fu un fenomeno televisivo che ancora oggi, a distanza di 50 anni, si ricorda con grande nostalgia. E Leonard Nimoy, con la sua intramontabile immagine di marziano dalle orecchie a punta, le sopracciglia all’insù e il saluto con indice e medio separati da anulare e mignolo, ha contribuito meglio di chiunque altro ad annoverarla tra le serie televisive più seguite a livello mondiale.

Un cast ricco di personaggi, la cui spiccata particolarità stava nell’aver portato in scena un assortimento multietnico e multiculturale di attori provenienti da diverse nazionalità, fenomeno assolutamente inedito per l’epoca perché affrontava uno dei temi più delicati (il razzismo), ma che fu appositamente voluto da Roddenberry. Il signor Spock venne infatti affiancato da un personaggio scozzese (l’ufficiale comandante della nave spaziale, Montgomery Scott), un russo in piena guerra fredda (il guardiamarina Pavel Andreivich Chekov), un giapponese (il timoniere Hikaru Sulu) e un’africana (Uhura), la prima donna di colore a figurare in un ruolo di comando nella storia della televisione statunitense.

Addio a Leonard Nimoy, il mister Spok di Star Trek

Tuttavia, un genere televisivo come quello proposto da Gene Roddenberry richiedeva un costo di produzione superiore a quello di altri tipi di telefilm (come ad esempio le sitcom), a causa delle scenografie e degli effetti speciali. Svanì quasi subito quindi l’idea di un possibile seguito per il piccolo schermo con lo stesso cast.
Solo vent’anni dopo e con un cast completamente rinnovato gli spettatori televisivi hanno avuto modo di poter assistere alla messa in onda del nuovo telefilm di Star Trek, Star Trek: The Next Generation (1987-1994), il cui successo ha rinnovato la fama della serie originale. Questo ha in seguito permesso la produzione di ulteriori tre serie: Star Trek: Deep Space Nine (1993-1999), Star Trek: Voyager (1995-2001), Star Trek: Enterprise (2001-2005), ognuna caratterizzata da un diverso cast di interpreti.

Un mito, quello di Star Trek, che ha affascinato e continua ad affascinare diverse generazioni, avvicinando il suo pubblico a personaggi di punta come l’ibrido Signor Spock, la cui immagine rimane tutt’oggi fervida nella mente degli estimatori (e non solo) della serie fantascientifica. E un grazie particolare va sicuramente al suo più grande interprete, Leonard Nimoy, a cui rivolgiamo l’estremo saluto.