Non ha bisogno di alcun tipo di presentazione, Alba Parietti, sex symbol torinese che non le manda a dire. Forte, intraprendente e decisa. Molto sicura di sè, come ogni donna dovrebbe essere, convinta di quel che vale e per questo spesso bersaglio facile dei polemici.
Dopo le polemiche che l’hanno vista protagonista ad Announo per una battuta non compresa sui vegani, si racconta a Il Giornale Digitale per dire la sua.

Alba Parietti, amata da tutti gli uomini d’Italia, e non solo, e invidiata da tutte le loro donne. Spesso ha dichiarato di essere attaccabile solo fisicamente. Ed effettivamente più volte lo è stata. Ma moralmente si ritiene inattaccabile?

Innanzitutto io non credo affatto di essere amata molto più dagli uomini d’Italia semmai più dalle donne. Più passano gli anni e più c’è quella percentuale di antipatia che può derivare o dall’invidia o da altri fattori. Poi non si può piacere a tutti, ma neanche voglio piacere a tutti sarebbe uno strazio. Sarebbe il fallimento più totale. Il fatto che qualcuno mi ama e qualcuno mi odia fa sì che io lavori da quarantanni in televisione e abbia un successo trentennale.

Io ho dichiarato di essere inattaccabile moralmente perchè se per morale intendiamo non aver mai fatto male a nessuno, aver sempre avuto rispetto degli altri, aver avuto sempre una visione molto anarchica del mondo, dove i miei diritti finiscono quando iniziano quelli degli altri, dove io non sono mai stata disonesta intellettualmente, sono sempre stata coerente, ho cresciuto mio figlio mettendocela veramente tutta, non ho mai accettato un compromesso, ma neanche uno straccio di compromesso, nè sul piano fisico, nè su quello morale perché non ho mai cambiato un’idea, non sono mai stata lo zerbino dei potenti, ho sempre combattuto per le cose che credevo, non mi sono mai piegata a dire le cose che facevano comodo, per avere compensi, cose che i politici fanno ogni secondo. Sono stata di sinistra quando non era comodo essere di sinistra in una Rai di destra e continuo ad essere di sinistra. Essere oneste intellettualmente, aver sempre pagato le tasse, aver sempre avuto rispetto degli altri, avere onorato il padre la madre e i propri figli, non aver mai rubato, come dire, se guardo i dieci comandamenti credo di averli rispettati, anche se non vado mai in chiesa. Certo forse nei dieci comandamenti non hanno messo di non indossare minigonne e scollature, ma anche Gesù Cristo andava in giro con donne che si diceva addirittura fossero prostitute e non erano certo famose per la loro morigeratezza sessuale, e anche in questo non mi sono mai prostituita, semmai mi sono divertita a stare con uomini che mi piacevano, ma mai perché mi conveniva.

credits photo www.davidemaggio.it
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In un mondo, televisivo soprattutto, come questo, dove spesso bisogna “piegarsi” a certe situazioni non proprio eticamente e moralmente candide per andare avanti non si sente un pesce fuor d’acqua?

Certo mi sento una mosca bianca. Io non do dei giudizi, se uno ha voglia di prostituirsi e ci sono tanti modi di farlo, sia fisicamente che moralmente, anzi per la mia etica sarebbe stato molto più difficile dire qualcosa che non pensavo che andare a letto con il politico di turno. Avendoli evitati tutti e due trovo di essere stata abbastanza una mosca bianca. Perché quanto meno, uomini e donne, sono state spesso camaleonti che nel corso degli anni hanno adeguato il loro pensiero alle situazioni. Io non l’ho mai fatto. E ripeto credo che coerenza vada premiata, io non ce l’ho con uno che è sempre stato di destra, se ha pagato il prezzo di esserlo. Io pago tutti i prezzi. Io se faccio un’affermazione, qualsiasi sia, sia molto di sinistra sia molto di destra, sia contro qualsiasi posizione estrema – si veda quella sui vegani – ho sempre dovuto pagare il prezzo.

Ultimamente, è stata sotto i riflettori per una frase molto schietta e mal interpretata sui vegani. “Io francamente quando c’è un vegano a cena mi vorrei ammazzare […] Non ho mai capito niente di quel che mangiate o non mangiate. Siete l’ossessione dei poveri disgraziati che organizzano le cene”.

Io mi vergogno per loro, perché era una battuta e una battuta si può fare anche ad un funerale, anzi si fanno proprio per sdrammatizzare. Se uno non è in grado di accettare una battuta su se stesso, e non sugli animali, perché io non ho fatto una battuta sugli animali, io ho detto che un vegano a cena è una gran scocciatura e francamente adesso che ho capito come sono fatti, tranne qualcuno che mi ha mandato qualche ricetta niente male e che mi ha scritto con grande dolcezza, il restante 80% conferma la mia teoria, perché non si può aggredire in questo modo. Anche se credo che quelli che si prendono il disturbo di venirmi ad insultare in modo così violento, gratuito, senza aver visto la puntata, senza cognizione di causa, senza guardare nulla di quel che ho fatto in precedenza, rappresentano la maggioranza degli imbecilli, non la maggioranza dei vegani. Di quelli che non vedono l’ora di attaccarti, lo farebbero sulle mie labbra, sulle mie affermazioni pro extracomunitari così come sui vegani. Sono pretesti per massacrarti.

Io ho letto la risposta del presidente di AssoVegan e l’ho trovato estremamente intelligente, equilibrato e allora visto che la difesa d’ufficio mi viene proprio dall’unico che avrebbe avuto eventualmente diritto di prendere una posizione, direi a questi signori di leggersi quest’intervista, per capire quanto sono esageratamente aggressivi.

Sempre senza peli sulla lingua, dritta e pungente come una spada nel fianco. Qual è il genere di persona che proprio non sopporta?

Gli ipocriti. Io sono una grossa morale ma non sono una moralista. Io posso vivere con tutti e chiunque abbia fatto una scelta di vita ha il mio rispetto. Non rispetto quelle che si fingono buone ma in realtà sono pessime. Quelle che vogliono dare un’immagine di sè che non corrisponde alla realtà.

E poi i noiosi. Sono una delle categorie peggiori. Per esempio questi pseudo vegani che rivendicano con violenza sono abbastanza noiosi. Così come quelli che ripetono su internet gli insulti sembrano un disco rotto. Banali e noiosi.

Fonte photo tv.fanpage.it
Fonte photo tv.fanpage.it
Se dovesse fare un bilancio della sua vita fin’ora ne sarebbe soddisfatta?

Assolutamente si. Io vorrei rivivere mille volte nelle mie scarpe. Anzi sono tremendamente affezionata alla mia vita, a tutto quello che mi è capitato, compreso il rapporto difficilissimo con mia madre che si è rivelata nella sua follia una persona meravigliosa, il figlio, la capacità che ho avuto nel costruire, l’energia che ci ho messo nel fare le cose, la pulizia che ho. Onestamente mi dispiace solo di non avere una vita più lunga perché a questa ci sono troppo affezionata.

Il suo rimpianto più grande?

Non aver avuto altri figli. Io sono nata madre e sarei stata un’ottima madre anche di 3 o 4 figli. Il problema è che ho sempre rimandato, anche per paura di non essere all’altezza di gestire il rapporto, per paura di non dargli un padre presente. Perché paradossalmente quello che mi ha chiesto di avere figli è stato Christofer Lambert, e avevo paura, come poi si è rivelato, che il rapporto finisse perchè mi dava la sensazione di un rapporto difficile da gestire, però sarebbe stato fantastico lo stesso aver avuto un figlio da lui. Perché poi io sono fanatica dell’accudimento, adesso non vorrei offendere qualcuno, ma mi sono riempita la casa di animali, non potendomela riempire di uomini, per accudire qualcuno, anche perché sono meno rancorosi, invidiosi e sono molto grati.

Appare come una donna forte, indipendente, che non ha bisogno di nessuno e men che meno di uomini per vivere. Questo suo modo di essere, invidiabile oltretutto, le ha portato problemi nelle relazioni con gli altri?

Mi ritengo una donna fortissima. Ma come quando dicono “quella persona ha coraggio”, il coraggio nasce dalla paura. Quando dico di essere una donna forte non dico di non avere debolezze. Io ho mille debolezze e pago dei prezzi altissimi ma non posso accettare di essere valutata per meno di ciò che sono. Io non accetto di stare con un uomo più stupido di me che mette in atto comportamenti imbecilli che mi mancano di rispetto. Per cui accetto di star da sola. Molto spesso le donne per la paura di star da sola si fanno mortificare da uomini assolutamente inadeguati e che non fanno altro che mostrare la loro debolezza. La verità è che se un uomo non ha rispetto di te e di conseguenza neanche di sè, non è un debole, è semplicemente uno str***o e come tale va trattato. E da li in poi gli uomini non accettano più, se tu metti dei paletti e gli fai capire che non sei meno forte di lui, anzi semmai lo sei di più e non hai nessuna intenzione di accettare niente di meno di quanto ti meriti dalla vita, come è giusto che sia. E questo per me è stato un credo. Perché mio padre mi ha sempre insegnato una dignità che paradossalmente viene data solo agli uomini nell’educazione. Non si sa perché le donne vengono educate nell’80% con l’idea che gli uomini si possano permettere ogni tipo di comportamento. E gli uomini, uguali, pensano di potersi permettere qualsiasi tipo di comportamento. Risultato: queste due categorie stanno infelicemente tra di loro e non c’è mai una coppia felice quando c’è disequilibrio e c’è una persona che subisce la personalità di un altro. E quindi sono coppie infelici, con donne mortificate da uomini violentemente stupidi e senza un minimo di educazione.
Io ho avuto anche uomini straordinariamente rispettosi con cui avrei potuto passare il resto della mia vita felicemente, tipo Giuseppe Lanza, mio marito Franco Oppini, Alessandro Stefanò, sono uomini da cui ho e avrei auto tutto il rispetto di cui io, e qualsiasi donna, è degna. Però poi l’amore finisce e allora bisogna decidere, magari in un’età in cui ancora non ne hai voglia e nel mio caso era 45 anni, che la passione era finita. E allora diciamo che ho sacrificato alla passione e alle passioni, perché non avevo voglia di rinunciare a nulla, delle storie che potevano essere le storie della mia vita perché non me la sentivo di mettere in ridicolo uomini che non lo meritavano. Per essere più chiari, non potevo vivere dei rapporti importanti con dei tradimenti, come avrei fatto se avessi continuato ad accettare un rapporto senza passione ma dove sopravvivessero il rispetto e la stima. E questo, per altro, ha fatto sì che rimanessimo grandi amici con Giuseppe, con mio marito e tanti altri, con cui c’è stato un rapporto importante.

Alle volte vedo persino le donne un po’ scocciate di questo. Nel senso che siccome le donne hanno la tendenza ad accovacciarsi nei rapporti, quando le dici che sei così ti dicono “non ci credo, allora tu sei una che soffre e magari non lo dice ecc ecc”. quando in realtà io credo sia semplicemente questione di educazione. A me viene davvero facile, anzi non mi verrebbe facile sacrificare la mia dignità per un uomo. E gli uomini stessi mi dicono che non è normale che io sia così, che se fossi stata più moderata forse non sarei da sola. Ma se non mi lamento io perché si devono lamentare loro?

A me la cosa che fa molto piacere è essere stimata e rispettata dalle persone che piacciono a me, delle persone che non mi piacciono non mi importa. E vedo che le persone che mi piacciono, faccio dei nomi, Michele Santoro, Filippo Timi, Vittorio Sgarbi e molte altre persone che ritengo intelligenti, preparate, sensibili, hanno di me il massimo rispetto. Allora mi domando se sia necessario piacere a tutti. io credo di no, anzi è un grosso vantaggio.

credits photo www.maurotarzariol.com
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C’è un sogno che ancora desidera realizzare?

Diventare nonna è il principale. È molto banale ma mi piacerebbe molto.

Quali sono i suoi progetti futuri? Nella professione e nella vita privata?

Allora nella vita privata, le case e l’arredamento sono la mia passione, io sono un’appassionata arredatrice, restauratrice e gestisco le mie case, ho una serie di proprietà immobiliari che gestisco e mi piace molto farlo, e le arredo e le affitto, se non continuano ad aumentare le tasse, che rendono veramente impossibile oramai la gestione delle case, visto che siamo quasi in un feudo, manca solo il diritto sulla prima notte di nozze.

Poi ieri ho fatto un laboratorio teatrale con Filippo Timi ed è stata un’esperienza sconvolgente per la sua bravura e la sua genialità e forse un giorno mi piacerebbe tornare a fare teatro. Mi piace provare, fare cose con i ragazzi come se avessi vent’anni, e mettermi sul piano di un ragazzo che sta cominciando, com’è giusto che sia, perché io non ho un’esperienza maggiore della loro in fatto di teatro, anche se ho fatto 5 anni di repliche, perché quello è un altro tipo di esperienza.
Poi mi piacerebbe una trasmissione mia, credo che la farei benissimo, perché mi rendo conto che ho ancora tantissimo da dare e ho dato poco per tanti motivi. E le trasmissioni che ho fatto come autrici sono andate benissimo.
Io credo che finché c’è vita, c’è speranza e quindi mi piacerebbe anche occuparmi del sociale, ma di tutto, dal mondo animale sia umano. Proprio perchè io ho una visione alla Veronesi del mondo, nel senso che gli animali e le persone per me hanno l’identico valore, perché una vita è una vita.

[Credit Cover: www.ansa.it]