David Yates e J.K. Rowling, cosa combinate? Francamente, è questo il primo pensiero che affiora la mente dopo la visione di Animali fantastici e dove trovarli, primo capitolo di una saga spin-off di Harry Potter, ambientata nello stesso universo in cui si svolgono le vicende del maghetto occhialuto. Il film, la cui sceneggiatura è firmata da J.K. Rowling, è basato sull’omonima opera letteraria della stessa mamma di Harry Potter, Fantastic beasts and where to find them, edito in Italia da Salani nel 2002, ma prevedibilmente si discosta parecchio dal libro, essendo questo nient’altro che un bestiario che classifica le creature cosiddette magiche dell’universo potteriano, secondo il loro grado di pericolosità e rarità. Più che lo spunto in sé, piuttosto debole, incuriosiva l’ambientazione della vicenda, la New York del 1926 e non più l’Inghilterra dei giorni nostri, oltre ai nomi coinvolti: Yates, regista di quattro episodi della saga principale, e il Premio Oscar Eddie Redmayne nel ruolo di Newt Scamander, protagonista della vicenda. Tuttavia, la formula pare non funzionare come avrebbe potuto.

Newt Scamander è un mago amante delle bestie magiche, che arriva a New York con l’intento di acquistare un altro esemplare per la sua collezione. Le marachelle di uno dei suoi animali fantastici, uno Snaso, provocano l’incontro di Newt con il simpatico e imbranato Jacob Kowalski, un no-mag (un babbano, per intenderci) e Tina Goldstein, ex Auror desiderosa di tornare in servizio. La minaccia principale che lo strano trio si troverà a fronteggiare è rappresentata dall’Obscurus, spaventosa forza malvagia creata dai bambini che reprimono per molto tempo la magia di cui sono dotati.

Il problema principale di Animali fantastici e dove trovarli è che pare non riuscire a decollare mai, nelle due ore e dieci minuti di durata. È un film che vive di timidi guizzi e che si rivela soprattutto lontano, troppo lontano, dall’atmosfera quotidianamente magica della saga di Harry Potter, nonostante l’ambientazione geografica e cronologica fosse più che attraente. Il cast inoltre è poco coeso: Redmayne è bravo ma ha sempre cucita addosso la stessa maschera dotata di un sorrisetto che sta tra il dolore e il compiacimento. Tra le sorelle Goldstein – Katherine Waterston e Alison Sudol – è quest’ultima a convincere maggiormente, ma la vera star sembra essere il corpulento Dan Fogler nei panni del no-mag Kowalski, un tenerissimo Lino Banfi a stelle e strisce su cui poggia totalmente la linea comica del film.

Deludente nel complesso, Animali fantastici e dove trovarli promette tuttavia, dato il finale aperto con star a sorpresa al seguito, di porre delle buone basi per una saga destinata a crescere. A una condizione, però: affiancare qualche sceneggiatore di esperienza a J.K. Rowling, molto più a suo agio tra le pagine dei suoi libri che tra i fogli di una sceneggiatura. Solo in tal modo si potrebbe salvare un’operazione dalle potenzialità così elevate e restituire un po’ di magia a una saga che vive di questa.

[Photo Credits: Philippe Rousselot/Warner Bros. Pictures]