Le immagini dei crolli a Pompei sono solo una di quelle più ad effetto che gli italiani sono costretti a digerire da ormai diversi anni. Forse, grazie all’ArtBonus introdotto dal Governo Renzi, le visioni potrebbero migliorare. Il ministro della Cultura Dario Franceschini è riuscito a mettere d’accordo quasi tutti, tanto da far approvare senza troppe discussioni, il decreto che si potrebbe definire Salva Cultura. Ma non si tratta solo di progetti, si parla infatti di sgravi fiscali e incentivi che stanno dando i loro frutti anche in un settore che sembrava avere poche speranze: il cinema.

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Sono passati sei mesi dall’introduzione dell’ArtBonus e la positività inizia a farsi strada. La serie di provvedimenti introdotta riguarda la promozione di diversi settori della cultura italiana partendo dalle detrazioni fiscali che aiuterebbero il mecenatismo 2.0: il 65% delle donazioni che enti o persone singole intendono devolvere a favore di musei, siti archeologici, biblioteche, teatri, fondazioni lirico sinfoniche; tax credit per strutture turistiche del 30% delle somme investite in interventi di ristrutturazione, ammodernamento e digitalizzazione.

Tra le voci del decreto si legge quella dedicata all’allarmante situazione di Pompei: “Misure urgenti per la semplificazione delle procedure di gara e altri interventi urgenti per la realizzazione del Grande Progetto Pompei”. E si leggono anche provvedimenti per la Reggia di Caserta della quale si occuperà un commissario straordinario. Si passa per la lirica, le guide turistiche, le nuove imprese turistiche, e di cinema con la voce Tax credit Cinema: “Disposizioni urgenti per attrarre investimenti esteri in Italia nel settore della produzione cinematografica ed audiovisiva”.

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È qui che i primi risultati sono tangibili come è lo stesso ministro Franceschini a sottolineare entusiasticamente: “Un risultato straordinario. I film ambientati in Italia sono il più straordinario strumento di promozione turistica e di rilancio dell’immagine dell’Italia nel mondo. Un film che mostra la bellezza italiana vale da solo come migliaia e migliaia di spot pubblicitari a pagamento in tutte le tv del mondo“. Il decreto ArtBonus ha innalzato da 5 milioni di euro a film, a 10 milioni a impresa (e un grande film può essere coprodotto da più imprese) il limite massimo del credito d’imposta per la produzione esecutiva e le industrie tecniche che realizzano in Italia, utilizzando quindi mano d’opera italiana, film o parti di film stranieri.

Si parte con il set di un remake che sicuramente farà molto parlare: Ben Hur. La Metro Goldwyn Mayer infatti ha deciso di tornare a Cinecittà e le riprese inizieranno a febbraio e dureranno quattro mesi circa. La sceneggiatura è targata John Ridley, vincitore del premio Oscar 2014 miglior sceneggiatura non originale, con “12 anni schiavo”. Pare che il regista Timur Bekmambetov sia riuscito ad avere fra gli attori Morgan Freeman. A febbraio e marzo 2015, sempre la Metro Goldwyn Mayer, sfrutterà Roma come sfondo per il nuovo capitolo della saga di James Bond con Daniel Craig.

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Qualche progetto è già in corso. Si pensi alle riprese di “Christ the Lord” che narra l’infanzia di Gesú, iniziate a Matera lo scorso 15 Settembre e che ora sono in corso negli studi di Cinecittà dove, oltre ai set allestiti nei teatri di posa, sono state ricostruite in esterni le città di Nazareth, Betlemme, Gerusalemme e il tempio di Erode. E ancora “Voice from the stone” le cui riprese sono iniziate il primo novembre, tra la Toscana e Cinecittà, dove si concluderanno prima di Natale. La protagonista di questo riadattamento di un finalista al Premio Strega del 1997, La Voce Della Pietra di Silvio Raffo, sarà Emilia Clarke, attrice di Game of Thrones.

E ce n’è anche per progetti più lunghi come quello che verrà prodotto interamente negli studi di Cinecittà: per un anno verranno realizzate le riprese di Diabolik-La Serie. La coproduzione internazionale Sky Italia, BSKYB, SkyDE ha voluto il tre volte premio Oscar Dante Ferretti per allestire le scenografie del set che ricostruirà la cittadina immaginaria di Clerville dove Eva Kant e Diabolik sfrecciano sulla loro nera Jaguar E-type. Kolossal, produzioni internazionali, attori di fama mondiale, set che mostrano Roma, Matera, la Toscana e che finalmente tornano a invadere gli studi di Cinecittà. È chiaro che fare bilanci e trarre somme di qualcosa che ancora deve verificarsi sarebbe sciocco ma i dati finora si dimostrano in crescita.

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L’Italia della Cultura può ripartire da Cinecittà? Perché no? In questo momento storico giocare su un aspetto della cultura come quello del cinema che è un mercato esportabile potrebbe aiutare. La promozione dell’Italia dunque passa dall’ArtBonus che riporta grandi produzioni americane come la Paramount o la Metro Goldwyn Mayer, e si occupa di tornare a tenere curato il nostro patrimonio più anziano, storico, archeologico. Puntare almeno qualche somma sul mecenatismo 2.0 potrebbe essere vincente e non così rischioso se a iniziare le danze sono le grandi major americane che potrebbero fare da apripista a una nuova fase del cinema e non solo di Cinecittà. Quello che serve sono i fondi e “vendere” in questo modo il prodotto Italia potrebbe rivelarsi l’inizio di investimenti esteri salva Cultura.

[Fonte cover: www.europacheverra.eu]