La mazzata l’ha data la Legge di Stabilità con i suoi provvedimenti in vigore dal 1° gennaio 2015, ma il problema relativo alle auto abbandonate, e non solo, va avanti da molto tempo. In qualsiasi parte dell’Italia si possono ammirare carcasse di auto lasciate al loro triste destino come oggetti ormai inutili. E’ pur vero che le mancate agevolazioni per i cosiddetti veicoli “storici” con meno di 30 anni hanno gettato nello sconforto migliaia e migliaia di appassionati, incapaci, in un certo senso, di pagare tasse su tasse per mantenere un mezzo che sarà usato poche volte durante l’arco dei 365 giorni annuali.

Lasciando da parte le questioni meramente legislative, il grattacapo delle auto abbandonate investe anche l’ambiente, in virtù di un aumento dell’inquinamento dovuto alla corrosione dei materiali usati per la costruzione delle stesse auto. Boschi, distese verdi, spesse volte, sono deturpate da veicoli sporchi, arrugginiti che rovinano, altresì, lo splendido paesaggio. Eppure questa grana potrebbe risolversi in maniera piuttosto semplice, senza ricorrere a soluzioni difficili che accontenterebbe sia i proprietari dei veicoli che i futuri compratori. Infatti, le auto, camion, moto, che all’apparenza sembrano utili come l’impermeabile in una giornata di sole, possiedono pezzi di ricambio che potrebbero essere riutilizzati per altri mezzi di una certa età. Il Governo italiano, tuttavia, su questo piccolo, ma annoso problema, non si è mai impegnato fino in fondo, lasciando crescere l’inciviltà di qualche cittadino, impunito dinanzi a gesti che rovinano, in tutti i sensi, l’immagine dello stesso Paese. I politici potrebbero, il condizionale è obbligatorio in questi casi, prendere esempio dal Venezuela che, a causa del crollo della produzione di acciaio, ha deciso di riciclare le auto abbandonate in tutta la Nazione, usando i materiali per la costruzione di molte abitazioni.

Con il provvedimento, voluto dal Primo Ministro del Paese caraibico, ben 32.772 famiglie disagiate avranno case da 54 metri quadrati, incomplete, appunto, per la mancanza di materia prima. A Caracas e dintorni, così, verranno “fuse” 10.485 vecchi veicoli, 9.651 motociclette e 539 biciclette per combattere l’emergenza abitativa che dura molto tempo. In Italia non esiste questa necessità, ma una domanda sorge spontanea: perché gli altri Stati aiutano la popolazione, l’ambiente, i paesaggi in tempi brevi? Forse non avremmo mai una risposta seria. Un’altra causa dell’aumento di mezzi abbandonati è da ricercare nella crisi economica che, specialmente nell’ultimo periodo, sta colpendo molte famiglia italiane, impossibilitate a mantenere anche una piccola utilitaria.

Manca l’educazione civica, il buonsenso di vendere le stesse auto nel mercato dell’usato, di condurle alle aziende di autodemolizione, per ovviare, in parte a questa grana ma, il costo del servizio da pagare è abbastanza oneroso. Dunque, meglio abbandonare il veicolo interessato in zone “tranquille”, magari nel corso della notte, per evitare controlli e, nello stesso tempo, multe “salate”. Le segnalazioni di molti mezzi lasciati sotto le intemperie arrivano da qualunque parte d’Italia, anche se nelle grandi città il problema è sempre più marcato grazie a una popolazione più cospicua. E allora, cosa fare per allentare questa sorta di preoccupazione? Avvisare il corpo della Polizia Municipale appena si avvista un derelitto mezzo che ne dovrebbe provvedere alla rimozione. Speriamo funzioni.

Foto: forum.passioneauto.it