In Giappone, il genere di cui parleremo in questo articolo, ha un nome ben preciso: si chiama “spokon” (contrazione di supōtsu konjo, letteralmente “tenacia sportiva”), ed è il fumetto dedicato allo sport. Se il Giappone è il regno dei manga, non si può dire la stessa cosa per sport come il basket o il calcio. Eppure sono stati prodotti centinaia di titoli interessanti, alcuni dei quali sono diventati veri e propri cult. Chi non ha mai letto le strisce di “Capitan Tsubasa“, pubblicate per la prima volta negli anni ’80 da Yoichi Takahashi e diventate poi il soggetto di uno dei cartoni animati più popolari di quegli anni, Holly e Benji?

Fonte: www.stile.it
Fonte: www.stile.it

Stupisce piuttosto che in un paese calciofilo come il nostro siano stati dedicati pochissimi fumetti al pallone. Qualche storia di Giuliano Giovetti, negli anni ’80 su “Il Giornalino”. Più di recente, due biografie dedicate l’una al compianto Gigi Meroni (di Marco Peroni e Riccardo Cecchetti), l’altra a Diego Armando Maradona (di Paolo Castaldi). Infine il bellissimo romanzo “L’eroe dei due mari”, di Giuliano Pavone, una storia a metà tra il calcio moderno e quello di provincia, la bellezza e il degrado, il sorriso e il lutto, che racconta le vicende di Taranto trasformandola in un simbolo delle lotte di tutti i sud del mondo impegnati a difendere la propria dignità contro poteri più grandi, è diventato una graphic novel grazie ad un team di disegnatori tarantini: Emanuele Boccanfuso, Virginia Carluccio, Alberto Buscicchio, Gabriele Benefico, Walter Trono (con cover di Alessandro Vitti, colorata da Edoardo Boccanfuso).

Credits: Emanuele Boccanfuso
Credits: Emanuele Boccanfuso

C’è un po’ di ciclismo, con il bel Fausto Coppi, l’uomo e il campione di Davide Pascutti e il Bottecchia di Giacomo Revelli e Andrea Ferraris. Tutto il resto, non pervenuto. Nobile eccezione, le incursioni dei personaggi Disney negli sport più disparati, dal Paperino fenomeno del rugby grazie a una botta in testa e a un prodigioso casco respingente inventato da Archimede Pitagorico, al Pippo decatleta di livello olimpico in virtù di magici parastinchi. Solo per citare due vecchie e celebri storie. Fuori dai confini giapponesi insomma il genere sportivo non viene quasi praticato, se non come spunto narrativo e sotto-categoria del comico.

Fonte: faustocoppi.altervista.org
Fonte: faustocoppi.altervista.org

Tra i manga invece non c’è che l’imbarazzo della scelta. A parte i titoli comico-sportivi (per esempio: Dash Kappei), negli anni sono arrivati in Italia numerosissimi spokon degni di nota, a partire dal seminale e intensissimo Rocky Joe di Asao (Asaki) Takamori e Tetsuya Chiba, ambientato nel mondo della boxe.

Non che nel calcio facciano furore, ma se c’è uno sport in cui il Giappone è discutibile (e sempre di più, a guardare i risultati dei Campionati Asiatici degli ultimi 20 anni), è la pallacanestro. Eppure il bassissimo livello del basket nipponico non preclude la possibilità di realizzare manga interessanti sul mondo della palla a spicchi, come l’imitatissimo Slam Dunk di Takehiko Inoue, campione di incassi degli anni ’90 o l’indimenticabile Gigi la Trottola di Noboru Rokuda.

Fonte: fumettissimo-co.webnode.it
Fonte: fumettissimo-co.webnode.it

Ed è proprio dal basket che partiamo per raccontare la nascita del fumetto Basket Case, il primo fumetto italiano sulla pallacanestro. Michele, Riccardo e Karim sono tre ragazzi che non hanno nulla in comune se non una grande passione: il basket. Sarà proprio questo sport a farli incontrare e a unirli, prima come squadra e poi come amici, aiutando ognuno di loro a crescere sul campo e nella vita. Scritto con la partecipazione e supervisione di Andrea Pecile, cestista italiano che ha collezionato 78 presenze nella Nazionale Maggiore, partecipando agli Europei del 2001, ai Giochi del Mediterraneo del 2006 e ai mondiali del 2006, Basket Case racconta una storia fatta di cadute e voli a canestro, di sconfitte e vittorie, la sfida di centinaia di ragazzi che ogni giorno affrontano piccole e grandi difficoltà per inseguire le loro passioni.

Fonte: ilpiccolo.gelocal.it
Fonte: ilpiccolo.gelocal.it

Sono sempre stato curioso e mi piace far parte di progetti nuovi – ha dichiarato il cestista al Il Giornale Digitale. – Partecipare alla creazione di un fumetto sullo sport che pratico credo sia un’occasione incredibile per aiutare il mio movimento e far conoscere il basket a bambini e adulti. Ho sempre amato il mondo dei fumetti, ed è stato bello dare il mio supporto dal punto di vista tecnico, verificando che la storia fosse veritiera e che fosse espresso al meglio il mondo che amo. Ho pensato che potesse essere, infatti, anche uno strumento nuovo per veicolare la pratica sportiva.”

Abbiamo intervistato Mary Floriddia, responsabile marketing del progetto Basket Case, che ha esordito così: “ho sviluppato questa idea con Andrea Pecile, guardia di Trieste e Lucio Staiano, fondatore e responsabile di Shockdom, perché innamorata dello sport e dei valori che veicola. Credo che sia importante educare allo sport. I supporter spesso tifano contro la squadra avversaria e non per la propria. Il fumetto vuole essere realistico ed educativo allo stesso tempo e abbiamo provato a creare e sviluppare una storia che possa far amare la pallacanestro. Utilizziamo un linguaggio semplice, divulgando valori ma stimolando anche la fantasia. Basket Case può essere uno strumento di comunicazione potentissima e può aiutare tutto il movimento nella sua crescita. Il nostro intento è sviluppare interesse nei confronti della pallacanestro, con la speranza che, in futuro, anche aziende sponsor possano investire in questo sport

Fonte: c4comic.it
Fonte: c4comic.it

Da dove nasce l’idea del fumetto?

In realtà l’idea è nata quasi dal nulla, da una chiacchierata su Facebook tra me e Andrea Pecile, playmaker e guardia della pallacanestro Trieste. Una volta, però, realizzato e analizzato che potesse funzionare, abbiamo fatto in modo che  diventasse tutto concreto.

Andrea Pecile è appassionato di fumetti, e stava chattando con me, provando a spiegarmi il mondo dei supereroi e in generale elencandomi quali fossero per lui i fumetti da leggere perché stupendi. Così ho chiesto quali fossero quelli dedicati al basket e ci siamo resi conto che attualmente non c’era un prodotto simile italiano dedicato alla pallacanestro distribuito in tutte le edicole, fumetterie e reperibile online in versione cartacea e digitale.

Ho analizzato i numeri degli appassionati, i prodotti editoriali presenti sul mercato e ho capito che avrebbe potuto funzionare sul serio se il progetto fosse stato veicolato bene.
Come spesso accade, poi, la vita ti offre opportunità e così mi sono ricordata che tra i mie vecchi amici c’era il proprietario di una casa editrice specializzata in fumetti, Shockdom. Un’azienda che si pone come obiettivo l’evoluzione e il cambiamento del fumetto in Italia, con un parterre di autori giovani e italiani. Ho contattato per un appuntamento la società, dicendo che volevo proporre una partnership e un progetto nuovo.

Ci siamo incontrati con Lucio Staiano, il proprietario, proponendo la nostra idea e ci siamo trovati subito bene. Andrea si occupa degli aspetti tecnici e di verificare che la storia sia veritiera per quanto concerne il basket, dato la sua esperienza da giocatore. Io sono la consulente marketing per il progetto. Come spesso ama ricordare Lucio, abbiamo cercato di fare una storia che non parli di campioni invincibili, ma di ragazzi che affrontano problemi quotidiani, in cui molti si possano rivedere. Manuel è stato bravissimo nello scriverla e Dado e Albo fantastici nel disegnarla e colorarla. Siamo una squadra insomma. Fammi ringraziare anche Stefania, Chiara, Teresa e tutti i componenti del team.
 

A chi è rivolto?

Il fumetto è rivolto agli appassionati di basket o a chi ama in generale il mondo del fumetto, il target è molto differenziato. Per questo abbiamo una comunicazione mirata per ogni target potenziale. Affrontiamo tematiche anche importanti. Nel primo numero si parla anche di bullismo, per esempio, ma in maniera semplice. Un fumetto ha il potere di spiegare concetti importanti con un linguaggio chiaro e incisivo. Se dovessi indicarti un core target direi adolescenti ma secondo me può piacere a chiunque ami questo sport.
 

Chi sono i protagonisti di Basket Case?

Basket Case narra la storia di 3 ragazzi. Michele ha quasi quindici anni, è introverso, timido e vive in un mondo tutto suo; parla poco e quel poco che dice sembra procurargli un grande sforzo. Riccardo non ha nemmeno vent’anni, ma ha già un bimbo, una compagna e un lavoro come corriere espresso, un lavoro che non gli piace, che lo tiene incollato a un sedile e lontano dal campo. Karim ha diciassette anni, è di origine libanese, ma vive in Italia da quando è piccolo, ha una bella casa, un bel telefono e una bella madre, che non è la sua. Tre ragazzi apparentemente senza nulla in comune, ma uniti da una grande passione: il basket. Sarà proprio il basket a farli incontrare e a unirli, prima come squadra e poi come amici, aiutando ognuno di loro a crescere, sul campo e nella vita.  Basket Case racconta la loro storia, fatta di cadute e di voli a canestro, di sconfitte e vittorie, la storia di Michele, Riccardo e Karim e di centinaia di altri ragazzi che, come loro, ogni giorno sfidano piccole e grandi difficoltà per inseguire le proprie passioni.

Fonte: www.corrieredellosport.it
Fonte: www.corrieredellosport.it

Abbiamo scelto 3 grandi talenti: Manuel Piubello è lo sceneggiatore. Appassionato di fumetti, sogna di fare l’usciere alle fiere dei fumetti ed intanto ha collaborato con Think Comics proprio per l’organizzazione di eventi; Davide Dado Caporali è il nostro disegnatore. Attualmente lavora a Maschera Gialla e Basket Case, editi da Shockdom e a “Un Vuoto Incolmabile” in collaborazione con Orgoglio Nerd. Alberto Albo Turturici colora il fumetto, nato nel 1980 a Palermo e laureato in legge, da quasi 10 anni pubblica online la sua serie a strisce MoStrip e collabora per Wired e la linea di “Gazzetta delle Sport”, Gazzenda.

Vi siete ispirati a qualche idea in particolare?

Abbiamo provato a fare una storia originale, sperando di appassionare il grande pubblico.

Cosa farete per diffonderlo?

Abbiamo fatto un grande lavoro di digital pr e di relazioni pubbliche. L’attività sarà costante nel tempo. Crediamo che il nostro progetto possa essere anche educativo ed aiutare il mondo della pallacanestro e, quindi, stiamo provando a contattare più entità possibili. Abbiamo inviato comunicati a tutte le testate, per informare il nostro pubblico del nuovo prodotto. Sono state contattate la Federazione, le Leghe (Legabasket e LNP), le società e le Associazioni sportive. Abbiamo creato una pagina su Facebook in cui inseriamo giornalmente contenuti speciali. La figura di Andrea dona sicuramente più credibilità al progetto, in cui lavoriamo in maniera costante perché possa piacere agli appassionati. Stiamo già lavorando sul numero 2, pur essendo, in questo momento, un prodotto trimestrale. Partecipiamo, infine, ad eventi settoriali, dedicati al mondo del fumetto, o dedicati al mondo dello sport e del basket in particolare. Abbiamo appena partecipato a Rimini al RNB Basket Festival. Adesso è appena partita una campagna social.

Ci diresti di più su questa campagna?

Crediamo sia bello che gli appassionati si sentano parte della storia e possano decidere alcuni elementi. Andrea ha, quindi, sfidato 4 campioni (Cerella, Masciadri, Cavaliero e Cervi) perché si mettano in gioco per tot giorni, convincendo i loro tifosi a votarli. Il giocatore che sarà “eletto” dal pubblico vince un cameo sul secondo numero. I lettori decideranno, quindi, la presenza o meno di un personaggio sul numero 2. In futuro abbiamo in programma altre iniziative che vedranno sempre il coinvolgimento del pubblico. Per tutte le curiosità in merito, vi consiglio di seguire sempre la pagina ufficiale Facebook di Basket Case. 

Andrea Pecile ha deciso di sfidare… Riccardo Cervi. I 4 campioni hanno 48h di tempo per accettare/rifutare la sfida e farci sapere ufficialmente la lora risposta. Scopri in che cosa consiste e seguici! In questi giorni, troverete indicazioni su come votare e il regolamento sulla nostra pagina ufficiale Basket Case. #sfida #cervi #basketcase #pecile #shockdom #verysunshinepeople #nomination

Pubblicato da Basket Case su Lunedì 7 marzo 2016

Dove si troverà il fumetto? Si potrà acquistare?

Il primo numero è già presente dal 29 febbraio nelle edicole, nelle fumetterie e reperibile online nella versione cartacea e digitale sullo store di Shockdom e in alcuni siti dedicati alla vendita di questi prodotti. Abbiamo una distribuzione che copre tutta la penisola.

I giocatori hanno risposto con entusiasmo a questa idea?

Sì, direi di sì. Un progetto come il nostro può essere un ottimo veicolo per far innamorare tante persone della pallacanestro, incuriosendoli. Molti giocatori hanno condiviso spontaneamente la nostra copertina sui loro social o ne hanno parlato. Come ha dichiarato Albo, uno dei coloristi, “Il basket e i fumetti si somigliano, se consideriamo certi aspetti. Entrambi, per ottenere l’attenzione e l’apprezzamento del pubblico, richiedono tanta gavetta, tanto esercizio e tanta fiducia nelle proprie capacità. Bisogna mettersi in gioco, esercitarsi, allenarsi tanto, scoprire i propri punti deboli e cercare di eliminarli, competere con gli avversari, essere leali“.

Stamattina,mentre facevo colazione e rileggevo #basketcase, mi sono detto che sarebbe proprio bello conoscere di "…

Pubblicato da Daniele Cavaliero su Mercoledì 9 marzo 2016

Continueremo a seguire gli sviluppi di Basket Case sulla Pagina Facebook di Andrea Pecile e degli altri giocatori coinvolti: Ricky Cervi, Bruno Cerella, Daniele Cavaliero, e ogni giorno se aggiungono altri tra video social, promesse e scommesse. A fumetti, naturalmente.