Il bollo sui veicoli di qualsiasi genere viene visto dai cittadini italiani come una sorta di mannaia pronta a incombere sulle loro teste. La Legge di stabilità approvata lo scorso dicembre, oltre ad aver toccato vari temi con relative modifiche, ha letteralmente mandato al tappeto un settore fondamentale dell’economia dell’ormai ex “Belpaese”. Il ramo storico dei veicoli, infatti, da qualche mese sta iniziando a cedere sotto il peso del Governo Renzi, deciso a non tornare indietro sul provvedimento varato lo scorso dicembre. Con la Legge di stabilità, tanto per rammentare i fatti, si è deciso che i possessori di mezzi prodotti da meno di 30 anni, dunque nati dal 1986 in poi, dovranno pagare la tassa di circolazione. Una scelta che ha causato una marea di proteste da parte di semplici appassionati, proprietari di auto o moto conservate con cura che, fino a poco tempo fa, godevano di alcune agevolazioni, una su tutte quella relativa al non ottemperamento del già citato bollo auto.

Nel corso di questi mesi, proprio per ricercare un compromesso, alcune regioni si sono ribellate alla risoluzione del Governo, senza trovare, tuttavia, risposte positive da Palazzo Chigi, intento a proseguire su questa strada per rimpinguare, forse, le casse statali alle prese con un difficile momento economico. Gli italiani, però, nonostante le direttive ministeriali non si sono dati per vinti, anzi hanno agito per proteggere un settore fondamentale dell’Italia che, specialmente negli anni scorsi, raccoglieva apprezzamenti in tutto il globo, con risultati straordinari anche per l’Italia grazie ai molti eventi organizzati da Trieste a Trapani. Su questo annosa querelle, che sicuramente non si concluderà nel giro di pochi mesi, il prossimo 20 settembre, in due città importanti come Roma e Napoli, gli appassionati hanno organizzato delle manifestazioni di protesta per lanciare un segnale forte al premier Matteo Renzi e alla sua squadra di lavoro.

Inutile rimarcare che, con questo provvedimento, anche chi svolge un’attività artigianale, come un carrozziere o tappezziere ad esempio, sarà costretto ad abbandonare la propria mansione per mancanza di veicoli da sistemare. Dunque, si andrebbe a colpire il settore terziario che fornisce servizi a tutti i cittadini, provocando altri problemi da non sottovalutare. Se nel 2014 la demolizione di veicoli di produzione data è stata rappresentata dal 47,8 %, ovvero da 608.000 mezzi disfatti, nel corso dei prossimi anni si avrà un netto aumento di questo dato che dovrebbe far riflettere. Ma quali sono le difficoltà incontrate dagli appassionati, dopo la norma voluta fortemente dal Governo? Sicuramente tante, come spiega Diego Vendramini, proprietario di vari mezzi d’epoca, che al GiornaleDigitale afferma: “La difficoltà più grande è nata dalle tempistiche ed ha avuto dei riflessi molto evidenti. La decisione di far pagare nuovamente il bollo alle ventennali è stata presa in poche settimane ed approvata con la legge di stabilità. Le conseguenze – continua ancora Diego- sono state un improvviso aggravio fiscale (a volte molto oneroso) per i collezionisti e la conseguente svalutazione di mercato delle auto, non più considerate formalmente di “interesse storico” ma solamente auto vecchie. Naturale quindi aspettarsi la scomparsa (demolizione o vendita) di buona parte del patrimonio automobilistico costruito tra il 1985 ed il 1995. La cosa che più mi ha colpito è stata però il trattamento assolutamente iniquo davanti alla nuova norma. La persistenza di agevolazioni in alcune Regioni ha alimentato il senso di ineguaglianza dei contribuenti. E’ una cosa che davvero sconforta anche il più onesto dei contribuenti”.

Foto: all-car-s.ru
Fonte foto: all-car-s.ru

Gli fa eco Francesco Scardicchio, impiegato e possessore di alcune auto d’epoca, deluso dal provvedimento adottato in seguito alla Legge di stabilità: “Ho incontrato difficoltà economiche in primo luogo: avevo due autovetture ventennali (oltre alla Smart per uso quotidiano) che avevo acquistato confidando in un particolare regime fiscale. Adesso dover pagare di punto in bianco 600 euro che non erano preventivati sul bilancio familiare pesa, soprattutto per uno stipendio di impiegato. Difficoltà familiari, di conseguenza: mia moglie mi ha ovviamente rimproverato la mia passione per le young-timer (nient’altro che le auto anni 80/90 della mia infanzia) perchè ha causato questa improvvisa “botta” sul nostro budget. Difficoltà nel vendere: impossibile pensare di vendere a prezzi dignitosi veicoli che sono ritornati ad avere un pesantissimo passaggio di proprietà, che in certi casi avvicina il valore di mercato stesso dell’auto”.

Il giovanissimo Shiye Krystal, invece, è fortunato grazie alla sua regione di residenza: ”Dopo la Legge di stabilità devo dire che, per mia fortuna, abitando in Emilia Romagna non è cambiato molto visto che la mia regione, per ora, mantiene l’esenzione per le ventennali. L’unica differenza l’ho avuta sul maledetto IPT, quando ho comprato una ventennale a gennaio. Lo stesso IPT, infatti, che sembrava essere ridotto a una cifra di circa 250 euro, ho dovuto pagarlo intero, ovvero 1.300 euro di passaggio”.

Tante difficoltà, dunque, per gli appassionati che, sulla Legge di stabilità hanno un’idea ben chiara. Su questo punto, Diego dice: “Le ragioni, dal mio punto di vista, sono sicuramente di ordine economico. Credo sarebbe stato utile fare un distinguo tra auto realmente di valore (per la loro unicità o per soluzioni ingegneristiche e costruttive che le rendano davvero di pregio) e vecchie auto divenute di interesse storico solo per poter beneficiare, in modo truffaldino, di sconti ed agevolazioni. Sarebbe servito maggior controllo e rigore nell’accesso alle agevolazioni ed una disciplina più ferrea da parte dei club nel certificare i mezzi”. Più duro Francesco, che approfondisce il quesito in maniera netta: “Si è deliberatamente ignorato che le agevolazioni fiscali della vecchia legge 342/2000 andavano incontro a quelle spese che il proprietario deve sostenere per mantenere in efficienza mezzi di una certa età e quindi bisognosi di continui interventi di manutenzione. Tutto l’indotto di piccoli artigiani (elettrauti, tappezzieri, meccanici, carrozzieri) nonché il commercio di ricambi (fiorente soprattutto on-line) risentirà ancora di più della crisi dato che le ventennali saranno letteralmente decimate”.

Malgrado la sua giovane età, anche Shiye, attacca senza mezzi termini il Governo, primo responsabile di questa situazione: “Sinceramente penso che lo Stato stia provando a tassare ogni cosa possibile per recuperare soldi, utili a mantenere i benefici della classe politica e non a risolvere la crisi. Il problema, anche se francamente credo siano altri i veri grattacapi di questa Italia, viene sempre gestito all’italiana, vale a dire quando qualcosa non va non si cerca il problema ma si scappa in modo rapido e facile”.

Fonte:  camet.org
Fonte foto: camet.org

Un quadro grottesco della vicenda che, come già affermato dagli appassionati, rischia di far definitivamente morire uno dei settori più “prolifici” dell’economia italiana. E allora cosa fare? Quali proposte potrebbero essere inviate al Premier Renzi affinché modifichi questo contesto? Diego, con molta umiltà, ha la ricetta giusta: “Vorrei che le agevolazioni fossero ripristinate ma con equità, serietà e senso della misura. Mi piacerebbe che l’onere fiscale fosse fissato con una quota “una tantum” in modo da agevolare il collezionismo. Vorrei che la passione di chi ami le auto non fosse penalizzata e ostacolata. Vorrei che ci fossero controlli più seri e processi di verifica rigorosi che certificassero solamente auto realmente di pregio. Probabilmente l’istituzione di un registro delle auto di reale interesse storico aiuterebbe a cancellare le zone d’ombra”.

Simile pensiero di Francesco, anche se i toni verso la politica italiana, non sono propriamente gentili: “Vorrei vedere un Governo leale verso i propri cittadini e non arraffone e vigliacco dovrebbe fare salvi anzitutto i diritti acquisiti da quelle autovetture già certificate ASI e per le quali era già stata presentata domanda di esenzione bollo alle autorità regionali competenti al 31/12/2014: così almeno per il futuro un cittadino che si appresta a comprare una ventennale sa a quali spese va incontro e quindi i conti in tasca se li fa prima. Proporrei di ripristinare le agevolazioni precedenti ma di riservarle ai veicoli che presentano e che mantengono lo stato di originalità assoluta”. Shiye, invece, ha una piccola idea a riguardo: “Basterebbe rimettere le cose come stavano in precedenza, sicuramente, non porterebbe migliorie rispetto all’attuale situazione. Per evitare mosse “furbe” basterebbe calare drasticamente, adeguandole al resto dell’Europa, le tasse sui veicoli di nuova costruzione, magari proporzionandola al valore e come ora nella quale si studiano i kW. Se lo Stato vuole aumentare gli incassi, dovrebbe tagliare i soldi ai politici”.

Foto: wallpaperup.com
Fonte foto: wallpaperup.com

In attesa di capire le reali intenzioni del Governo, la domanda più importante riguarda la fine che potrebbero fare i veicoli d’epoca, in questo caso quelli con meno di 30 anni di età, in caso di nessuna novità dopo la manifestazione del prossimo 20 settembre. Un dubbio amletico che riguarda tutti gli appassionati che, con tanta amarezza, saranno costretti a vendere o demolire i loro mezzi. Diego, con la voce rotta dall’emozione, non molla: “Terrò ugualmente il mio mezzo, anche a costo di qualche sacrificio, fintanto che mi sarà possibile affrontarne le spese. La passione è tanta e sarebbe un peccato rinunciarvi. Di questi tempi, comunque, non è facile trovarsi all’improvviso con nuove spese rilevanti e la tentazione di rinunciare alla passione può prendere il sopravvento”. Francesco, invece, adotterebbe una soluzione drastica, anche se con molto dispiacere: “Un’auto è stata già smontata pezzo per pezzo ed il telaio demolito. Peccato perché l’avevo acquistata con l’intenzione di restaurarla, invece grazie al nostro lungimirante Governo adesso proverò a vendere i pezzi di ricambio per recuperare le spese di demolizione nonché quelle relative al bollo dell’altra ventennale che comunque non demolirò per questioni affettive”.

Più deluso Shiye per nulla positivo: “Dopo il 20 settembre per quanto speranzoso sia, non cambierà proprio niente. Tutto andrà avanti come sempre, con il popolo che non sarà ascoltato. E comunque non basta una manifestazione per risolvere la questione. Nessuno ha fatto niente: l’ASI non ha proferito parola, così come gli altri club, e a parte qualche gruppo di social network non si è visto altro. Oggi, possedere un’auto o un altro veicolo, in Italia, equivale a una condanna”.