Nell’attesa di capire se la Juventus ha copiato la campagna abbonamenti da quella di una squadra di quarta serie spagnola, il Badajoz, resta il beneficio del dubbio, e il garantismo. Accusare non è nello stile di chi prova ad andare a fondo sulla questione, analizzare può invece essere utile a tirare le somme di quello che è diventata la comunicazione sportiva, nello specifico calcistica, nell’era dei social. Due considerazioni su tutte: in primis i social network hanno abbattuto la distanza tra le grandi squadre e le piccole, tra la metropoli e la provincia, non solo in Italia, esaltando quel “support your local team” che tanto piace ai tifosi (e anche a noi); la seconda considerazione è che a parità di idee brillanti le grandi del Football sono costrette a investire un budget maggiore, che non sempre è sinonimo di successo, ma certamente aiuta.

Il Manchester United, che secondo il portale inglese Teen’s Digest, è la squadra con più fans, con 354 milioni di tifosi in tutto il mondo, ha sempre investito in maniera molto forte sulle campagne di advertising. Bellissima la penultima campagna abbonamenti (quella della stagione 2014/2015), dove il concetto di community, è esaltata dalla presenza di vecchi e nuovi giocatori, ma anche di vecchie e nuove maglie, ma preferiremmo soffermarci sull’idea dell’hangout “Front Row Story” (strumento utilizzato Google Plus) per promuovere la partecipazione attiva dei tifosi di tutto il mondo. L’idea, di qualche anno fa, è l’esempio perfetto di quanto lo United investa sulla nuove piattaforme social, rendendole partecipative. Il video spiega perché:

La differenza tra grandi e piccole squadre è esaltata da alcune campagne, diventando un valore del tifo. Il caso più interessante, che ha fatto scuola per molti creativi, è quello del Levante, squadra della Comunidad Valenciana meno famosa della prima squadra della città, il Valencia FC, che sceglie uno slogan che da solo basta a descrivere quello che provano, ogni domenica, i tifosi di una piccola squadra: “Luchar per demostrarle al mundo lo grande que es ser pequeno“, ovvero: lottare per dimostrare al mondo quanto è grande essere piccoli. Il video, relativo alla stagione 2010 – 2011, utilizzato per promuovere la campagna abbonamenti, è un piccolo capolavoro che vale la pena guardare:

Quando il Bayern Monaco ha deciso di trascorrere il proprio ritiro pre-campionato in Trentino, ha siglato un accordo con il brand legato alla regione italiana. Tale accordo prevedeva anche uno spot, che recita “più vicino di quanto pensi“. Per i tedeschi si tratta di una bella occasione per trascorrere una vacanza in italia e seguire da vicino i propri campioni durante l’estate. Il Trentino, che una volta era una regione anche appannaggio di piccole realtà calcistiche italiane diventa così inaccessibile e dedicata solo a colossi del calcio e del marketing mondiale.

Ma questo non toglie che le differenze si possano abbattere. Come dimostra il caso del Levante piccole e grandi squadre sono più vicine di quanto si pensi. Senza pensare male succede semplicemente che l’agenzia di comunicazione della Juventus, la Indipendent Ideas di Lapo Elkann, sceglie di promuovere la nuova campagna abbonamenti per la stagione 2015/2016 scegliendo una fotografia presa di un sito di immagini, Shutterstock. La stessa foto era stata utlizzata dal Badajoz, già citato team spagnolo, che su Twitter risponde a tono, ma con grandissima ironia, prima dicendo “Che fai Juve, ci copi?”; poi concordando un’amichevole con i vice-campioni d’Europa per chiudere la questione. Ad oggi abbiamo un comunicato stampa della Indipendent Ideas che smentisce il plagio, ma nessuna risposta ufficiale riguardo un’eventuale amichevole che forse sarebbe stato opportuno giocare, se non altro per dimostrare apertura verso un piccolo club che se non è stato più originale è stato più sicuro più veloce della Juventus. Resta il fatto che i campioni d’Italia avrebbero potuto permettersi ben altro budget, per evitare una foto-stock.

In mancanza di quello ci godiamo i selfie dei calciatori di serie B, le campagne social generate da tifosi VIP (in ambito content marketing si chiama Users Content Generation) come quelli del Bologna, l’orgoglio di chi non vince Coppe e non alza trofei ma può sentirsi parte di una community. Il punto chiave è l’orgoglio e sempre l’orgoglio. Quello di Cleveland quando riaccoglie LeBron James, come quello di Frosinone quando parla di “ciociaria”, o quello di Las Palmas che dopo 13 anni ritrova la Liga. O ancora quello di Andria che ritorna in Lega Pro e lancia questo video per dirci che la Fidelis è un #pensierofisso. Un po’ come quello di tutti i tifosi.

#pensierofisso

Posted by Fidelis Andria on Domenica 14 giugno 2015

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