Segretezza e divieto di accesso dei media ad una conferenza di potenti non può che far scattare nella mente di molti la teoria del complotto; cosa fanno alte figure della finanza e dell’economia, delle multinazionali, delle testate giornalistiche più influenti riunite per tre giorni nel silenzio mediatico più totale in un resort di lusso in qualche angolo sperduto del mondo? Per chi ancora non l’avesse capito, si sta parlando della Conferenza Bilderberg o Club Bilderberg (per i più dediti alla teoria del complotto e alla massoneria). La conferenza, nata nel 1954 per volere del banchiere David Rockefeller, da sessantun anni con cadenza annuale invita circa 130 tra i personaggi più influenti del mondo per riunirsi a discutere delle tematiche attuali: elezioni politiche, armi, problematiche economiche e sociali.

La particolarità della situazione, soprattutto nell’era odierna, è che i partecipanti sono invitati ad ascoltare ed intervenire durante i tre giorni di dibattito ma non possono né registrare né trascrivere nulla di quanto accade all’interno della conferenza: non esistono quindi né documenti né testimonianze di quanto accade e viene detto durante questi incontri. E’ importante sottolineare “viene detto” e non “deciso” poiché, da quanto viene affermato sul sito ufficiale della conferenza, si tratta di un meeting che ha come scopo quello di portare le persone più influenti del mondo a riflettere, a ragionare su quanto accade in quel determinato periodo storico ma non a decidere o votare nulla, non essendo il Bilderberg un’assemblea democraticamente eletta. Si tratta infatti di un evento privato ma che certo fa pensare: quanto può divenire influente sugli eventi futuri del mondo una linea di pensiero unanimamente accolta e stabilità dai personaggi più potenti del mondo occidentale?

A portare alla ribalta la conferenza di quest’anno, svoltasi dall’11 al 14 giugno all’Interalpen-Hotel Tyrol a Telfs-Buchen, in Austria, sono stati il giornalista de “La Gabbia” Marco Ferini e alcuni blogger italiani legati al Movimento 5 Stelle. Essi infatti si sono recati nella zona vicina all’hotel ma è stato praticamente impossibile avvicinarsi poiché la zona era completamente blindata dalla polizia austriaca. Giornalisti e cittadini che manifestavano contro la conferenza, definita antidemocratica e mafiosa, sono stati schedati e tenuti a distanza. A destare l’interesse dei giornalisti italiani è stata la presenza alla conferenza Bilderberg di quest’anno di ben cinque italiani di spicco: Franco Bernabè, manager nonché ex Amministratore Delegato di ENI e Telecom, John Elkann, Presidente di Fiat Chrysler Automobiles, la giornalista Lilli Gruber, il senatore a vita nonché Presidente dell’Università Bocconi Mario Monti e Gianfelice Rocca, industriale a capo di Techint Group.

La lista completa dei partecipanti è infatti disponibile sul sito ufficiale della conferenza che spiega anche quali sono stati i temi discussi quest’anno: intelligenza artificiale, cybersecurity, trattati sulle armi chimiche, economia, la strategia europea, globalizzazione, Grecia, Iran, Medio Oriente, NATO, Russia, terrorismo, Gran Bretagna, USA ed elezione degli Stati Uniti. Tematiche certamente importanti, anzi fondamentali, e di pubblico interesse ma anche estremamente delicate. Quanto può essere funzionale o deleterio per le decisioni mondiali che questi personaggi riflettano a fondo e senza pressioni esterne su questi temi? Secondo alcuni, durante i tre giorni del Bilderberg, vengono prese decisioni che andranno a far accadere eventi futuri necessari per i loro interessi economici che all’occhio dell’opinione pubblica dovranno apparire casuali. Sarà vero? Da oltre sessantanni il mondo segue un percorso già scritto dai potenti oppure le persone scelte per questa conferenza possono davvero fare qualcosa di buono per il progresso globale?

[Fonte Cover: www.huffingtonpost.it]