Benedict Cumberbatch non sbaglia un colpo: con questa semplicissima frase si potrebbe riassumere “Doctor Strange”, ultima pellicola dell’universo Marvel che racconta la nascita e l’evoluzione del Mago Supremo dei fumetti. Il film, che rientra nella cosiddetta terza fase dell’MCU, permette così di introdurre un personaggio chiave in attesa del “gran botto finale” rappresentato dai due Avengers: Infinity War, ampliando ulteriormente un già ricchissimo cast.

Accompagnato da non poca diffidenza, Doctor Strange rappresenta nella sua originalità una delle più piacevoli sorprese cinematografiche di questo 2016, collocandosi molto in alto in un’ipotetica classifica dei tanti cinefumetti usciti in questa stagione. Se i dubbi sul riuscire a rendere al meglio le incredibili magie del personaggio sul grande schermo, erano state subito diradate dagli spettacolari trailer in grado di mostrare l’avanzatissima tecnologia dietro gli effetti speciali utilizzati da Scott Derrickson e i suoi, discorso diverso per la trama, in parte modificata rispetto la versione cartacea, e per forza di cose condensata per poter apparire comprensibile all’interno di poco meno di due ore di film. Al solito aspetto difficile da digerire per tanti “fanatici” dei fumetti, ma tutto sommato più che riuscito nel tentare di mostrare la delicata psicologia di un personaggio molto differente dai “colleghi” supereroi già apparsi al cinema.

115 minuti che appassionano, tengono legati alla poltrona e che meritano di essere visti in 3D (cosa che resta rara nonostante la sempre maggiore offerta), che riescono a far interessare al personaggio e che preludono all’interessantissima interazione che avrà presto nelle altre pellicole Marvel. “Doctor Strange” è un film piacevole, che riesce a coniugare spettacolarità e ironia, azione e dialoghi ben riusciti, che nella sua presunta semplicità riesce a non deludere. Poco importa se forse non sono state espresse al massimo le potenzialità enormi del Mago (ma per questo ci sarà tempo in futuro con una seconda pellicola della saga), o se per forza di cose col passare del tempo ogni cinefumetto sembra avere punti in comune con i precedenti, in qualunque caso la sensazione fuori dal cinema è quella di aver finalmente trovato un degno rivale per il bellissimo “Guardiani della Galassia” di James Gunn del 2014.

E non è un caso se a mettere la propria firma su questo film sia stato proprio il buon Cumberbatch, a sdoganare una volta di più, se mai ce ne fosse stato il bisogno, l’alone di dubbio e superficialità che accompagna questo genere di film, in grado negli ultimi anni di riunire il gota degli attori hollywoodiani, uscendo dall’ingombrante etichetta di film “poco impegnati”.

Credits Foto: Scena tratta da “Doctor Strange” di Scott Derrickson, fotografia pellicola di Ben Davis.