Un’emozione intensa. Queste le parole che hanno accolto Dolcenera a Catania lo scorso 29 settembre per la seconda tappa siciliana del Tour di ‘Le stelle non tremano’ negli store italiani.
Top5 nella classifica FIMI degli album più venduti, Top3 su iTunes e più volte in vetta alle classifiche per i primi tre singoli – Niente al mondo, Accendi lo spirito e Fantastica – estratti dall’album che ha segnato l’evoluzione in chiave dance della cantautrice, Dolcenera ha ipnotizzato i fan siciliani accorsi alla Feltrinelli di Catania improvvisando una performance live al piano. Brividi e applausi per un unplugged di Niente al mondo. “In assoluto da tredici anni a questa parte il brano che appena metto le mani sul pianoforte mi fa volare. C’è il gospel, il soul. E’ evocativa e appena mi metto al piano, volo“, ha dichiarato Dolcenera conclusa l’esibizione.

Scivola sulla pelle, scivola se ne va‘, canta Emanuela – vero nome dell’artista – come la poesia dei suoi testi musicati con una maturità che potrebbe riportarla presto alle origini, come lei stessa ha dichiarato nell’intervista esclusiva a Il Giornale Digitale. Una carica adrenalinica per chi l’ascolta, energia per lo spirito. Non solo grinta in Dolcenera, che ci tiene a precisare “non sono una bella statuina” e aggiunge “La grinta è per tutti. Come avere in mano un libro senza le parole, citando un verso dell’ultimo pezzo dell’album. Da sola non basta. Ed io ci metto dell’altro“.

Undici fatiche per un progetto musicale che ha impegnato la cantante salentina come compositrice e interprete. Un lavoro certosino, ‘maniacale’ come da lei stessa definito, che l’ha assorbita per tre anni, fotografando la realtà della società in cui viviamo e provando a sfidare con le parole le incertezze del futuro da cui lei stessa era intimorita. Un affronto alla paura grazie a poesia e arte, quella che Dolcenera ha nelle vene.

Partiamo dalla fine. ‘Un peccato’, ultimo videoclip per un singolo che mixa heavy metal e sonorità orientali. Tu sexy, ribelle, romanticamente felina. Hai pubblicato un video del backstage. Un aneddoto che le riprese non mostrano?

Il video è stato girato con la volontà di rappresentare un ricordo, un peccato. Le riprese sono state fatte sulla collina sopra casa mia dal mio fidanzato. Fatto in casa, insomma. Lo abbiamo girato io e lui in un pomeriggio. Il finale siamo io e il mio fidanzato che cadiamo rovinosamente in un dirupo. Se tu guardi il video Lyrics, fatto tutto con quel videolino lì, si vede nella parte finale la telecamera che inquadra il terreno, ed è buffo (ride, ndr).

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=hc_KDHJGLZg[/youtube]

Ti ho definito ‘romanticamente felina’. Ti riconosci in questa definizione?

Mi definirei anche un po’ orientale, dal trucco all’abito nel video lo sono. Il pezzo d’altronde ha una sonorità un po’ orientale. Felina? Mia zia da bambina mi chiamava ‘Tigre’. Diceva che avevo gli occhi felini. Quindi, sì.

Torniamo a ‘Le stelle non tremano’, un album molto diverso dalle sonorità del tuo background. Quale percorso stai seguendo musicalmente e artisticamente?

C’erano dei semi. Anche il titolo era un grosso seme. Ho sempre pensato che ognuno di noi debba fare un percorso nella vita provando sempre a sorprendersi. Sono cambiata, mi sto evolvendo, provo ad evolvere il suono e non commettere gli errori di prima. Sono una cantautrice, ma diversa dal concetto di cantautore così come lo intendiamo in Italia. Non metto il testo davanti alla musica. Posso mettere un testo complesso su un suono che ti faccia ballare. Andando dietro le righe della canzone, poi, si tocca il significato più intenso.

Moderna nelle sonorità, retrò con la scelta di un ritorno al vinile. Come mai?

Ho incontrato un personaggio fuori di cervello che me l’ha fatto fare (ride, ndr).

Dobbiamo attenderci una tua ulteriore evoluzione nell’immediato futuro o la tua identità musicale è ormai definita?

Eh, magari faccio un passaggio totalmente all’indietro. Sono andata talmente oltre con le sonorità di quest’album, mettendo insieme sonorità elettroniche, dance, con dei testi corposi. Adesso vediamo. Non pongo limiti. Sono cangiante. Ho voglia di sorprendermi. Vedremo cosa succederà.

Credits: Paolo Cecchin - Booklet Le stelle non tremano
Credits: Paolo Cecchin – Booklet Le stelle non tremano

Pensando ad un tuo prossimo album, quale potrebbe essere il fil rouge? Quale tema vorresti affrontare, magari anche osando un po’?

Io devo vivere per sapere. Ci sono voluti tre anni per quest’album. Ho bisogno di vivere, sentire e provare prima di realizzare dentro di me quali sono i sentimenti a cui do più importanza e cosa sto provando. In questo caso è stato sconfiggere la paura del futuro. Dalla rabbia di Ci vediamo a casa, che non dava speranze, i falsi eroi, il malaffare, ecc, siamo passati in quest’album alla voglia di fare, avere un progetto, agire per contrastare quest’ansia nell’incertezza del futuro.
Devo vivere per i prossimi tre anni prima di sapere. Ho detto tre anni? (ride, ndr.)

Hai mai pensato a una svolta in lingua inglese?

Mio fratello mi dice sempre ‘Vai via dall’Italia. Vai all’estero dove saresti più apprezzata’. Ma no. Avrei difficoltà a trasporre in inglese la poesia dei miei testi. Quando dico: ‘Chi sogna non ha regole non si arrende mai. La vita che si immagina diventerà realtà. Chi ama non sa vivere ed io non imparo mai’, beh, è una forma di poesia.

Sanremo, ti rivedremo all’Ariston o per adesso basta così?

Incontrai tre anni fa il Mago Otelma che mi disse ‘Non vedo il palco dell’Ariston per il tuo futuro.‘ Ero a Radio 2 e lui in collegamento telefonico. Non ho ben capito. Forse mi ha detto che per i prossimi 5 anni non sarei risalita su quel palco. Quattro anni sono passati. Chissà. Ci sono tante forze in gioco. Ma ci sono vari tipi di successo oltre Sanremo.

Dal backstage del video 'Un Peccato' - Credits: Universal Music
Dal backstage del video ‘Un Peccato’ – Credits: Universal Music

Quanto sei lontana dai tempi di Music Farm?

Dal punto di vista musicale parecchio. Anche se dentro Music Farm ho scoperto le mie doti di arrangiatrice. Lì per la prima volta ho arrangiato. Ho capito cosa volesse dire reinterpretare una canzone, che non sta solo nel mettere la propria capacità vocale, ma riarrangiare il pezzo. Lì ho sviluppato un’altra parte dell’essere musicista.

La tua immagine è sempre in evoluzione. Ma c’è qualcuno a cui ti ispiri?

A nessuno. Cambio sempre look, ma resta la costante del nero. L’ho scelto solo perché mi piace e penso mi stia bene. Ci sono stati dei momenti in cui ho cercato di abolirlo ma non mi sentivo più me.

Parlando ad Emanuela e non a Dolcenera, appari molto sicura di te ma c’è qualcosa che ti spiazza?

La falsità, quella ancora mi spiazza.

A Palermo hai dichiarato ai fan che hai difficoltà a convincere il tuo fidanzato al grande passo. Una canzone che potrebbe scioglierlo qual è? La tua canzone, qual è?

Non ce n’è una che lego a un ‘Sì’. Ma se devo scegliere, allora è ‘Heroes’.

Grazie a Dolcenera da Il Giornale Digitale.

Cover Credits: Universal Music