Sono trascorsi circa due mesi da quando l’ex Ministro degli Esteri, Emma Bonino, ha annunciato di avere un tumore. A prescindere dalla fazione politica, bisogna ammettere che sia stato un duro colpo per tutti o almeno lo è per chi sa cosa significa vivere un cancro, uno di quei mali incurabili, ora un po’ di meno, direttamente o indirettamente. Lo è soprattutto perché questo infido male trasforma le persone, le rende irriconoscibile. Fa più effetto quando colpisce delle personalità forti come la stessa Emma Bonino. Come lei, migliaia di casi in Italia stanno vivendo la stessa situazione.

Cancro ai polmoni, la diagnosi con cui la Bonino sta facendo i conti dal 12 gennaio, alla luce di tutti, quasi a voler dimostrare di non aver paura di “lui”. Ma per quanto se ne dica la paura è inevitabile e forse non è neanche così negativa, perché ti permette di ritrovare una forza di cui non eri a conoscenza. Sono le situazioni come queste, quelle che ti portano al limite, che ti terrorizzano a farti diventare una guerriera. Anche il suo oncologo, Enrico Cortesi, ha speso belle parole per l’ex Ministro: “La forza e le parole di Emma Bonino sono un esempio per gli altri pazienti che si trovano nelle sue stesse condizioni. Per il coraggio e la determinazione con cui lotta contro la sua malattia è una importante testimonial per la battaglia contro il cancro.”
Paradossale come, a volte, il destino si prenda gioco di noi. Una vita destinata a lottare per le terapie contro il dolore, tra le altre cose. Adesso è lei che si ritrova a combattere contro quel dolore che non aveva una forma o un nome quando si parlava in terza persona. “La sua continua attenzione verso temi come il fine vita, le terapie del dolore, oltre alla sua determinazione” nel seguire “le cureaggiunge Cortesisono uno stimolo alla riflessione per tutti: operatori sanitari, pazienti e legislatori. Il suo appello per le terapie contro il dolore – prosegue – e per un maggiore impegno della politica e delle istituzioni per la diffusione delle cure palliative negli ospedali italiani è parte di una battaglia che i pazienti vivono ogni giorno. Sono le stesse cose che molti familiari richiedono al mondo della sanità”

Fonte photo www.mitindo.it - Emma Bonino
Fonte photo www.mitindo.it – Emma Bonino

Fare i conti con una realtà beffarda, che si prende gioco di tutti è dura e lo si capisce solo quando ci colpisce in prima persona. I processi sono lunghi e difficili, ma soprattutto sono dolorosi. Come affermato dalla stessa Bonino, non è – tanto – la morte che fa paura, quanto il dolore. Non si sa mai quanto può essere forte. Che sia fisico o psicologico. “Il momento peggiore è sentirsi debole, sentire che il corpo non ti risponde più, tu gli dici “alzati, vai a comprare il giornale” e lui non si alza, beh questo è davvero incredibile” ha dichiarato l’ex Ministro.

Non avere più il controllo su se stessi, quando si è abituati ad essere padroni della propria vita è una delle conseguenze peggiori di questo male. Ti toglie tutto, anche la forza di vivere. Allora si è costretti a ricercarla altrove, nella famiglia, nei figli, negli affetti in generale.
Come Emma Bonino, in Italia, nel 2014 sono stati diagnosticati circa 366.000 nuovi casi di tumore maligno (approssimativamente 1000 al giorno), di cui circa 196.000 (54%) negli uomini e circa 169.000 (46%) nelle donne. Dati agghiaccianti, che ci portano a mettere in discussione tutta la nostra esistenza. Ma soprattutto ci portano ad interrogarci sulle cause che alimentano questo male. La prevenzione è fondamentale nella diagnosi precoce del cancro, ma anche le buone abitudini, una corretta alimentazione, priva di grassi e proteine animali e tanta attività fisica. Gli uomini e le donne che lottano ogni giorno questa battaglia estenuante contro il mostro lo fanno coraggiosamente, ma con tanta paura di perdere. Non è una gara qualsiasi, è una partita per la vita. Le terapie sono faticose e spietate. E per affrontarle c’è bisogno di una grande forza d’animo. I capelli si perdono sin da subito, dopo la prima o la seconda seduta di chemio. Guardarsi allo specchio diventa sempre più doloroso, perché fingere lì, davanti a se stessi, non è possibile. Ma è una fase transitoria ed è questa convinzione che ci permettere di andare avanti, di non arrenderci. La speranza di vincere, di sconfiggere il mostro invadente e riprendersi in mano la propria vita, la propria persona e poter dire: “ce l’ho fatta. Ho vinto io” diventa l’unico obiettivo da raggiungere. Con la sua forza, quella che l’ha sempre contraddistinta nella sua carriera politica, Emma Bonino è testimonial della lotta contro il cancro.

Che nessuno si arrenda, mai.

[Fonte Cover: www.eutanasialegale.it]