La notizia è di quelle davvero forti. La crisi medio orientale, con i bombardamenti israeliani ed americani nei confronti dell’Iran e la risposta di quest’ultima nazione con attacchi di droni su Dubai (e non solo), potrebbe segnare una svolta nel calendario 2026 della Formula 1. Per ora non vi è nulla di concreto, ma la situazione internazionale “piuttosto movimentata” ha già dato i propri effetti.
I test che dovevano svolgersi in Bahrein in questi giorni, per provare le gomme Intermedie e Full Wet da parte di Mercedes e McLaren sono saltati per ragioni di sicurezza.
Il mondiale 2026 del campionato di Formula 1 partirà regolarmente il prossimo week end con la gara inaugurale in Australia, l’8 marzo. Ricordiamo che, nel mese successivo e più precisamente nei fine settimana del 12 e 19 aprile, sono in programma gli appuntamenti numero 4 e 5 della stagione. Questi sono ad oggi fissati sui circuiti di Sakhir (Bahrein) e sulla pista di Jeddah in Arabia Saudita.
Se la contingenza internazionale non dovesse prendere una via più pacifica nel giro di tempi molto stretti, due paesi si sono già fatti avanti per poter rimpiazzare le due gare di Formula 1 in programma in Medio Oriente.
Si potrebbe correre prima in Turchia sul circuito di Istanbul e poi, con una trasferta breve e quindi ragionevole da affrontare per il Circus, sulla pista italiana di Imola.
Proprio Imola, rimasta a calendario per alcuni anni dopo il rientro nell’annata del Covid-19, si sarebbe già data disponibile ad ospitare un Gran Premio anche nel 2026.
Per ora l’unica cosa certa è che ci sono dei contatti aperti tra la Formula 1, tra il CEO Stefano Domenicali e le due piste. Vedremo nel corso dei prossimi giorni o al massimo delle prossime due settimane se vi saranno sviluppi a riguardo. Un secondo Gran Premio di Formula 1 in Italia anche nel 2026 sarebbe sicuramente motivo di vanto per il Belpaese.