Gael García Bernal è l’esempio lampante di uno di quegli attori che spesso passa un po’ in sordina, ma che di fatto non sbaglia mai un colpo e riesce a collezionare un successo di critica dopo l’altro e a cucirsi addosso personaggi perfetti e una carriera brillante.

L’interprete messicano, ha esordito giovanissimo in una pellicola poco conosciuta di Antonio Urrutia, per poi diventare uno degli attori preferiti di due grandi registi suoi connazionali; prima è il due volte premio Oscar Inarritu a chiamarlo per lo struggente “Amores Perros” e per il bel “Babel”, poi è Alfonso Cuaron a instaurare un rapporto professionale fortissimo con lui.

Attore amato dal genio Almodovar, Bernal è l’interprete raffinato perfetto per pellicole introspettive e mai banali; come “I diari della bicicletta” di Salles, dove interpreta un giovane Ernesto “Che” Guevara raccontando il percorso introspettivo che il rivoluzionario ha compiuto al fianco dell’amico Granado.

Ma Bernal, invece di “accontentarsi” e andare sul sicuro in ruoli drammatici di qualità, continua a reinventarsi e a dimostrare uno straordinario eclettismo. Protagonista con l’istrionico direttore d’orchestra Rodrigo Souza, della serie tv-gioiello “Mozarth in The Jungle”, mostra, se ce ne fosse ancora bisogno, quanto il suo talento sia una perla rara a Hollywood.

Ed è per questo che prima o poi c’è da scommettere che Bernal, presto nelle sale col suo “Neruda”, possa presto compiere l’ultimo grande passo, quello verso l’Oscar.

Credits Foto: Scena tratta da “Mozart in the jungle” di prodotta da Picrow per Amazon Studios.