Se dovessimo trovare un aggettivo il più possibile sintetico e oggettivo per definire la sesta stagione di Game of Thrones, il cui gran finale è andato in onda la scorsa notte su Sky Atlantic, quell’aggettivo sarebbe costante. Impressionante infatti la capacità di tale stagione di mantenere un ritmo più che sostenuto, coadiuvato da sviluppi di sceneggiatura – al solito firmata D.B. Weiss, David Benioff e George R.R. Martin – coerenti e in certi casi sconvolgenti. Proprio il ritmo era stato parzialmente il punto debole di alcune season precedenti (specie per la terza e la quinta) che comunque erano riuscite a salvarsi in corner grazie a colpi di scena da antologia.
Che con Game of Thrones 6 il livello complessivo si sia alzato lo si intuiva già dai primi due episodi: la conferma di trovarsi dinnanzi a una stagione che rasenta la perfezione tuttavia si è avuta avvicinandosi man mano a un finale semplicemente da brividi, che non solo offre ai seguaci di GoT una rivelazione (le origini di Jon Snow) ormai più attesa che inaspettata, ma suggerisce una sfilza di interessanti sviluppi per il prosieguo.

I primi quindici minuti del season finale, I venti dell’inverno, costituiscono pura goduria non soltanto per gli appassionati di Game of Thrones, ma in generale per chi apprezza la commistione – sempre più frequente – tra grande e piccolo schermo. Lo spettatore, accompagnato dalla magnifica colonna sonora firmata dal compositore tedesco di origine iraniana Ramin Djawadi, si ritrova sostanzialmente catapultato in un vero e proprio film dell’orrore, sovrastato da un implacabile climax che conduce al compimento del folle piano di Cersei Lannister e alla tragica scelta del giovanissimo sovrano Tommen Baratheon. Due momenti già entrati di diritto nella hall of fame della serie, insieme ad altre perle – di regia e sceneggiatura – offerte nel corso della stagione, dallo shock per la rivelazione del segreto di Hodor all’epicità della battaglia dei bastardi.

Nemmeno il tempo di riprendersi dagli ultimi fuochi di una stagione esaltante che già si inizia coi rumors riguardanti Game of Thrones 7: il nuovo capitolo della serie, stando a voci di corridoio, dovrebbe essere portato a compimento per l’estate 2017, anziché, come ci si attendeva, per la prossima primavera. Questo a causa dell’arrivo a Westeros del temutissimo Inverno: la necessità di girare la settima stagione in ambienti ghiacciati e innevati rende dunque difficile la messa in onda di GoT 7 – a causa soprattutto della post-produzione – tra aprile e maggio dell’anno venturo.

In ogni caso, visto ciò che la sesta stagione è stata in grado di offrirci, non resta che aspettare fiduciosi: da noi è già piena estate, ma qui non si vede l’ora di essere travolti nuovamente dai venti dell’inverno.

[Photo Credits: HBO]