Era il 2 luglio del 1974 quando l’avvistamento e lo schianto di un oggetto volante non identificato destarono scalpore in una cittadina di poco più di trentamila abitanti nel Nuovo Messico, Roswell. Pochi giorni dopo, il giornale locale Roswell Daily Record informa i cittadini riportando il comunicato della Roswell Army Air Field (RAAF), base aerea dell’Aeronautica militare statunitense a più o meno cinque chilometri di distanza dalla città, che spiegava che i militari coinvolti avevano recuperato da un ranch vicino a Roswell diversi rottami apparentemente appartenenti a un “disco volante”. La prima dichiarazione ufficiale delle autorità statunitensi, tuttavia, fu che si trattava di un semplice pallone sonda. A seguito di quel crash, numerose furono le segnalazioni, così come le bufale, offerte a ricercatori e appassionati di ufologia di tutto il mondo. Non siamo soli, c’è qualcuno che ci osserva e che è riuscito a giungere fin qui: questa era l’idea che si nascondeva dietro gli studi e le ricerche di forme di vita aliena. La popolazione aveva bisogno di risposte circa i misteriosi avvenimenti che stavano preoccupando il Nuovo Messico, così il General Accounting Office statunitense, impose all’Ufficio del Segretario dell’Air Force, di condurre un’indagine approfondita. Il risultato è stato sintetizzato in due relazioni: nella prima del 1995, “The Roswell Report: Fact versus Fiction in the New Mexico Desert“, si è giunti alla conclusione che i materiali recuperati nel 1947 erano detriti di un programma segreto del governo chiamato Progetto Mogul, volto a rivelare frequenze sonore di missili balistici o a simulare esplosioni nucleari. Nel secondo rapporto, “The Roswell Report: Case Closed“, del 1997, si è invece concluso che i presunti corpi alieni recuperati fossero manichini antropomorfi usati nei programmi militari.

[Photo Credits: Bernard A. Ray]
[Photo Credits: Bernard A. Ray]

Dunque, una serie copiosa di incoerenze, nelle domande e nelle risposte, nei fatti e nelle conclusioni. Incoerenze che conducono oggi al desiderio di sensibilizzazione dei cittadini e dei governi, circa una possibilità che pare astratta e fantascientifica, ma che ha avuto numerosi riscontri nella realtà. Per questo motivo oggi si celebra la Giornata Mondiale degli UFO, in memoria dell’incidente di Roswell, da cui sono sfociati interessi, storie e prove, preziosissimi per gli studiosi della materia. Perché si sa, tanti occhi vedono meglio cosa accade nel nostro cielo. Ed è ovvio che non occorre aggiungere quanto gli avvistamenti dei cosiddetti “dischi volanti”, siano il miglior modo per festeggiare questa ricorrenza. Come? Il Centro Ufologico Nazionale (CUN) spiega dettagliatamente come procedere, in base alla Classificazione Hynek, dovuta proprio all’astrofisico Hynek, la prima classificazione scientifica dei fenomeni UFO divisi in: luci notturne, dunque UFO visti di notte a grande distanza; dischi diurni, ossia UFO visti di giorno a grande distanza; casi radar-visuali, ossia segnalazioni di UFO confermate strumentalmente; incontri ravvicinati del primo tipo, ossia UFO visti a distanza ravvicinata senza altri effetti; incontri ravvicinati del secondo tipo, ossia UFO visti a distanza ravvicinata con effetti fisici (termici, meccanico-dinamici, elettro-magnetici, chimici); incontri ravvicinati del terzo tipo, quindi UFO visti a distanza ravvicinata al suolo con presenza di “entità animate ” umanoidi. Sotto il nome di “incontri del quarto tipo“, andranno catalogati i casi di rapimento e di contatto fisico. Basterà dunque contattare il CUN attraverso i numerosi servizi che offre.

[Photo Credits: blog.informaticalab.com]
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E quali gli altri modi per festeggiare? Secondo il World UFO Day, sito web interamente dedicato alla giornata, l’ideale sarebbe guardare film, documentari e leggere articoli, per poi creare dibattiti e confronti costruttivi in rete. Dibattiti che trovano il muro di programmi governativi occultati, attorno ai quali sono state ricamate storie di telefilm, libri e canzoni. Pare dunque che oltre all’alone di mistero che già circonda i fatti, ci sia l’uomo ad occultare all’uomo scoperte, consapevolezze o ipotesi. L’informazione, seppur distorta, ci aiuta tuttavia a sviluppare ideologie e correnti di pensiero a riguardo.

[Cover Credits: nationalgeographic.it]