C’è chi non la comprende, chi ne fa, ma di cattivo gusto, chi se ne serve per difendersi, chi è consapevole del fatto che sia uno strumento potentissimo. Di cosa parliamo? Di quello che si è rivelato il fattore X in numerosi ambiti, da quello delle relazioni interpersonali, a quello dei social fino a diventare una vera e propria competenza in quello lavorativo: l’ironia. Quella che diverte e non insulta. Quella che racconta la realtà al contrario. Quella che accompagniamo con simpatiche espressioni. Perché sì, la capacità ironica andrebbe inserita in tutti i curricula vitae, e non solo. Secondo la neurofisiologa dell’Università della California, Katherine Rankin, gli esseri umani dotati di ironia e sarcasmo hanno maggiore capacità di sopravvivenza in quanto in grado di formare relazioni e rafforzare i legami. La dottoressa Rankin, insieme ad altri biologi evoluzionisti, ritiene infatti che l’ironia è creata e interpretata nell’area paraippocampale del cervello, ed essere in grado di sfruttare quella regione cerebrale può ritenersi un forte segnale di intelligenza sociale. Quella stessa intelligenza che ha consentito l’evoluzione della specie attraverso coesioni personali e, macroscopicamente, sociali. Quella stessa intelligenza che oggi consente di avere una marcia in più in ambito aziendale, come dimostra la creazione di corsi di “comic action” organizzati in Italia (l’iniziativa non ha simili all’estero) dall’Accademia del comico di Torino. “La comicità – dichiara Rino Cerritelli, fondatore dell’Accademia, a La Repubblica – è un modo di interpretare la vita, e può essere usata anche per trovare soluzioni ai conflitti che nascono sul luogo di lavoro”. Quanto è più facile lavorare in un ambiente sereno? Quanto si è più motivati nel produrre in assenza di tensioni? La risata ha un potere assolutamente inestimabile: è analgesica, è rilassante, è benefica per il corpo e per la mente.

[Fonte: mitindo.it]
[Fonte: mitindo.it]

E sarà per questo che le persone ironiche sono ritenute anche le più sensuali? Probabilmente sì. Uno studio condotto dal ricercatore francese Nicolas Guéguen ha infatti studiato i vantaggi di possedere senso dell’umorismo, quando si tratta di flirtare con le donne. 60 sono state le donne selezionate a campione in un bar, dell’età di 20-26 anni, inizialmente ignare dello studio. Secondo al teoria di Guéguen, la giusta ironia può aiutare ogni ragazzo a conquistare la persona che ha nel cuore. Il risultato? Beh, sappiamo tutte che può avere pettorali scolpiti, ma se non ci fa ridere non ci avrà mai. Perché a noi donne piace ridere, almeno quanto agli uomini piace farci ridere. Almeno quanto agli uomini piace una donna intelligente abbastanza da sfoderare questa affilatissima spada, quando meno ce lo si aspetta. Perché l’ironia è questo: la decantazione dell’intelletto. Quella perfetta, quella che non si rivolge solo agli altri, ma anche a se stessi. È facile parlare di senso dell’umorismo se non si è disposti a mettersi in gioco. L’apice dell’intelligenza, della consapevolezza di sé, della maturità e della critica sana si raggiunge proprio con questo mezzo: l’autoironia.

Affrontare la vita con il sorriso, trovare l’aspetto comico in ogni situazione, come se nulla possa essere più importante della vita in sé, risolvere situazioni infelici con questa “leggerezza”, beh, ci renderebbe persone assolutamente migliori. Persone con il sesto senso, quello dell’umorismo. Persone convinte che sarà proprio l’ironia a salvare il mondo.