Prima e doverosa considerazione su Jennifer Lawrence: non è un’attrice come le altre e per questo ogni considerazione che la riguarda dovrebbe tenere conto di parametri (cinematografici e non ) differenti da quelli che normalmente si utilizzano per le altre dive di Hollywood. Jennifer è diversa perché più o meno consapevolmente ha modificato la storia del cinema femminile diventando di fatto l’attrice più pagata e più di successo della sua epoca a soli 25 anni, saltando quella famosa gavetta che sembrava imprescindibile nello star system, e ponendosi come punto di riferimento per tante giovani coetanee che rappresentano la nuova e rampante generazione di attrici emergenti. Non è come le altre Jennifer, intanto perché per lei parlano i numeri: nessun’altra attrice aveva vinto tanto alla sua età, nessun’altra era riuscita a ritagliarsi uno spazio tanto grande da oscurare quello dei co-protogonisti maschili nelle sue pellicole. E al suo fianco nei film la Lawrence ha avuto spesso e volentieri grandissimi attori.

Credits: Mark Davis/WireImage)
Credits: Mark Davis/WireImage)

Il sodalizio fortunato con David O. Russell è una di quelle chiavi di svolta che lei di sicuro ha avuto la fortuna di meritarsi già da giovanissima; ma d’altronde se uno dei registi più acclamati dell’ultimo decennio continua ad affidarle ruoli da protagonista in ogni sua pellicola, i benefici sono quantomeno reciproci. Che Jennifer fosse una predestinata lo si era già visto quando Guillermo Arriaga (spalla destra di Inarritu in moltissime pellicole), la volle quasi sconosciuta per recitare nel suo esordio da regista. A Venezia fu subito amore a prima vista verso la bionda del Kentucky, l’anno dopo arrivò lo splendido Un gelido inverno, la prima candidatura dell’Academy solo una pura conseguenza. La Lawrence ha avuto le giuste intuizioni proprio in questa delicata fase della carriera. Laddove molte sue coetanee possono vivere i primi grandi successi come un exploit difficile da ripetere, e possono restare schiacciate da un peso, quello della fama e delle aspettative ad essa legate, spesso difficile da raccogliere, lei invece ha avuto l’estrema lucidità di guardarsi intorno e capire che non bastava essere la baby prodigio dei film amati dalla critica: per fare il salto definitivo verso l’Olimpo hollywoodiano serviva il riconoscimento del grande pubblico. E non disdegna di vestire i panni di Mystica nella saga di X-Men, né tantomeno di diventare l’eroina Katniss in Hunger Games. Se a poco più di 20 anni sei la pupilla dei critici cinematografici più severi e l’idolo di folle di ragazzini il gioco è fatto, non puoi che esserti ritagliata un posto nella storia del cinema ancora prima di quanto fosse possibile immaginarlo.

Credits: Hunger Games/ Warner Bros
Credits: Hunger Games/ Warner Bros

E allora arrivano le critiche, talvolta feroci di una parte dei colleghi e della stampa, quella che non capisce perché anche per un ruolo che non ha entusiasmato come quello della protagonista di Joy sia arrivata la quarta candidatura agli Oscar. Il film è simpatico, ma “niente di eccezionale“, dice la critica, lei brava ma non più di quanto lo siano state tante altre attrici restate fuori dalle nomination. Ma lei è Jennifer Lawrence, l’alone da “raccomandata” la perseguita, l’immagine di una che potrebbe anche solo bisbigliare una frase per conquistare premi cinematografici ad altre colleghe preclusi. E arrivano le invidie, tante, di chi magari la grande e lunga gavetta l’ha fatta davvero, di chi non riesce a capire perché lei sia riuscita a farcela. Ogni frase di Jennifer diventa pretesto per polemiche, anche una battuta ad un giornalista durante una conferenza stampa è presa come un eccesso di divismo da parte di un’attrice che non sa più stare con i piedi per terra. Hollywood la odia e la ama, lei lo sa e ci scherza sù.

Credits: Kevin Winter
Credits: Kevin Winter

D’altronde diventa davvero importante stabilire se la quarta candidatura di Jennifer Lawrence sia meritata o meno? Non ha vinto e per molti non vincerà anche stavolta; sarebbe la terza volta che torna a casa a mani vuote. E il problema dov’è allora? Fondamentalmente le polemiche sono create ad arte col solo scopo di destabilizzare e mettere in dubbio una figura che sembra fin troppo solida e forte per la sua giovane età. Jennifer ha cambiato lo star-system hollywoodiano molto più di quanto questo abbia cambiato il suo carattere e le sue abitudini. Talvolta le eccessive scenate che fa nei talk, nelle interviste, fanno parte di un piano studiato a tavolino, ma sono anche frutto del suo istrionismo e della freschezza dei suoi 25 anni. Probabilmente nel prossimo decennio sarà seduta tantissime altre volte su quella poltrona ad attendere il responso della “busta”, ma se l’è meritato perché l’ha voluto dal primo momento in cui ha capito che le cose per lei stavano girando dal verso esatto.