C’è stato un periodo storico, individuabile, intorno alla metà degli anni ’90, in cui il bambino medio occidentale ha creduto all’attuale esistenza dei dinosauri. Non poteva essere altrimenti, d’altronde, trovandosi di fronte agli effetti speciali più sorprendenti mai visti sino ad allora: sino a quando, nell’anno di grazia 1993, lo zio Steven Spielberg ipnotizzò il mondo intero portando sullo schermo un romanzo scritto tre anni prima dal maestro dello sci-fi Michael Crichton.

Al netto di qualche critica su alcune incongruenze scientifiche, quel film, con protagonisti i volti iconici di Sam Neill, Laura Dern e Jeff Goldblum ridefinì i canoni del genere fantascientifico e divenne un fenomeno mondiale, sfiorando il miliardo di dollari di incasso (raggiunto poi anni dopo grazie all’home-video) e dando il via alla produzione di un’immensa gamma di gadget a tema. A distanza di 22 anni, con l’uscita imminente del revival, Jurassic World, la mente non può che tornare a quel memorabile arrivo a Isla Nubar, alle magiche note di John Williams e alla lapidaria battuta del compianto Richard Attenborough – “Benvenuti al Jurassic Park” – in una delle sequenze maggiormente in grado di restituire la magia del cinema.

Da maestro qual è, Spielberg riesce a rendere sul grande schermo l’opera di Crichton proponendo un prodotto diviso esattamente a metà, con la prima parte a costituire un concentrato di meraviglia, che nella seconda poi diviene puro orrore, nel più classico dei racconti in cui l’Uomo, avido di denaro e conoscenza, duella con l’incontenibile Natura. Che è poi il leitmotiv anche dei due due capitoli successivi e lo sarà del revival in arrivo.

Jurassic Park (1993)
Jurassic Park (1993)

Il franchise prosegue, tra grandi richieste e qualche naso storto, quattro anni dopo, nel ’97, con The Lost World (Il mondo perduto), secondo capitolo della serie senza Sam Neill, con Goldblum promosso protagonista e al suo fianco Julianne Moore. Il mondo perduto – sempre firmato da Spielberg – guadagna oltre 600 milioni di dollari e conserva per quasi cinque anni il record per gli introiti durante il primo week-end di programmazione. Il titolo del secondo Jurassic Park è un omaggio a Il mondo perduto, romanzo del 1912 di Arthur Conan Doyle.

C’è il tempo anche per un terzo capitolo, girato nel 2001 da Joe Johnston e col ritorno del Professor Grant (Sam Neill) e della Professoressa Sattler (Laura Dern), ma in termini di incassi (di poco sopra i costo di produzione) e critica, è meglio non ricordarsi eccessivamente di quel terzo atto, debole e poco coerente con il resto della saga.

Jurassic World dovrà insomma discostarsi il più possibile dall’approccio di Jurassic Park III se vorrà evitare a (noi) milioni di appassionati della serie un’altra delusione a 14 anni di distanza. L’epico tema di John Williams, che introduce il trailer, è già sufficiente a farci sognare e tornare a Isla Nubar: vedremo se le aspettative verranno confermate dai fatti.

Jurassic World (2015)
Jurassic World (2015)

Qualche garanzia c’è: a cominciare dal protagonista Chris Pratt, sicurezza dell’action e del fantasy. Pratt, nel ruolo di Owen Grady – ex miliitare membro dello staff del parco – sarà affiancato da Bryce Dallas Howard (la figlia di Ron), dalla vecchia gloria Vincent D’Onofrio, da Omar Sy e da Irrfan Khan, simbolo del connubio India-Hollywood (The Millionaire, Vita di Pi, Il treno per Darjeeling). Il regista del quarto capitolo, il 39enne Colin Trevorrow, ci racconta che all’interno del nuovo parco a tema sarà presente una statua del promotore del Jurassic Park, John Hammond, come esplicito omaggio inoltre ad Attenborough.

E lo zio Steven? Tranquilli, Spielby ha collaborato come produttore esecutivo. Lo fece anche per Jurassic Park III ma a questo meglio non pensarci.

[Ph. Credits: Dean Cundey]