Tra padiglioni, feste private in saloni illuminati a giorno e barche di lusso che penetrano in una Venezia calda e accogliente, l’arte fa da padrona, tingendosi delle sfumature di una tendenza cool, che oggi va di moda più di qualsiasi altra espressione di creatività, richiamando la gente che conta. Qui il labile confine tra arte e moda, tra rassegna e sfilata non esiste più, poiché La Biennale di Venezia è un’ulteriore occasione per mettere su una vera e propria fashion week, con tanto di stilisti, patron di grandi case di moda e artisti da far sedere in prima fila, da invitare a eventi esclusivi, cocktail e preview super blindate. Così le strade pittoresche della laguna si trasformano in un vero e proprio catwalk in cui lo streetstyle è il protagonista d’eccezione e i padiglioni dell’evento sono spesso sponsorizzati da grandi fashion brand. Il fil rouge che unisce questi due mondi interconnessi si esplica quindi nella possibilità di espressione, dalla semplicità all’eccentricità, con la costruzione di modelli sottoposti allo sguardo critico e interpretativo di un pubblico affamato di tendenze. Sfoggiare il proprio look oppure la propria opera d’arte sono le due facce di una stessa medaglia, quella della possibilità di esprimere la propria creatività in maniera più o meno veicolata.

Fonte: www.elle.it
Fonte: www.elle.it

L’occhio creativo internazionale e nazionale si concentra in questo periodo denso di eventi proprio sull’Italia, che tra l’Expo di Milano e La Biennale di Venezia sta aprendo le sue vetrine verso il mondo, cercando di riaffermare il primato in quelli che sono i suoi fiori all’occhiello: cibo, moda e design si incontrano in queste occasioni, dando vita a realtà che fanno tendenza in un’atmosfera elettrizzante. Se l’Expo ha già preso il via, seppure tra mille difficoltà, anche Venezia ha alzato i suoi ponti accogliendo la Biennale d’arte che questa volta si muove in vista del futuro. La mostra curata dal nigeriano Okwui Enwezor si addentra infatti con impeto nei problemi di un pianeta dove il tempo della storia non è lo stesso dovunque, dando voce anche a quei paesi che non hanno mai avuto visibilità entro i confini di questo evento.

Problemi e possibili soluzioni vengono messi in mostra in chiavi contemporanee, all’interno dei padiglioni costruiti appositamente all’interno della città, per realizzare seppur idealmente un futuro che si libera dei frammenti e delle rovine del passato. Un futuro che celebra l’arte e non la distrugge, perché l’arte, quella che ci influenza e influenza il contorno in cui viviamo è parte di ogni essere umano. Le scelte che compiamo come individui o nel panorama sociale fanno tendenza a livello più o meno individuale, a seconda del grado d’influenza che possiamo esercitare nell’ambiente collettivo. La Biennale, così come qualsiasi evento di tale portata, mostra ancora una volta come persino l’arte stessa sia diventata tendenza, legandosi profondamente alla moda, quella che porta in strada le ultime borse di Prada, Louis Vuitton o Fendi, quella che cammina in sneakers, pumps e scarpe avveniristiche – in pendant con le opere – lungo i canali di una città che si veste di tendenza.

Eva&Adele. Swatch Faces
Fonte: www.swatch.com

Borse provenienti direttamente dalle ultime fashion week, accessori che completano look e outfit di ogni tipo colorano La Biennale, che si tinge dunque di eleganza ed eccentricità, a due passi dall’Expo, evento diventato fonte d’ispirazione per il settore moda. Una terza dimensione del gusto tra cibo e design all’Esposizione Universale, che alla Biennale corre su una passerella mondana di pari passo con i padiglioni e le opere custodite al loro interno. Ed è qui la sostanziale differenza che si avverte già dall’inizio di questa edizione: mentre negli anni passati moda e arte si incontravano nel naturale rapporto di ispirazione e influenza, quest’anno la tendenza arriva da fuori, dagli ospiti, da invitati che sottolineano la necessità di affermare anche la propria individualità, portando tendenze e diventando un terzo protagonista dell’evento.

Ma il legame tra arte e moda non rimane uno di natura ideale e creativo, ma produttivo e proficuo lì dove arte, tecnologia e fashion brand si uniscono per dare vita a progetti articolati e complessi: è il caso di Eva & Adele, la coppia ermafrodita più stravagante del mondo, conosciute proprio per la loro propensione a vivere la vita come un’opera d’arte. Le due hanno presentato l’orologio Futuring di Swatch, tra i main sponsor de La Biennale. Al progetto ha partecipato anche Joanna de Vasconcelos, nota per i suoi prodotti in pizzi e merletti ricamati con antiche tecniche artigianali che per Swatch ha pensato a un padiglione iper fiorito di mille piante. La collezione di orologi del futuro creati dal brand è un perfetto esempio che sottolinea il rapporto necessario del binomio arte e moda. Una ispira l’altra, in una relazione bidirezionale: si fiutano, si osservano e si condizionano a vicenda. A Venezia tutto questo avviene in una prospettiva avveniristica, mentre sullo sfondo l’orizzonte calmo della laguna riafferma la potenza di un presente tutto da sfruttare.

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