A Roma si punta tutto sul Made in Italy locale. Niente più griffe di lusso dunque nel quadro dello shopping romano dedicato alle turiste straniere perché coloro che sbarcano in Italia scelgono ormai le boutique artigianali come meta prediletta. Prada, Gucci e Valentino non sono più le mete preferite dai turisti che prima si precipitavano nelle grandi boutique d’alta moda, ma che ora non suscitano più l’interesse precedente. Niente più corsa al pezzo di lusso, o almeno, non più come una volta, perché i turisti puntano sull’artigianato, sul prodotto di qualità, nonché tipicamente italiano. Quello che fa gola. Il pezzo unico torna ad attirare l’attenzione di chi ama riscoprire l’Italia attraverso il suo fiore all’occhiello e la moda artigianale fa capolino negli angoli più nascosti delle città italiane. L’artigianato di qualità si trova infatti solo immergendosi completamente nelle vie di Roma, ma anche di Firenze, Venezia o Milano oppure lasciandosi guidare da chi è esperto di queste piccole realtà.

Il Made in Italy sembra quindi dare segnali di ripresa, almeno dalla parte della domanda poiché quello dell’artigianato è un trend in crescita negli ultimi tre anni, un’importa risorsa da far riscoprire anche ai più giovani. Ad affermarlo Eleonora Attolico, giornalista, esperta di moda e personal shopper secondo la quale i turisti sono infatti alla ricerca del pezzo unico creato dall’artigiano di provincia. “Le turiste americane amano i piccoli negozi, non vogliono Dolce & Gabbana, Prada o Gucci, che trovano anche a New York, ma sono innamorate del nostro artigianato. Soprattutto vanno alla ricerca di borse e accessori, che amano farsi realizzare e personalizzare dai maestri del cuoio“, dichiara Eleonora all’Adnkronos. “La zona delle botteghe artigianali va da Via dei Prefetti, dove c’è Tebro, un’istituzione per lenzuola e asciugamani artigianali, a Via dell’Orso, in cui lavorano i migliori tappezzieri della Capitale, e copre tutta la zona alle spalle della basilica di Sant’Apollinaire; mentre per le camicie, gli americani rimangono estasiati da Battistoni in Via Condotti, in cui scelgono modelli e stoffe“.

Piccole realtà immerse tra le vie della Città Eterna, spesso sconosciute agli stessi abitanti, ma mete predilette dei turisti, che chiedono consiglio alle personal shopper più in voga per un tour esclusivo in questi paradisi dell’artigianato nostrano. “Per le borse le americane amano affidarsi alle mani del signor Pratesi di ‘La clinica delle borse’, al quale si rivolgono anche le signore romane per fare aggiustare le proprie – spiega la Attolico – Pratesi realizza anche modelli personalizzati, è un vero artigiano e piace anche perché si riesce a portare via un prodotto di alta qualità a prezzi buoni, tra i 250 e i 450 euro. Anche ‘Sirni’ in via della Stelletta è una vera chicca con modelli realizzati a mano, per non parlare di ‘Saddler Union’ in via Margutta, con i suoi secchielli di cuoio e pelle di vacchetta“.

Perdere il savoir-faire significa giocarsi la carta della sopravvivenza e non è un caso infatti se i grandi brand del lusso come François Pinault o Bernard Arnault hanno iniziato a spingere proprio verso un ritorno all’artigianato. Le piccole botteghe potrebbero infatti rappresentare un enorme contributo nella ripresa economica del Paese, perché nonostante il vortice tecnologico che sta interessando anche il campo della moda già da qualche anno, le creazioni su misura e il know how di chi produce pezzi unici e intramontabili rimangono le radici del fashion system. E le radici non si rinnegano, né si dimenticano, ma si valorizzano nel tempo per non perdere di vista il tesoro più grande del Paese, che il mondo gli riconosce, ma che l’Italia sembra dimenticare: l’arte sartoriale.

In un mondo che va veloce, all’insegna di un consumismo vorace e la corsa all’ultimo trend, qualcuno sembra sentire l’esigenza di fermarsi e affidarsi alle mani artigiane, che infondono sicurezza. Un pezzo di artigianato è infatti in grado di offrire la sensazione di poter fermare il tempo, di stringerlo tra le mani e di rivivere insieme a lui passato e presente. Un pezzo di tempo nell’armadio, nelle case, lì dove lo scorrere del tempo non sembra toccarlo. Un pezzo di artigianato racchiude infatti dentro di sé molto più di quello che potrebbe mai raccontare un pezzo griffato. Nonostante la sartoria di grande qualità sia alla base dei due mondi, l’artigianato offre una prospettiva diversa su quel microcosmo che lo contiene a cui si aggancia in maniera unica. Il savoir faire tipico diventa così una nuova chiave di lettura per le turiste. Una mappa in grado di trasmettere la cultura attraverso la moda, perché in fin dei conti sempre di arte parliamo.

[Fonte Cover: madamamedusa.com]