Auto elettriche si o auto elettriche no? Un quesito che assale i molti appassionati di motori che guardano all’ambiente come una cosa importante da salvaguardare. Se, nel web, cerchiamo l’esatta definizione di veicolo elettrico, possiamo tranquillamente leggere quanto segue: “Si intende un mezzo di trasporto che utilizza per il suo funzionamento un sistema a propulsione elettrica che è generalmente alimentato con batterie ricaricabili, ma che può essere anche collegato ad un sistema di alimentazione tramite reti aeree con fili sospesi, binari o fasce di alimentazione conduttrici per contatti striscianti laterali. I veicoli elettrici possono essere variabilmente e a seconda delle necessità o caratteristiche di progettazione a 1, a 2, a 3, a 4 o a più ruote”. Insomma, mezzi comodi, con la caratteristiche di non emettere fumi tossici per l’intero clima. Proprio su questo punto, però, verte un dubbio inesorabile, venuto a molti dopo uno studio condotto dalla Norwegian University of Science and Technology.

La ricerca spiega, infatti, come sia fondamentale tenere conto dell’intero percorso che un veicolo elettrico compie durante la sua produzione. E’ vero, forse i mezzi del futuro saranno in grado di non inquinare come i veicoli a benzina e diesel, ma è altrettanto vero che per “creare” di sana pianta un’auto elettrica bisogna mettere in conto tante varianti. Si parte dall’anidride carbonica, generata in quantità industriale rispetto a quando si producono mezzi “normali”, che può provocare seri danni alla salute dell’uomo, e non solo. Successivamente, grande attenzione va fatta anche per le batterie, smaltite con un impatto ambientale superiore allo 0%, causa presenza di molte sostanze tossiche che vanno ad intaccare oceani e falde acquifere. Insomma, non è tutto oro quel che luccica, anche se le maggiori aziende automobilistiche che producono questo genere di veicoli, rassicurano su tutto. Ma c’è anche un’altra indagine che riguarda lo stesso argomento che stiamo trattando.

L’Istituto per la ricerca ecologica Oeko-Institut, alcuni anni fa, aveva condotto uno studio proprio sulle auto elettriche, traendo delle conclusioni che avevano trovato molti consensi. Infatti, secondo l’autorevole ente, il problema sarebbe da ricercare nella mancanza di fonti rinnovabili, che dovrebbero funzionare da cardine, con i veicoli elettrici che per “ricaricarsi”, al momento, usano “sorgenti” che contaminerebbero il territorio. Ma non è finita qui. Nel 2022, stando alle ultime stime degli addetti ai lavori, i mezzi elettrici dovrebbero raggiungere la soglia del milione, facendo registrare un abbassamento del livello di emissioni di anidride carbonica pari al 6%. Peccato che lo stesso dato dimostri come, con auto a benzina più efficienti, la percentuale di riduzione delle esalazioni di C02 sarebbe del 25%.

Dunque, se da un lato la mobilità sarà sempre più ecosostenibile, dall’altro ci vorrebbe maggiore chiarezza per chi acquista un’auto, moto elettrica che, sempre usando il condizionale, dovrebbe garantire la poca emissione di fumi di scarico nocivi per la terra. Magari tenendo in mente le parole di David Frederick Attenborough, divulgatore scientifico e naturalista britannico, che poco tempo fa ha affermato: “Può essere che sia giunto il momento in cui, invece di controllare l’ambiente a beneficio della popolazione, si debba controllare la popolazione per assicurare la sopravvivenza dell’ambiente”.

Foto: howtobegreen.eu