Con il via libera del Senato il 22 dicembre 2015 è stato approvato il testo definitivo della Legge di Stabilità 2016. Il testo si compone di 999 commi e indica la strada che lo Stato italiano dovrà seguire per il 2016 e gli anni successivi. La manovra secondo le parole del Governo si associa strettamente al processo di attuazione delle riforme strutturali e ha come scopo quello di ricondurre stabilmente l’economia italiana su un sentiero di crescita sostenuta e favorire l’occupazione.

Dalla prima stesura del testo, durante il lungo iter legislativo il ddl di stabilità si è arricchito di importanti novità portando, in alcuni casi a modifiche del testo iniziale. Alcune modifiche sono dipese dai gravi fatti di terrorismo di Parigi che hanno condizionato alcune misure finanziarie in favore di un rafforzamento dell’apparato di sicurezza nazionale.

L’elemento su cui si fonda questa Legge di Stabilità è una graduale e incisiva riduzione del carico fiscale, volta a incoraggiare l’offerta di lavoro e a sostenere i consumi delle famiglie. Per usare le parole di Matteo Renzi con questa manovra “Gli italiani vedranno finalmente calare le tasse”.

Ma in realtà si tratta più di una “manovra elettorale” che di una vera e propria riduzione delle imposte. Infatti, se le cifre presentate ad ottobre, in sede di presentazione della Stabilità 2016, sono state complessivamente rispettate anche dopo il dibattito parlamentare, con l’unica eccezione del rinvio, come detto precedentemente, del cosiddetto “pacchetto sicurezza” e del taglio dell’Ires al 2017, non ci sarà una vera riduzione delle imposte (che anzi continueranno a salire nel 2016, 2017 e 2018) ma sostanzialmente si pagheranno meno imposte di quelle che senza questa manovra si sarebbero dovute pagare.

Per chiarirci un po’ le idee è utile visualizzare questo grafico elaborato dagli economisti del sito www.lavoce.info

Fonte: www.lavoce.info
Fonte: www.lavoce.info

Dal grafico si capisce come il Premier Renzi non stia completamente prendendo in giro gli italiani, infatti se da un lato le entrate totali dello Stato continueranno ad aumentare (che tradotto sarebbe le entrate derivanti dal gettito derivante dalle imposte), dall’altro aumenteranno meno di quel che sarebbero aumentate senza la legge di Stabilità 2016. È bene evidenziare come 16,8 miliardi di tasse tagliate nel 2016 derivano dal disinnesco delle famigerate clausole di salvaguardia, cioè gli aumenti automatici di imposta concordati negli anni scorsi con l’Unione Europea, a causa del mancato raggiungimento di alcuni obiettivi di bilancio da parte dei precedenti governi. La Legge di Stabilità 2016 ha impedito l’aumento di Iva e Accise per il 2016 (previsto dalla clausola di salvaguardia) e ha ridotto il carico di 11,1 miliardi per il 2017 (inizialmente la clausola prevedeva 26,2 nel 2017 e 29 dal 2018) e di 9,4 miliardi annui quelle previste nel 2018.

Una maggiore spinta per la riduzione del carico fiscale si sarebbe potuta avere anche dalla tanto sbandierata “spending review”. Perché è innegabile che dei tagli alla spesa pubblica siano stati fatti, ma sono stati tagli nettamente inferiori alle attese. Sono infatti solo 7,3 i miliardi di euro risparmiati preferendo invece una strategia di “tagli alle imposte”.

Cerchiamo ora di entrare nello specifico di questa manovra soffermandoci sulle principali novità.

Agevolazioni casa

Si abolisce la Tasi sugli immobili residenziali adibiti ad abitazione principale (ad esclusione degli immobili di particolare pregio, ville e castelli). Questa manovra interessa circa l’80 per cento dei nuclei familiari e porta a uno sgravio fiscale complessivo di circa 3,5 miliardi.
Abolita anche l’Imu sui terreni agricoli (sgravio di 405 milioni) e sui macchinari d’impresa cosiddetti ‘imbullonati’ (sgravio di 530 milioni). La Tasi viene abolita anche per gli inquilini che detengono un immobile adibito a prima casa. Sugli immobili locati a canone concordato i proprietari verseranno Imu e Tasi ridotta del 25%.
Altra novità è quella che riguarda la seconda casa, posseduta nello stesso Comune in cui si risiede, che se data in comodato ai figli godrà dell’esenzione del 50% di Imu e Tasi.
Vengono, inoltre, prorogate le agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie (detrazione del 50%) e finalizzate al risparmio energetico (65%).
Misure interessanti sono anche quelle rivolte alla possibilità di comprare la prima casa in leasing e detrarre ai fini IRPEF il 19% di quanto pagato (sia per i canoni che per il riscatto) e la detrazione del 50% dell’Iva sull’acquisto di abitazioni di nuova costruzione a partire dal 2016. La percentuale potrà essere portata in detrazione dell’IRPEF in 10 anni.

Fonte: Profilo ufficiale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Governo italiano.
Fonte: Profilo ufficiale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Governo italiano.

Imprese

Le principali novità riguardanti le imprese riguardano:
– abolizione dell’Irap per i settori dell’agricoltura e della pesca;
– la conferma del regime forfettario anche per il 2016 con la novità della possibilità di usufruire di un’aliquota agevolata per i primi 5 anni di attività. Previsto inoltre l’innalzamento di 10.000 euro di fatturato in più sui limiti di ricavi soglia dell’anno precedente (per i professionisti il tetto è di 30.000);
superammortamento con l’introduzione di una maggiorazione del 40 per cento del costo fiscalmente riconosciuto per l’acquisizione (dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016) di nuovi beni strumentali;
– riduzione del periodo di ammortamento previsto per l’avviamento e i marchi d’impresa da 10 a 5 quote;
– introduzione di un credito d’imposta per l’acquisto di nuovi beni strumentali destinati a strutture produttive nelle regioni del Mezzogiorno (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo) dal 1° gennaio 2016 fino al 31 dicembre 2019. La misura dell’agevolazione è differenziata in relazione alle dimensioni aziendali: 20 per cento per le piccole imprese, 15 per cento per le medie imprese, 10 per cento per le grandi imprese. Il tetto massimo per ciascun progetto di investimento agevolabile è di 1,5 milioni di euro per le piccole imprese, di 5 milioni per le medie imprese e di 15 milioni per le grandi imprese. La norma vale 617 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017, 2018 e 2019. Sarà un provvedimento attuativo dell’Agenzia delle Entrate a definire le modalità di richiesta del credito da parte dei soggetti interessati;
Ires che doveva essere ridotto nel 2016, subirà una variazione solo nel 2017 passando dal 27,5% al 24%.

Mondo del lavoro

Prosecuzione, in forma ridotta (al 40%), degli sgravi contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato, che nel 2015 hanno prodotto effetti importanti e hanno accompagnato le riforme introdotte nel mercato del lavoro con il c.d. Jobs act.
Per quanto riguarda le pensioni sono previste misure di salvaguardia per una quota residua di ‘esodati’ e si prevedono misure agevolative per le donne che intendano lasciare il lavoro con 35 anni di contributo a fronte di una decurtazione del trattamento pensionistico (“opzione donna”). 
Introduzione di una misura volta a favorire il ricambio generazionale attraverso l’utilizzo della leva del part time per i lavoratori vicini al pensionamento. In tema di indicizzazione le pensioni non verranno ridotte se l’inflazione finisce sotto lo zero.
Per i pensionati, inoltre, viene anticipato al 2016 l’innalzamento della soglia di reddito al di sotto della quale non si paga l’Irpef (no tax area). Nel dettaglio, per gli ultrasettantacinquenni la soglia sale da 7.750 euro a 8.000 euro, per i pensionati sotto i 75 anni la soglia sale da 7.500 a 7.750 euro.
Proroga al 2016 dell’indennità di disoccupazione riservata ai lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa e i lavoratori a progetto iscritti alla gestione separata INPS (c.d. DIS-COLL).

Misure per le famiglie

Riduzione del Canone Rai da 113,5 euro a 100 euro e si pagherà con la bolletta elettrica.
Estensione al 2016 delle misure di congedo di paternità e il riconoscimento di voucher per l’acquisto di servizi di baby-sitting, ovvero per fare fronte agli oneri per l’accesso a servizi per l’infanzia, con estensione della possibilità di beneficiare di voucher anche alle lavoratrici autonome.
Istituzione di una card per le famiglie composte da cittadini italiani o stranieri regolarmente residenti in Italia con almeno tre figli minori a carico. La carta, emessa dai Comuni secondo criteri fissati con un successivo decreto ministeriale, viene erogata in base all’ISEE e consente l’accesso a sconti o tariffe agevolate per l’acquisto di beni e servizi. La card può essere utilizzata anche per costituire gruppi di acquisto familiare, gruppi di acquisto solidale o per usufruire di biglietti o abbonamenti familiari a servizi di trasporti, culturali, sportivi, turistici. I partner potranno valorizzare la loro partecipazione all’iniziativa a scopi promozionali o pubblicitari.

Pacchetto Sicurezza e Cultura

Stanziati 300 milioni di euro per l’ammodernamento delle strumentazioni e delle attrezzature dei comparti difesa e sicurezza e per gli investimenti volti ad adeguare le capacità di contrasto al terrorismo. Per rafforzare la cybersecurity è prevista una dotazione di 150 milioni. Al personale delle forze di polizia e delle forze armate, per il riconoscimento dell’impegno profuso per fronteggiare le eccezionali esigenze di sicurezza nazionale, viene corrisposto un contributo straordinario pari a 80 euro netti al mese.
Rafforzato anche il pacchetto cultura: resi infatti disponibili per i Comuni 500 milioni per interventi di edilizia scolastica e viene introdotta, per chi compie 18 anni nel 2016, l’attribuzione di una Carta elettronica di importo di 500 euro, da utilizzare per l’ingresso a musei, teatri, cinema, mostre. Viene inoltre incrementato di 50 milioni di euro il Fondo per la concessione di borse di studio.

Contante e introduzione del Fondo Salva-Risparmiatori

Innalzato il limite per l’utilizzo del contante a 3.000 euro. Vecchio limite di 1.000 euro resta per le pubbliche amministrazioni (quindi anche per il pagamento delle pensioni) e i money transfer. Possibilità di pagare anche piccoli importi con bancomat e carte di credito.
Il Fondo Salva Risparmiatori servirà per risarcire parzialmente chi ha investito nelle obbligazioni subordinate delle 4 banche regionali finite sull’orlo del fallimento nelle scorse settimane (Banca Marche, Banca Etruria, CariChieti e Carife). La dotazione del Fondo sarà di 100 milioni di euro.

Sicuramente nei prossimi mesi arriveranno, da parte dell’amministrazione finanziaria, una serie di chiarimenti su alcuni punti ancora poco chiari. Per esempio la critica mossa dall’Associazione Nazionale Commercialisti in merito al limite dei 1.000 euro rimasto tale anche per i pagamenti tramite F24. Un altro dubbio è quello relativo al regime forfettario, scelto da molti contribuenti per il vantaggio di avere la possibilità di pagare i contributi previdenziali in base al reddito (quindi senza un fisso minimo da pagare) e che ora invece si trovano solo uno sconto sulla contribuzione fissa. Altro aspetto ancora in forse è l’abolizione dell’adempimento del 770, preannunciato nella bozza della Legge di Stabilità ma di cui, nel testo definitivo, non vi è più traccia.

Non resta che attendere gli sviluppi e gli effetti di questa Legge di Stabilità e verificare quanto sia reale questo tanto auspicato ritorno alla crescita del Paese che, come sperato dal Governo, dovrebbe portare a una riduzione del debito del 120% entro il 2019; elemento che tornerà a generare fiducia dei mercati internazionali dell’Italia e ad un calo dello spread.