«Ascolta, la società fusa può fare 30 miliardi di cash all’anno. Trenta. Un numero che parla da solo». Queste sono le parole pronunciate da Sergio Marchionne ad «Automotive News» lo scorso 30 Agosto e da quel momento, su quel numero, gli analisti finanziari si stanno esercitando per capire esattamente quanto è realistica una fusione tra Fiat Chrysler e General Motors.

Un’ ipotesi surreale che può diventare concretoperò perché, la cima del mondo fa gola a tutti e l’amministratore delegato di FCA lo sa, tanto che le parole di Mary Barra, ad di GM, contraria all’idea, non hanno allontanato Marchionne dal suo obiettivo,contando sul supporto di uomini chiave nel Consiglio di Amministrazione dell’impresa americana, uno tra tutti Warren Buffet, che vanta un patrimonio personale di oltre 72 miliardi di dollari e una notevole influenza sugli altri membri del consiglio.

Fonte: lacompagnia.it
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La scalata a GM è quindi possibile e porterebbe ad un gigante da 60 fabbriche sparse nel mondo, 500 mila dipendenti e quasi 15 milioni di auto vendute ogni anno.

Abbiamo avuto il piacere di parlare di FCA e GM con il dott. Giuseppe Berta, docente associato delDipartimento di Analisi delle Politiche e Management dell’Università Bocconi di Milano, che ha risposto in modo puntuale ad ogni nostra domanda chiarendo dettagli di rilevante interesse.

Il panorama auto nel mondo è in continua evoluzione, tutto fa pensare che nel giro di poco tempo, protagonisti saranno pochi gruppi dalle dimensioni enormi, per questo Marchionne secondo Lei, sembra così interessato ad una fusione con GM?

Il sistema dell’auto sta per subire, dopo il caso Volkswagen (qui), nuovi violenti scossoni. Anzitutto, la configurazione dei mercati è in continuo movimento e poi c’è la grande novità rappresentata dall’ingresso di Apple e Google. In particolare, Apple ha una capacità d’investimento (grazie a una liquidità di 200 miliardi di dollari) che nessun gruppo automobilistico possiede. Dunque, stavolta è alle viste un possibile cambio di paradigma tecnologico. Di qui la fretta di Marchionne, che sa di avere davanti a sé tempi stretti. Va tenuta presente, inoltre, la ridotta capacità d’investimento di FCA. Ciò spinge nella direzione di una grande fusione.

GM come FCA è nel bel mezzo di un percorso di “rinascita” dopo la crisi del 2009, una strada che sembra proprio adesso aver trovato la via giusta con vetture apprezzate e soprattutto redditizie sia nel mercato europeo che in quello asiatico, perché dovrebbe cedere alla “corte” dell’Ad di FCA?

Perché secondo Marchionne non remunera a sufficienza i capitali degli investitori. Da ciò la strategia di parlare agli azionisti (GM è una public company ad azionariato diffuso) per convincerli che in prospettiva la fusione in un solo grande gruppo sarebbe più conveniente per la tutela dei loro interessi.

Fonte: autologia.net
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Si parla tanto di questa trattativa, ciò che però non viene specificato è che ruolo avrebbe EXOR, la holding della famiglia Agnelli, nella nuova società che si verrebbe a formare. L’obiettivo è forse quello di lasciare solo una piccola parte nel settore auto e diversificare ancora di più il portafoglio ?

Exor resterebbe probabilmente il maggior azionista singolo anche all’interno di un nuovo gruppo nato dalla fusione tra FCA e GM. Certamente però la strategia di Exor è di agire come finanziaria d’investimento e di partecipazioni, puntando a diversificare gli impieghi di capitale.

GM-FCA: i motivi per cui si deve e quelli per cui non si deve fare?

Le ragioni della fusione stanno per Marchionne nel maggior ritorno che avrebbero gli investimenti una volta razionalizzata, attraverso una gestione oculata delle piattaforme, la strategia produttiva. Nel caso di FCA, poi, ci sarebbe molto da guadagnare, in termini di maggiori volumi, riduzione del debito, ecc. È chiaro che per il management di GM, che ritiene di aver rilanciato il gruppo dopo la grande crisi del 2008-09, la fusione significherebbe una secca sconfitta e una sconfessione del suo operato.

Nel 2005 GM ha pagato profumatamente per liberarsi da Fiat, praticamente già acquistata, che si trovava quasi in bancarotta, soldi con cui proprio Marchionne ha ribaltato il destino segnato della società italiana.

Fonte: clubalfa.it
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GM è davvero l’unica ipotesi possibile per un eventuale accorpamento? C’è chi ha parlato del gruppo PSA come solo alleato possibile. Lei cosa ne pensa?

Sinceramente un gruppo come PSA non sembra particolarmente interessante per l’attuale strategia di Marchionne. Al momento il gruppo ha un orizzonte europeo e proprio per questo è stata avviata la partnership coi cinesi. Mi sembrerebbe strano interromperla proprio sul nascere. Per giunta i francesi non vorrebbero cedere uno dei loro “campioni nazionali”, per quanto un po’ malconcio. E poi, se si fa il gioco che ha in mente Marchionne, tanto vale puntare sull’obiettivo più grande, GM appunto, che garantirebbe almeno in partenza una condizione di vantaggio, anche se dovrebbe essere supportata da politiche adeguate.

Fonte: youtube.com
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Ipotizziamo che la fusione avvenga e che Marchionne stia seduto al timone del colosso. Sarebbe necessaria una razionalizzazione delle spese? Eliminare alcuni marchi per evitare concorrenza interna? Come cambierebbe la rete di vendita ed assistenza in Italia e nel mondo? Insomma, il gruppo si candiderebbe alla guida del mercato globale ma potrebbe realmente riuscire a raggiungerlo?

Sinceramente l’ipotesi di fusione è oggi ancora troppo vaga perché si possano valutare le eventuali conseguenze. Ora c’è la quotazione di Ferrari, come primo passaggio; in seguito, si vedrà se Marchionne ha davvero allo studio un’Opa su Gm per il prossimo anno. Allo stato attuale delle cose, se ne sa davvero troppo poco per fare delle ipotesi ragionevoli. È certo però che se una fusione simile dovesse andare in porto, ne deriverebbero effetti cospicui, per la razionalizzazione dei marchi e dei prodotti che si renderebbe necessaria, oltre che per quella relativa ai dealers, alle strutture di vendita, ecc. Ma, ripeto, è oggi prematuro affrontare il discorso.