In Italia forse non c’è davvero nessuno come lui. È difficile pensare a un altro esempio tale per cui il conduttore di un programma televisivo si sia fuso a tal punto con il format inventato e costruito a sua immagine e somiglianza, che sia poi così strettamente legato ad esso prendendone il nome e facendolo proprio per anni. Già perché Maurizio Costanzo è il Maurizio Costanzo Show. Un talk show che nasce e cresce con il suo conduttore, che non vanta imitazioni (sarebbe goffo e impossibile) e che si può permettere di chiudere e riaprire dopo anni senza accusare colpi di nessun tipo.Imitazioni non ne può vantare perché di fatto può essere considerato il primo vero talk show italiano. Come ha ricordato Aldo Cazzullo, il salotto del teatro Parioli di Roma, fu un luogo di ritrovo e incontro, il primo, dei politici che si interfacciavano per la prima volta con il pubblico e con il mezzo televisivo. Anche i più schivi, anche i meno propensi alla partecipazione in tv non hanno saputo dire di no nei 27 lunghi anni di Maurizio Costanzo Show. Il conduttore, fra i più amati del piccolo schermo, ha inventato un modo per ospitare e conciliare esigenze televisive e civili, sociali.

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Era il 2009 quando Maurizio Costanzo chiudeva il sipario del teatro che lo aveva ospitato per anni. Una perdita per la televisione targata Mediaset non indifferente. Maurizio Costanzo ha una tecnica nel narrare vicende e nel proporle e offrirle al pubblico che denotano non solo attenzione, ricerca, preparazione ma anche intuito e talento nel saperle mescolare e intrecciare fra di loro. Una qualità che emerge poi nella conduzione è quella di non guardare le cose come un qualsiasi giornalista ma farlo in modo autentico e senza pregiudizi. Così per esempio alla terza puntata della nuova serie invita Claudia Galanti.
Gli ospiti sono liberi, sciolti da obblighi: il tema di apertura è uno ma Costanzo tende alla conduzione pacata, in cui muove alcuni fili, quasi impercettibilmente, guidando il pubblico all’ascolto. Così al Maurizio Costanzo Show nella stessa puntata compaiono Emma e Fedez, insieme a Davide Mengacci e Vittorio Sgarbi. Non è tanto una questione del vecchio che incontra il nuovo ma piuttosto attenzione nel saggiare ambiti diversi per lo più attuali. C’è una dose di strategia di vendita: è pur sempre un programma televisivo che si regge sul numero di ascoltatori sintonizzati. Ma la strategia non pesa anzi diventa un punto di forza.

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fonte foto: www.spettacolomania.it

Difficile che Maurizio Costanzo trascuri qualcuno dei suoi ospiti che “usa” come strumenti di un’orchestra. L’approccio alla chiacchierata con l’ospite la si percepisce nei modi con cui si avvicina all’ospite, nei modi che usa per richiedere la sua opinione. Questo è un elemento che nel resto dei talk show che si vedono nei palinsesti italiani manca davvero. Manca cioè il senso di uno scambio libero da impegni. Prendiamo ad esempio il programma di Lilli Gruber: qui è lei il pilastro portante della trasmissione, che si palesa anche fisicamente con una certa postura. Giovanni Floris anche lui sembra più un mediatore e comunque il suo ruolo sembra istituzionale. Maurizio invece è per tutti Maurizio. Perché sebbene ci sia rispetto per un uomo di cultura, di intuito e galanteria d’altri tempi, nel suo modo affabile di intervenire nel piccolo schermo, lascia un senso di familiarità che poi è quello che si diffonde dalle puntate del suo show. Questo non significa che la sua professionalità ne risenta, anzi. Il rapporto di Maurizio Costanzo con il pubblico è molto rispettoso da entrambe le parti. L’una gioca con l’altra ma sempre ricordando il ruolo del conduttore che comunque non sale e non è mai salito su un piedistallo per giudicare.

Il segreto, forse non troppo nascosto, della conduzione e quindi del successo poi del Maurizio Costanzo Show, sta nel fatto che il conduttore conduce come un padrone di casa, un anfitrione, accogliente ma senza perdere di vista il ruolo che interpreta. Costanzo è più un padrone di casa dunque che un mediatore. Nella postura, nel modo di muoversi, pur conservando l’autorità riesce ed è riuscito a portare in televisione, personaggi che con la televisione hanno e avevano poco o nulla in comune. La ricetta del Maurizio Costanzo Show prevede l’utilizzo di diversi ingredienti che però ogni volta cambiano. Il merito di un successo di questo livello, che riunisce un pubblico per altro variegato per età e appartenenza politica o sociale, è sicuramente da riconoscere a chi ha avuto modo di costruirlo con intelligenza e mantenere la sobrietà e la riconoscibilità negli anni. C’è ancora necessità di un talk show in televisione? La risposta è si. Il Maurizio Costanzo Show è un talk di cui si sente la necessità proprio perché stufi di liti fra politici o pochezza di argomenti. È un’ancora di salvezza nel mare della televisione uguale a se stessa da troppo tempo.

[Fonte cover: www.tvblog.it]