Da poche ore a Milano si è alzato il sipario sull’evento più atteso del fashion system che, da oggi fino al 3 marzo, punterà i riflettori sull’universo femminile. La Fashion Week 2015, come da routine, invaderà la capitale italiana della moda. L’evento, di fatto, non riguarda solo gli addetti ai lavori: i buyers, i giornalisti, i fotografi, gli stilisti e le loro modelle al seguito, sono solo alcune tra le innumerevoli figure che lavorano dietro le quinte della settimana della moda, ma questa resta un evento socio-culturale che riguarda l’intera città. In collaborazione con la Camera Nazionale della Moda Italiana durante la Fashion Week vengono, infatti, organizzati numerosi eventi, aperti al pubblico e non, che rendono Milano la città emblema dell’attrattiva culturale. Una vera e propria vetrina del sapere, ma dalle forme lussuose. La moda è soprattutto business e Milano ne diventa il brand per eccellenza.

Milano come brand

La città si veste interamente di fashion durante la settimana della moda.
Ogni angolo di Milano viene adibito a mo’ di sponsor fashionista. La novità di quest’anno prevede che a portare indosso le fantasie delle più grandi menti della moda siano anche i tombini della città: in Via Montenapoleone, da Prada ad Armani, sfilano lussuosi e colorati.

Credit Photo: www.solosapere.it
Credit Photo: www.solosapere.it

Ma nel lusso di questo evento sfarzoso vi è non solo un’impalcatura – studiata nel dettaglio – per sorreggerne la portata, bensì un modo di comunicare èlite e potente. Il lusso richiede una strategia di marketing e di comunicazione di gran lunga differente dai beni di largo consumo e, in questa settimana, Milano ne é la testimone. La luxury city si garantisce un’immagine in grado di giustificare l’alto prezzo da pagare, da un punto di vista sociale, culturale ed economico, divenendo un tutt’uno complementare con la fastosità di questi 7 giorni su 7 di prêt-à-porter. Le sfilate di moda, del resto, devono le proprie origini ad un unico scopo: divenire lo strumento di comunicazione del bene in questione.

La Fashion Week Digital

La comunicazione è – purtroppo o per fortuna – in continua evoluzione e le sfilate tradizionali oggi non esistono più.
Lo spettacolo a cui stiamo assistendo viene percepito dai buyers come trampolino di lancio verso una rete digitale. Sono sempre di più le sfilate organizzate in tema 3D, ognuna di queste può essere seguita in streaming, il tech è ormai un elemento strategico e onnipresente e abbiamo visto brand rendere le proprie collezioni disponibili all’acquisto online a poche ore dalla presentazione in passerella. L’audacia dei grandi marchi, vale per quelli che hanno fatto la storia così come per quelli emergenti, si riversa, oggi, tutta su un unico scopo: quello di attirare l’attenzione degli influencer, diventati ormai la strategia vincente nel settore moda (e non solo). L’inaccessibile a portata di click per ottenere un effetto a catena istantaneo. L’imponenza dei social network, e la loro immediatezza, permettono a queste collezioni esclusive di diventare da lì a poco fonte di desiderio per chiunque. Che anche la tanto attesa Fashion Week non sembra essere più così lontana: Milano è per tutti.

Credit Photo: www.viralblog.com
Credit Photo: www.viralblog.com

[Fonte: arichioviodonnamoderna]