Non chiamateli graffiti. Perché i graffiti urbani, quelli veri, quelli di Keith Haring per intenderci, sono pur sempre una forma di arte di strada universalmente riconosciuta. Scritte, disegni e simboli che imbrattano i monumenti delle nostre città invece sono solo atti di vandalismo. Graffi a secoli di storia, arte e cultura che offendono il decoro cittadino. Non c’è, purtroppo, città d’Italia immune a questa pratica incivile, ma tra le più maltrattate c’è sicuramente Napoli. Regina di cultura e custode di preziosi tesori artistici, la città partenopea vanta anche il triste primato del maggior numero di monumenti vandalizzati da vernici e inchiostro: ben nove monumenti su 10 del centro storico, Patrimonio mondiale dell’Unesco. Il “tour del degrado” comprende chiese, statue, palazzi storici e fontane. Nulla è stato risparmiato dal graffitismo selvaggio, che oltre a costituire un danno estetico, solleva anche un problema economico non indifferente. Servono molti fondi per il recupero e la tutela dei beni deturpati: in Italia vengono spesi 2,5 milioni di euro all’anno solo per rimuovere i graffiti dai monumenti. Negli ultimi anni però, accanto agli interventi delle istituzioni preposte, sono nati tanti movimenti dal basso, gruppi di semplici cittadini che armati di secchi e spazzoloni si rimboccano le maniche per far tornare le proprie città all’antico splendore. Ma buona volontà, orgoglio e olio di gomito spesso non vengono ripagati come dovrebbero. Emblematico il caso dell’associazione napoletana “Sii turista della tua città”, da tempo impegnata a difendere il patrimonio partenopeo e finita nell’occhio del ciclone dopo essere scesa spontaneamente in piazza per ripulire la fontana di Carlo II D’Asburgo a Monteoliveto dalle scritte che ne deturpavano la secolare bellezza. Più di cinque ore di lavoro, sabato 24 gennaio, e la fontana seicentesca di piazzetta Trinità Maggiore è tornata candida e splendente. Un’iniziativa che ha visto anche la partecipazione dell’Assessore alle politiche giovanili del Comune, Alessandra Clemente. Presenza che però non è bastata a preservare i volontari dalle polemiche sollevate dal Comitato Portosalvo. L’accusa è di aver condotto questo intervento fai da te di restauro “senza avere l’autorizzazione, il permesso, gli strumenti e la professionalità per poterlo fare.” Per far chiarezza sulla vicenda abbiamo raggiunto Luca De Martino, fondatore e presidente dell’associazione.

Credit Photo: David McKelvey/Flickr
Credit: David McKelvey/Flickr
Innanzitutto, racconti ai nostri lettori come nasce la vostra associazione e di cosa si occupa?

“Sii Turista della tua città” nasce 3 anni e mezzo fa come una semplice campagna di sensibilizzazione per coinvolgere il maggior numero di cittadini ad avvicinarsi alla propria cultura e alla propria storia, perché non senza conoscenza non può mai esserci rispetto. Quindi il primo passo è stato quello di organizzare visite guidate per far conoscere ai napoletani la propria città. L’ Occidente deve la propria nascita alla Magna Grecia, Napoli è stata considerata da uomini immortali come scrittori, cantanti, filosofi, uomini politici, come un luogo magico, unico, le cui vibrazioni scatenano nell’animo dell’essere umano ripercussioni incredibili. Visite guidate per i napoletani e non, accoglienza turistica, eventi, campagne di sensibilizzazione sono oggi alla base del movimento di “Sii Turista” che si ispira a valori quali l’educazione, l’amore e la cultura.

Un gruppo di vostri volontari è sceso in piazza e, la fontana di Carlo II a Monteoliveto è tornata a presentarsi decorosamente. Il perché di questo gesto finito nell’occhio del ciclone?

Il mondo cambia con il tuo esempio e non con la tua opinione. Volevamo dimostrare alla gente che esiste la possibilità reale del cambiamento, questo è ciò che definiamo “Rivoluzione Culturale Napoletana”.

Fonte: Napoli Today
Fonte: Napoli Today
Le ispezioni dei funzionari della Soprintendenza avrebbero rilevato danni ai marmi della fontana. Come è stato condotto l’intervento di ripulitura?

L’ intervento è stato curato e seguito da un gruppo di restauratori laureati, ovviamente. Se teniamo alla nostra storia a tal punto da pulire, senza autorizzazioni una fontana dimenticata dalle istituzioni e devastata dagli adolescenti del posto, come si può pensare che avremmo potuto essere così sprovveduti da danneggiarla? Se avessimo voluto fare realmente dei danni avremmo imbrattato, non pulito. I restauratori c’erano prima, durante e dopo, addirittura facendoci sciacquare con secchiate d’acqua tutta la fontana per non far stagnare vernici e diluenti leggeri, diluiti nell’acqua che abbiamo adoperato per la pulizia. Napoli tutta ci ha mostrato solidarietà e sostegno, ne è valsa la pena lavorare per restituire alla nostra città un grande monumento.

La fontana è inserita in un programma di restauri assegnati dal Comune di Napoli ad una società-sponsor. Sorge spontaneo chiedervi perché avete agito ora, senza autorizzazione, e non aspettato invece il restauro “ufficiale”?

Abbiamo scoperto dell’esistenza del progetto solo dopo aver portato al termine la pulizia della fontana.

Credit Photo: Angelo Forgione Blog
Credit: Angelo Forgione
A Napoli sono molti i monumenti storici vandalizzati. La stessa fontana di Monteoliveto, a pochi giorni dalla ripulitura, è stata nuovamente imbrattata. Più che dei discorsi sui restauri, c’è forse più bisogno di un progetto serio di tutela dei beni culturali. Quale sarebbe la strada da seguire secondo voi?

Carcere e multe salate per chi non dimostra amore e rispetto verso la propria cultura. La nostra memoria e la nostra storia è nei monumenti sparsi in città, è ciò che rimane del passato e che deve accompagnarci per tutta la vita.

Da mesi impalcature di ferro oscurano i monumenti e i palazzi più belli della città, e i lavori sembrano procedere con estrema lentezza. Un parere al riguardo?

Serve qualcuno d’imparziale che controlli i lavori, noi siamo a disposizione a titolo gratuito di Comune, Regione e Sovrintendenza per dare una mano concreta con tutte le nostre forze.

Quali saranno i vostri progetti futuri come associazione?

Cultura e Consapevolezza sono le armi del nostro movimento. Napoli sta vivendo già la sua Rivoluzione Culturale ma non tutti hanno occhi per vederla e riconoscerla. L’importante è che i cuori di tante persone siano tornati a sperare in un qualcosa di più concreto e di più vivo. Quanto a noi, continueremo a portare avanti il nostro sogno: il sogno napoletano.

[Credit Cover: Diario Partenopeo]