«Anno nuovo, vita nuova». La MotoGP, dopo anni di immobilismo, in vista della nuova stagione che partirà nel mese di marzo, intende fare le cose sul serio. Anzitutto, bisogna assolutamente dimenticare il finale della scorsa annata, caratterizzata dagli ormai famosi eventi con protagonisti Valentino Rossi, Marc Marquez e Jorge Lorenzo che hanno fatto diminuire, e di tanto, l’apprezzamento verso il mondo delle due ruote. In Malesia e in Spagna si è perso quello spirito capace di accompagnare da molti anni la MotoGP che, dai prossimi mesi, si augura di rivedere duelli ad armi pari e non continui battibecchi che non giovano a nessuno, soprattutto allo spettacolo. Così, per rendere più interessante la prossima lotta mondiale, la FIM, Dorna e IRTA, ovvero le tre sigle che si occupano dell’organizzazione della corsa, hanno deciso di varare nuove regole. Già dai primi test dei giorni scorsi, sulle varie moto sono state provate le nuove gomme Michelin al posto delle inglesi Bridgestone. L’azienda francese, diventato nuovo fornitore ufficiale della MotoGP, userà cerchi da 17” anziché i 16,5” adottati fino alla scorsa stagione. Una notizia non propriamente positiva per i piloti, costretti a fare molta attenzione al rischio delle cadute, aumentato a causa di cambiamenti relativi a rigidità, feedback e aderenza. Inoltre, il diametro delle aggiunte aerodinamiche, fissate sulle carene di ogni moto, dovrà avere obbligatoriamente un raggio non superiore a 2,5 millimetri. I piloti, poi, potranno usare 22 pneumatici totali (10 gomme anteriori e 12 posteriori) oltre all’opzione di un pneumatico intermedio.

Credits: EPA/TIM KEETON
Credits: EPA/TIM KEETON

Inoltre, una delle novità più importanti riguarda anche l’elettronica. Come già ampiamente preventivato negli anni scorsi, sarà la Magneti Marelli ad occuparsi delle creazione del software unico per tutte le moto che, tuttavia, potranno beneficiare di altre modifiche decise dalla Dorna o dagli stessi team. Se, ad esempio, la società spagnola che gestisce la MotoGP decidesse di apportare cambiamenti alla centralina, i costruttori dovrebbero accettare la proposta all’unanimità. Discorso simile, comunque, nel caso un team virasse su eventuali modifiche al software, con la Dorna che darebbe una risposta affermativa con le spese a carico degli stessi team. Il numero dei canali relativi la centralina sarà uguale per tutti i costruttori, eccezion fatta per uno, usato per un sensore a scelta non realizzato con valori preimpostati. Se per pneumatici e centralina le indiscrezioni erano circolate già dal 2015, per i motori non si può certo affermare la stessa cosa. Tra poco meno di un mese, infatti, la quantità di propulsori stagionali disponibili per i vari team cambierà. Ad esempio, le cosiddette Factory come Ducati, Honda e Yamaha potranno usare ben sette motori con annesso sviluppo congelato e con serbatoio capace di contenere 22 litri di carburante. Aprilia e Suzuki, ovvero le Open, invece avranno a disposizione nove motori con uno sviluppo libero. Da ricordare che, nel 2015 le Factory potevano usare solo 5 propulsori, mentre le Case con concessioni potevano disporre di 12 motori. Un’altra innovazione, poi, riguarda anche la voce carburante. Ogni team, senza nessuna differenza, potrà rifornire il proprio mezzo con 22 litri di benzina. Un dato, quello della FIM, scaturito dalla media della scorsa stagione, nella quale le scuderie Factory potevano contare su 20 litri di carburante, a differenza delle Open che rifornivano le rispettive moto con 24 litri. Le moto che gareggeranno nel Motomondiale 2016, ricordiamo, dovranno avere un peso minimo di 157 kg. Si tratta di una modifica che, a detta di molti, non dovrebbe influire molto sulle capacità del mezzo, anche se i dati potrebbero risultare utili a tecnici e ingegneri per lo sviluppo delle rispettive moto.

Fonte: burgman.it
Fonte: burgman.it

Così, tra una regola e l’altra, Jorge Lorenzo, Valentino Rossi, Marc Marquez, Daniel Pedrosa (seguendo la classifica 2015 ndr) e qualche outsider che non ci si aspetta, si giocheranno il titolo iridato. La lotta Mondiale si deciderà, presumibilmente, tra questi quattro piloti in sella, rispettivamente, a Yamaha e Honda, due scuderie che vogliono rendersi protagoniste di vittorie importanti. Ciò nonostante, lo sguardo degli appassionati è rivolto anche alla sorpresa che potrebbe cambiare le carte in tavola. Casey Stoner potrà essere il cosiddetto “jolly” che la Ducati potrà giocarsi in alcuni Gran Premi grazie alla wild-card, ovvero quella sorta di bonus utile alla partecipazione di un pilota all’infuori del normale regolamento. Le qualità del nuovo collaudatore della casa di Borgo Panigale sono importanti e, proprio in gare difficili e insidiose, potrebbe essere quell’elemento in grado di rompere le cosiddette “uova nel paniere” ai favoriti. Staccati, almeno sulla carta, gli altri due piloti Ducati, questa volta ufficiali, come Dovizioso e Iannone, bravi a far registrare tempi di tutto rispetto nei test ufficiali iniziati agli inizi di febbraio.

Fonte: redbull.com
Fonte: redbull.com

Ma, il primo pensiero di appassioni, addetti ai lavori, fans dei rispettivi piloti, riguarda senza dubbio la correttezza. La correttezza di ammirare una stagione priva di polemiche come quelle susseguitesi la scorsa annata. I tristi eventi di Sepang prima e Valencia poi rimbombano ancora nello scatolone dei ricordi di questo mondo, evidentemente poco abituato a infuocati botta e risposta, capaci di rovinare inesorabilmente, ma non del tutto, lo spirito sportivo. Già dal GP del Qatar, così, in TV, sugli spalti del circuito, tutti vorrebbero vedere sfide a tutto gas, sorpassi eclatanti, rombo dei bolidi, perché la moto è adrenalina, emozione e potenza. Ogni pilota ha una malattia rappresentata dalla vittoria del Mondiale, vero e unico obiettivo per dare un senso alla stagione. Una stagione, quella 2016, che si preannuncia combattutissima e si spera senza dichiarazioni al vetriolo che molte volte accedono la miccia delle polemiche. E il 20 marzo si avvicina.