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Nuova Dacia Trakker: come potrebbe essere un nuovo crossover estremo

L’idea di un ipotetico Dacia Trakker è estremamente affascinante. Se Dacia decidesse di lanciare un mini SUV con reali capacità da fuoristrada, andrebbe a riempire un vuoto di mercato enorme, posizionandosi come una sorta di erede spirituale (ma molto più economica) del leggendario Suzuki Jimny o della vecchia Fiat Panda 4×4.

Sfruttando l’attuale filosofia di design del marchio (quella inaugurata con il Duster e il Bigster), un “Trakker” potrebbe essere configurato combinando massima praticità, costi contenuti e doti fuoristradali reali.

Come potrebbe essere: Estetica e Dimensioni

Per essere un vero “mini SUV” agile sui sentieri e facile da parcheggiare in città, le dimensioni dovrebbero essere molto compatte, posizionandosi al di sotto del Duster.

  • Lunghezza: Intorno ai 3,90 – 4,00 metri (perfetto per districarsi tra gli alberi o nei vicoli stretti).
  • Look “Rugged”: Linee squadrate e muscolose, passaruota generosi e paraurti in plastica grezza Starkle® (il materiale riciclato e super resistente ai graffi che Dacia usa sui modelli più recenti).
  • Dettagli Off-Road: Firma luminosa a “Y”, ganci di traino a vista (magari colorati a contrasto), piastre di protezione sottoscocca anteriori e posteriori e barre sul tetto modulari.

Meccanica e Angoli Caratteristici

Un fuoristrada non è tale senza i numeri giusti. Il Trakker non dovrebbe essere solo un crossover da marciapiede, ma un mezzo capace di muoversi sul fango e sulle pietre:

  • Altezza da terra: Almeno 21-22 cm per non toccare sotto.
  • Angoli d’attacco e d’uscita: Sbalzi ridottissimi (ruote corte alle estremità della carrozzeria) per garantire angoli di attacco vicini ai 30° e di uscita oltre i 35°.
  • Trazione: Trazione integrale 4×4 meccanica o, più probabilmente per le normative attuali, un sistema e-4×4 (con un piccolo motore elettrico sull’asse posteriore) abbinato al selettore Dacia Terrain Control con modalità Eco, Auto, Neve, Fango/Sabbia e Off-Road.

Abitacolo: Pratico e “Lavabile”

All’interno la parola d’ordine sarebbe minimalismo robusto. Niente fronzoli, ma tanta sostanza:

  • Materiali: Sedili in tessuto tecnico impermeabile o microfibra lavabile (stile l’allestimento Extreme di Dacia) e tappetini in gomma di serie.
  • Tecnologia: Plancia semplice con lo schermo centrale orientato verso il guidatore, supporto per lo smartphone e l’immancabile sistema di fissaggio modulare YouClip per agganciare torce, porta-borracce o supporti tablet dove serve.
  • Dedicato all’avventura: Un bagagliaio regolare, magari rivestito in materiale plastico facilmente lavabile con un colpo di spugna dopo aver caricato attrezzatura sporca o fangosa.

Motorizzazioni

Considerando le sinergie del Gruppo Renault, le opzioni sotto il cofano sarebbero moderne ma collaudate:

  1. 1.2 TCe Mild Hybrid (48V): Il 3 cilindri turbo da 130 o 140 CV, perfetto per avere coppia subito nei passaggi difficili, abbinato alla trazione 4×4.
  2. ECO-G (GPL): Una versione a trazione anteriore con il classico motore bifuel benzina/GPL di Dacia per chi cerca il massimo risparmio nei viaggi quotidiani, magari con un sistema Grip Control avanzato per cavarsela comunque d’impaccio.

Prezzo stimato

Per rimanere fedele al DNA Dacia, un mezzo del genere dovrebbe attaccare il mercato con un prezzo di partenza estremamente competitivo, ipotizzabile tra i 18.000 e i 22.000 euro a seconda della trazione, distruggendo qualsiasi concorrenza nel settore dei piccoli fuoristrada specialistici. Foto generate con AI.

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