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Nuova Fiat Panda 4x4 pick-up: variante estrema, le foto

Prendi l’iconico “Pandino” anni ’90 — con le sue linee squadrate, la lamiera a vista e quel fascino spartano che non muore mai — e trasformalo in un mostro da off-road estremo, pronto per una spedizione artica o per il deserto.

Ecco la descrizione dettagliata della Fiat Panda 4×4 Pick-Up “Monster” Concept.

L’Esternistica e la Carrozzeria

Il corpo vettura originale viene tagliato subito dietro i sedili anteriori. Addio panchetta posteriore e lunotto classico: al loro posto nasce un cassone posteriore compatto, interamente rivestito in piastre di alluminio mandorlato, perfetto per ospitare una ruota di scorta sovradimensionata, piastre da sabbia e taniche di carburante in metallo.

  • Il Muso: Mantiene i fari rettangolari tipici degli anni ’90, ma protetti da griglie d’acciaio nero opaco. Al centro spicca un massiccio paraurti ad uso gravoso con verricello elettrico integrato da 4.500 libbre e fari supplementari tondi a LED (sebbene incastonati in alloggiamenti dallo stile rigorosamente rétro).
  • Assetto e Passaruota: Dimentica le ruotine strette di serie. Questo mostro monta passaruota allargati in plastica grezza imbullonata, necessari per coprire pneumatici tassellati da fango (Mud Terrain) su cerchi in acciaio scanalati, simili a quelli usati per i veicoli militari. L’altezza da terra è raddoppiata grazie a un kit di sospensioni rialzate e ammortizzatori a gas a corsa lunga.
  • Dettagli Hardcore: Uno Snorkel artigianale corre lungo il montante anteriore sinistro per permettere guadi profondi. Sul tetto della cabina è installato un robusto portapacchi tubolare che funge anche da parziale roll-bar esterno.

Meccanica e Propulsione

Sotto il cofano, il leggendario motore FIRE 1100 a iniezione elettronica (tipico delle Panda di fine anni ’90) subisce una cura ricostituente radicale per affrontare le pendenze più estreme:

  • Il Motore: Monoblocco FIRE ottimizzato, testata lavorata, scarico alto in acciaio inox e un sistema di aspirazione protetto. La potenza sale a circa 90 CV — che su un corpo vettura che pesa meno di 900 kg garantiscono un rapporto peso/potenza micidiale sui terreni difficili.
  • La Trazione: Il sistema 4×4 inseribile manuale (sviluppato originariamente da Steyr-Puch) viene rinforzato con alberi di trasmissione maggiorati. La vera chicca meccanica è l’aggiunta di differenziali autobloccanti sia all’anteriore che al posteriore, azionabili tramite leve meccaniche sul tunnel centrale.
  • Protezioni sottoscocca: Una piastra d’acciaio da 5 mm protegge coppa dell’olio, cambio e serbatoio dagli urti sulle rocce.

Foto di American Gearhead TV

L’Abitacolo: Rétro-Minimalismo Funzionale

Dentro si respira l’atmosfera originale degli anni ’90, ma rivista in chiave “survival”.

  • Sedili: Sostituiti i sedili a sdraio originali con due sedili a guscio sportivi in tessuto tecnico impermeabile e cinture a quattro punti.
  • Cruscotto: La classica plancia “a marsupio” della Panda viene mantenuta, ma arricchita con strumentazione aggiuntiva analogica: inclinometro (fondamentale per i laterali estremi), manometro della pressione dell’olio e voltmetro.
  • I Comandi: Accanto alla leva del cambio a 5 marce (con la prima cortissima) svettano le leve metalliche grezze per l’inserimento della trazione integrale e dei blocchi differenziale. Niente elettronica superflua: tutto è riparabile nel bel mezzo del nulla con una chiave inglese e un cacciavite.

La verniciatura? Un Verde Militare Opaco o un Grigio Nardò texturizzato antigraffio (tipo Raptor), con la classica scritta “Panda 4×4” stampata in nero sui fianchi del cassone. Una combinazione perfetta tra l’ingegneria pragmatica italiana degli anni ’90 e la follia dei moderni truck da fuoristrada estremo.

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