La Suzuki Jimny sta facendo parlare di sè già da tempo. Arrivata sul mercato europeo ha raccolto un successo enorme. Purtroppo per mancanza di volontà di investimenti da parte del brand per dotarla di un motore più consono e rispettoso delle rigide normative anti inquinamento europea è stata tolta dal listino: l’auto è stata acquistabile solo come autocarro, categoria N1.
Ad oggi non si trova più in commercio, ma continuano a susseguirsi rumors di un possibile ritorno nel 2026. Ne abbiamo parlato anche in un nostro precedente servizio. Non ci sono, tuttavia, notizie certe. Certo è che un ritorno del piccolo fuoristrada giapponese, magari anche in una variante elettrica, desterebbe scalpore e potrebbe creare un sussulto in un mercato auto che, sta soffrendo di notevoli incertezze ormai da tempo.
Oltre alle versioni tradizionali potrebbe debuttare, magari in edizione limitata, una variante della Suzuki Jimny più lunga ed a 6 ruote motrici. L’auto potrebbe avere una lunghezza di circa 450 cm e potrebbe ricevere sotto al cofano il motore 1.5 da 150 Cv della sorellona S-Cross. Dentro sei comodi posti ed una capacità di carico più ampia.
Ovviamente questa variante della Suzuki Jimny rimane una semplice idea sulla carta, diventata render (non ufficiale) grazie al contributo del designer indiano NM Tunes, di cui di seguito inseriamo link al video Youtube:
E perchè non decidere di estremizzare ancor di più anche la versione 6×6 della Suzuki Jimny con una variante dedicata all’off-road più duro. Carrozzeria ad hoc, verricello anteriore, pneumatici all terrain, porta tutto sul tetto, dimensioni sui 5 metri grazie ad una carrozzeria da pick up. Passaruota maggiorati, pneumatici all terrain, barre di protezione sul cassone posteriore, luci anteriori e magari anche sul tetto. Ovviamente anche il motore dovrebbe ricevere una cospicua iniezione di cavalli. L’immagine di copertina è stata presa dal video Youtube di SRK Design:
Le varianti estreme ad oggi sono pura utopia. Chissà se il costruttore giapponese ci farà un pensierino. L’effetto boomerang che potrebbero generare tali vetture, anche se prodotte in numero esiguo, garantirebbe un ritorno d’immagine ed economico importante. Staremo a vedere.