Il Balaton Park consegna alla storia la centesima vittoria di Marc Márquez nel Motomondiale, ma la pagella di giornata si scrive su due righe opposte: da una parte un capolavoro di gestione, dall’altra il disastro Aprilia alla prima curva, con Jorge Martín che tira giù il proprio compagno e leader del Mondiale Marco Bezzecchi. Una domenica ungherese che pesa sul campionato più di quanto dica la classifica. Ecco i voti del weekend.
I promossi: Márquez, Acosta, Bagnaia
Marc Márquez — 10. Cento vittorie nel Motomondiale (la 74ª in MotoGP), e il primo successo domenicale del 2026 arriva con una doppietta Sprint-gara da fuoriclasse. Perde la testa al secondo giro, ricostruisce il gap su Acosta giro dopo giro e lo supera al quindicesimo passaggio, poi controlla da campione fino alla bandiera. «Abbiamo fatto un lavoro incredibile. Il segreto, secondo me, è stato l’aver dosato le energie il venerdì: questo mi ha permesso di arrivare al sabato, e soprattutto a oggi, nella migliore condizione possibile», ha spiegato a Ducati Media House. Un numero tondo per entrare nella cerchia dei più vincenti di sempre, dietro a Giacomo Agostini e Valentino Rossi.
Pedro Acosta — 9. Il vero rivale di giornata. La RC16 cresce gara dopo gara e il pilota KTM resta incollato alla Desmosedici GP26 fino all’ultimo, attaccando nei primi giri e cedendo solo al passo del fenomeno. Secondo posto pieno di sostanza, che lo lancia in piena risalita anche in campionato.
Francesco Bagnaia — 7,5. Terzo podio consecutivo in gara, costruito con lucidità. Evita il maxi-contatto della curva 1, risale fino al terzo posto già nel primo giro e gestisce. Non la corsa perfetta — chiude a oltre undici secondi dalla vetta — ma un risultato che pesa dopo un avvio di stagione complicato e che lo conferma settimo iridato a nove punti dal compagno di squadra.

Le sorprese: Ogura, Marini, Lecuona
Ai Ogura — 8. Nel giorno del tracollo Aprilia factory, è la RS-GP della Trackhouse a salvare l’onore del marchio di Noale. Quarto posto solido, condotto con maturità: il rookie 2025 conferma di essere ormai una certezza.
Luca Marini — 7,5. Quinto e best Honda, davanti a tutti i piloti della casa giapponese. La RC213V continua il suo percorso di crescita e l’italiano la interpreta nel modo migliore. Una giornata da incorniciare per chi viene da stagioni durissime.
Iker Lecuona — 7,5. Da sostituto, un settimo posto che vale doppio. «Fine settimana incredibile, in un team che mi ha ricevuto in maniera fantastica», ha raccontato il pilota chiamato a coprire il sedile Gresini. Velocità inattesa e gestione pulita: meglio di così, da wildcard di lusso, non si poteva.
Diogo Moreira — 7. Sesto posto per il rookie della LCR Honda, autore di un weekend in crescendo. Tiene dietro nomi ben più esperti e mette in mostra un talento su cui Honda può costruire.
Il disastro Aprilia: Martín e Bezzecchi
Jorge Martín — 3. Alla staccata della curva 1 perde il posteriore in frenata e si porta dietro il proprio compagno di squadra. Un errore che cancella due Aprilia in lotta per il vertice e apre un’indagine degli steward FIM. Più del distacco, pesa il danno fatto alla casa di Noale e a un compagno che era leader del Mondiale.
Marco Bezzecchi — 5. Vittima incolpevole del compagno, paga uno zero pesantissimo proprio mentre comandava il campionato. Resta in testa con 180 punti — il cuscino costruito prima regge — ma la sensazione è di un’occasione persa: Martín ora insegue a 160 e la classifica si è riaperta.
Raúl Fernández e Fermín Aldeguer — s.v. Entrambi finiti nel caos della curva 1 senza colpe. «La cosa importante è che non mi sono fatto male e spero che nessun altro pilota abbia avuto problemi», il commento amaro di Aldeguer ai canali Gresini.
Gli altri italiani e i delusi
Fabio Di Giannantonio — 6. Travolto al via, riparte ultimo e rimonta fino al dodicesimo posto limitando i danni. Voto alla rabbia agonistica, ma per chi era terzo in campionato i punti persi a Balaton fanno male.
Enea Bastianini — 6. Nono con la KTM Tech3, in linea con le attese senza acuti. Brad Binder — 5,5: decimo, la KTM factory chiude dietro a due satellite e a un sostituto, e questo basta a spiegare il voto. Franco Morbidelli — 5: quattordicesimo su una Desmosedici GP26 che meriterebbe ben altro. Tra i piloti di casa nostra, la domenica più anonima.
Toprak Razgatlıoğlu — 6,5. Undicesimo, il rookie arrivato dalla Superbike continua ad accumulare chilometri e fiducia sulla Pramac Yamaha. Acerbo ma in crescita. Caduti anche Fabio Quartararo e Joan Mir, weekend da dimenticare.
La classifica dopo l’Ungheria
In vetta resta Bezzecchi con 180 punti nonostante lo zero, davanti a Martín (160), Di Giannantonio (138) e Acosta (132), in piena risalita. Marc Márquez è quinto a quota 108, ma con questo passo la rimonta non è più un’utopia. Prossimo appuntamento il 21 giugno a Brno, che torna in calendario dopo cinque anni.
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