Era il 27 settembre del 2008 quando venne annunciata la morte di uno degli attori più amati e rispettati di sempre: Paul Newman. Quel giorno se ne andava un uomo distinto, pulito, schietto, riservato che il suo collaboratore proprio in quel giorno di dolore, volle ricordare così: “Il suo cuore e la sua anima erano dedicati alla causa di fare del mondo un posto migliore“. Aveva 83 anni e oggi, 26 gennaio 2015, ne avrebbe compiuti 90. Vincitore di due premi Oscar, uno alla carriera nel 1986 e uno come miglior attore protagonista nel film di Scorsese “Il colore dei soldi” ma soprattuto un uomo che ha lasciato il segno.

La storia di Paul Newman non è fatta di colpi di fortuna ma di impegno e dedizione. Nato a Cleveland nell’Ohio da una famiglia americana di seconda generazione, padre ebreo tedesco e madre ungherese cattolica, Paul coltiva la sua passione per la recitazione parallelamente agli studi. Con l’avvento della Seconda guerra mondiale si arruola nella Marina ma essendo daltonico i compiti che gli vengono affidati non sono quelli da lui sperati. Nel dopoguerra prende in gestione l’attività del padre e nel 1949 sposa Jackie Witte: nascono tre figli ma Jackie non è la donna della sua vita. Paul Newman si laurea al Kenyon College nello stesso anno e prosegue gli studi di recitazione alla Yale University e sotto la guida di Lee Strasberg all’Actors’ Studio di New York.

credits foto: www.lifetimetv.co.uk
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La passione per la recitazione collima con alcune opportunità, una fra tutte quella che lo vede interprete a Broadway dove è lì che si fa notare nei primi anni Cinquanta. Il passo è quasi breve verso il grande schermo in cui interpreta “Il calice d’argento”: un fiasco e un film di cui Paul Newman arriva a vergognarsene. Arrivò addirittura a pagare un annuncio di scuse ai telespettatori quando anni più tardi il film venne trasmesso in televisione a Los Angeles. Nel 1958 sposa la donna della sua vita: Joanne Woodward, da cui ha tre figlie, Elinor Teresa, Melissa Stewart e Claire “Clea” Olivia.

La sua è una lunga carriera nella quale arriva alla cifra di 60 pellicole. Gli anni Cinquanta per il cinema americano sono forti di vittorie e soprattutto di fermento, di dive e divi. James Dean, Marlon Brando sono le due punte di diamante di Hollywood: belli e dannati, ombrosi, prestanti, carismatici, unici. Paul entra in punta di piedi ma presto conquista il grande schermo interpretando ruoli che lo rendono un personaggio forte e memorabile: Lassù qualcuno mi ama di Robert Wise del 1956 e un must del cinema ovvero La gatta sul tetto che scotta di Richard Brooks (1958) con una altrettanto bellissima Liz Taylor fino ad arrivare a Lo spaccone di Robert Rossen nel 1961, una fra le sue più riuscite interpretazioni.

credits foto: www.stonefoxtales.com
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Negli anni Sessanta Paul Newman prosegue cavalcando l’onda del suo talento e George Roy Hill gli regala l’opportunità di piacere e conquistare il grande pubblico con Butch Cassidy nel 1966, per poi replicare l’accoppiata vincente con Robert Redford con La stangata qualche anno più tardi, nel 1973. Paul si cimenta anche con la regia: nel 1968 con l’intimista La prima volta di Jennifer e più tardi con Harry & son, ispirato al suo rapporto col figlio Scott che morí per overdose nel 1982. Questa esperienza lo segnò profondamente. L’aspetto sicuro e da spaccone che assumeva sul set, non è quello che ha nella vita di tutti i giorni.

Paul Newman infatti non diventa schiavo dei riflettori, degli ingaggi milionari, del jet set, delle feste. Lontano dagli scandali, rimane quell’uomo che tanto aveva studiato per raggiungere Broadway e le opportunità del suo talento. Questo suo aspetto lo distingue dalla massa di attori in cerca di visibilità e il pubblico lo nota. Questa sicuramente rimane una chiave del suo successo. Ma c’è un altro aspetto della vita di Paul Newman che lo rende unico e indimenticabile per molti, a prescindere se si è o meno degli appassionati di cinema. Paul era un uomo di cuore che impegnò in un’impresa che ha davvero dell’epico.

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Nel 1982 decide di ringraziare la sorte che gli ha permesso di essere un uomo fortunato, fondando insieme allo scrittore Aaron Edward Hotchner la “Newman’s Own” ovvero un’azienda alimentare che in tempi non sospetti oltretutto, investì sul biologico prima che diventasse la gran moda del nostro secolo. Dalle conserve alle salse, dalle limonate ai pop corn: alimenti di qualità che si possono trovare in tutti i negozi d’America. Ad oggi si contano guadagni pari a 400 milioni di dollari che hanno sostenuto progetti di beneficienza. Paul Newman ha innovato e modernizzato il settore della filantropia rendendola un motore attivo e che si autoalimenta.

Ma nel 1988 si spinge più in là, verso un progetto unico e che scatenerà un nuovo modo di fare donazioni, beneficienza, volontariato, accomunando diverse zone degli Stati Uniti e del mondo. Paul Newman fonda Hole in the wall Camps oggi Seriousfun Children’s Network: l’intenzione è quella di creare un luogo fisico, una struttura immersa nella natura, che ospiti gratuitamente bambini affetti da patologie gravi e croniche. In questi camp il divertimento, la condivisione, la felicità di concedersi un attimo di infanzia, la magia di Paul si compie arrivando anche in Africa, in Europa e perfino in Italia. In Toscana nel 2006 è lui stesso a recarsi per visitare il progetto di Dynamo Camp messo in piedi con tenacia e che ad oggi può vantare un numero di bambini ospitati pari a 5.830.

In pochi sanno che Paul aveva una piccola casa vacanze in quello che è il primo camp aperto, in Connecticut, nel quale trascorreva alcune settimane fondendosi nell’atmosfera di gioco e saggezza dei bambini che si alternavano durante le estati. Il lascito più grande di Paul Newman è indubbiamente l’aver creato una rete di bene, quello che affilia, che non svanisce nei soldi ma che perdura nel tempo. Paul Newman non è stato solo un attore che ha vinto due premi Oscar, che ha incantato milioni di donne con quegli occhi magnetici, un marito, un padre. Paul Newman è stato un uomo che ha plasmato un pezzo di mondo per renderlo migliore.

[Fonte cover: www.jrbenjamin.com]