autovelox
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Quest’estate gli autovelox diventano il nuovo tormentone stradale! Le regole cambiano, e per chi non sta attento, la multa è dietro l’angolo. Il decreto voluto da Matteo Salvini e pubblicato a maggio rivoluziona tutto: l’uso e la collocazione degli autovelox non sarà più la stessa. I comuni dovranno adeguarsi per evitare di sembrare cacciatori di multe piuttosto che garanti della sicurezza. Con oltre 1,5 miliardi di euro incassati dalle multe nel 2023, la questione è calda. Vediamo nel dettaglio cosa cambia.

Nuove regole sull’installazione:

Condizioni per installare un autovelox: D’ora in poi, per mettere un autovelox su una strada urbana o extraurbana, devono verificarsi almeno una di queste tre condizioni:

  1. Alta incidentalità dimostrata dai dati degli ultimi cinque anni.
  2. Impossibilità di fermare subito i trasgressori a causa delle caratteristiche della strada.
  3. Velocità reali oltre il limite documentate dal gestore.

Postazioni fisse e mobili: Le postazioni fisse esistenti avranno dodici mesi per adeguarsi alle nuove norme. Sulle autostrade e strade extraurbane principali, i controlli saranno sempre possibili. Per le postazioni mobili, le regole sono simili a quelle fisse, ma devono essere usate con agenti a distanza.

Distanze minime: Tra il segnale di limite e la postazione dell’autovelox ci deve essere almeno un chilometro di distanza. Tra due postazioni, la distanza minima è di quattro chilometri in autostrada, tre sulle extraurbane principali e uno sulle extraurbane secondarie.

Dettagli sulle norme di posizionamento:

Limiti di velocità: I controlli sono consentiti su strade con un limite non inferiore a 20 km/h, oltre ai classici 130 km/h sulle autostrade, 110 km/h sulle strade extraurbane e 90 km/h su quelle secondarie. Sulle strade a scorrimento il limite non può essere inferiore a 50 km/h, mentre su quelle urbane è di 50 km/h e su quelle ciclabili di 30 km/h.

Segnali e lunghezza del tratto sotto controllo: Il segnale di limite deve trovarsi a 200 metri per le strade a scorrimento, e a 75 metri per le strade extraurbane. Il tratto sotto controllo non può essere inferiore a mille metri. Bisogna evitare frazionamenti in troppi tratti e duplicazioni di controlli se non c’è almeno un chilometro tra le postazioni.

Preavvisi obbligatori: Per la legittimità dei controlli, i segnali di preavviso sono indispensabili. Le distanze minime tra il segnale di preavviso e la postazione sono 250 metri su autostrade ed extraurbane principali, 150 metri sulle altre strade extraurbane e sulle urbane di scorrimento, 80 metri sul resto della rete stradale.

Multe e contestazioni:

Contestazioni immediate: Il decreto chiarisce quando è possibile contestare subito le multe. Se non è possibile collocare postazioni fisse o mobili, si possono usare dispositivi a bordo di veicoli in movimento senza contestazione immediata. Tuttavia, gli autovelox nelle auto delle forze dell’ordine devono essere riconoscibili.

Validità delle multe: I sindaci hanno un anno per adeguare i dispositivi. Durante questi 12 mesi, le multe saranno ancora valide, sebbene suscettibili di ricorso. Il decreto non risolve il problema dell’omologazione degli autovelox: finché la questione non sarà sistemata, tutte le multe emesse potrebbero essere contestate.

L’impatto delle nuove regole

Questa estate, occhio agli autovelox! Le nuove regole mirano a farli diventare strumenti di sicurezza, non casse comunali. Ma con i comuni che hanno incassato milioni dalle multe, la polemica è inevitabile. Se guidi, tieni d’occhio i segnali e rispetta i limiti: le multe possono arrivare quando meno te l’aspetti, e ora più che mai, sapere le nuove regole può fare la differenza tra una guida sicura e una multa salata.