La rinnovata intesa tra Salvini e Grillo è al centro dell’attenzione dei giornali in queste settimane di strana calma politica. Che su determinate tematiche, relative in particolare all’immigrazione, ci fosse in linea di massima una corrente di pensiero simile, era facile intuirlo da tempo, ma che a distanza di mesi, nonostante le critiche piovute sull’ex comico ligure per la “svolta a destra” e sul leader del Carroccio per il mancato tentativo di avvicinamento a Berlusconi e i suoi, si ritentassero prove di dialogo tra i due maggiori partiti antagonisti al Governo, quello era difficile prevederlo. D’altronde le Elezioni Amministrative hanno confermato l’interscambiabilità tra i due elettorati, e davanti a quello che per molti cronisti è un dato oggettivo, la sola alternativa al continuare a farsi guerra a suon di slogan, risulta proprio quello di trovare una possibile sintesi.

[Photo Credits: formiche.net]
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I dubbi di Salvini

Appena una settimana fa Matteo Salvini aveva accusato il M5S accusandolo di “copiare” di fatto il programma della Lega sui temi dell’immigrazione. Contento che Grillo e i suoi appoggiassero una linea più dura e ferma nei confronti dei migranti e della questione rimpatrio, diffidava però della possibilità reale di una collaborazione tra le due forze politiche a causa della natura tendenzialmente di sinistra del Movimento. Mostrandosi aperto al dialogo ma diffidente nei confronti di un Grillo che definisce “spaventato” dall’idea di creare rotture all’interno del Partito a causa dell’anima variegata dei tanti attivisti, Salvini aveva di fatto lanciato una sorta di sfida per testare la reale intenzione grillina di prendere per una volta una posizione netta. Le polemiche con la Chiesa Cattolica hanno fatto il resto, fornendo di fatto un assist ad entrambi per avvicinarsi senza dover mollare le rispettive pretese. Ma che, in pochi giorni, basti questo per convincere del tutto i fedelissimi del Carroccio, questo è da vedere.

[Photo Credits: ilfattoquotidiano.it]
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La scelta di Grillo

In più a mettere altri dubbi a Salvini dovrebbe essere anche il comportamento misterioso di Grillo che un giorno sembra deciso a lasciare spazio ai giovani del Movimento e a defilarsi dalla politica addirittura ipotizzando un ritorno alla comicità, l’altro sembra l’unico interlocutore possibile per aprire un dialogo effettivo. Difficile stabilire chi all’interno del suo Partito infatti possa seriamente avere già l’esperienza e le capacità politiche per aprire un tavolo di discussione con un politico esperto e navigato come il leader leghista. Chiunque tra i vari Di Battista, Di Maio e co. rischierebbe, infatti, di uscirne malconcio, con una Lega che in una fantomatica asse avrebbe un peso maggiore di quanto poi effettivamente conti a livello politico nei sondaggi. Il carisma conta, inutile negarlo ed un defilarsi di Grillo di fatto rende molto più difficile ogni forma di apertura ad altre forze politiche.

[Photo Credits: ilgiornale.it]
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E se l’intesa dovesse esserci?

Andrea Scanzi recentemente su “Il Fatto Quotidiano”, ha scritto un articolo abbastanza provocatorio in cui si chiede quale sarebbe il dramma in caso di sconfitta del Governo Renzi e salita al potere di uno tra Salvini e Grillo. Il giornalista non vede infatti dietro a questa possibilità un dramma, anzi la definisce come un’occasione di miglioramento, con i due che di sicuro non potrebbero fare peggio di quelli già presenti. Lasciando stare il tono volutamente ironico e dissacratorio del pezzo, interessante è la riflessione che fa secondo la quale parte degli elettori di Renzi non siano legati ad un programma e ad una visione politica, quanto semmai alla paura di vedere partiti populisti al Governo. In questo c’è un fondo di verità, ma se le difficoltà economiche e sociali dovessero essere tali da spingere tanti elettori a ignorare quel pericolo e a decidere di cambiare, un’intesa elettorale tra Salvini e Grillo sarebbe la mossa più adatta? Difficile dirlo, ma di sicuro il leader leghista identificando in uno dei grandi problemi del Movimento, quello dell’eccessiva varietà di ideologie, non sbagliava, e un’alleanza con la destra estrema della Lega difficilmente sarebbe accettata da quei tanti delusi della sinistra radicale che hanno abbandonato i propri Partiti per votare per Grillo, ma che sentirebbero definitivamente in pericolo la propria identità politica qualora si riuscisse a trovare davvero un’intesa. Il “pericolo” è ancora lontano, la convergenze tante ma non abbastanza da giustificare alleanze effettive, la paura, quella si, dei leader di fare una mossa sbagliata quella invece è grande e per adesso scongiura possibili cambi di scenario tra i due Partiti.

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